mercoledì 14 dicembre 2005

BogoBasics - "Pico y Placa" - intro generale

É probabile che la maggior preoccupazione di Romolo mentre tracciava i confini della futura città di Roma fosse evitare le pietre troppo grosse che potessero rovinare il filo del suo aratro - attrezzo che all'epoca non era facilissimo costruire. Non pensava certo che di lì a pochi minuti avrebbe dovuto ammazzare suo fratello ("fratello avvisato, mezzo salvato", comunque). Meno ancora poteva immaginarsi la "sua" cittá, i suoi sette colli, percorsi in lungo e in largo da tre milioni di scatole di metallo da una tonnellata.

Destino comune di tutti i fondatori, fatta eccezione forse per Juscelino Kubitschek e Oscar Niemeyer; lo stesso Leonardo - se avesse deciso di fondare una cittá invece di dipingere la Gioconda - l'avrebbe probailmente dotata di inutili eliporti in legno piuttosto che di garage, tangenziali, metropolitane e tram.

Fatto sta che da cent'anni a questa parte tutti abbiamo sentito la necessitá di montare le chiappe su di una poltrona inbullonata ad un telaio d'acciaio per soddisfare la nostra necessitá di movimento, piuttosto che salire su un giunco, calzare una ciocia o montare su una carrozza.

Per alcuni decenni, le antiche città hanno resistito bene all'assalto delle auto, grazie alla fondamentale considerazione che erano ancora poche. Parevano una stranezza da VIP, tanto che già negli anni '30, il piano regolatore di Roma prevedeva "ben" 200,000 auto in circolazione per il 2000 (sbagliando appena per 2,800,000 unità: non male!).

Da quegli anni ad oggi (e non per giustificare i pianificatori) sono intervenuti tre fattori a d ir poco drammatici: la crescita demografica, quella economica e l'urbanizzazione - ovvero l'esito dalle campagne alle città. Chi abita in una metropoli europea sa a cosa hanno portato queste forze: un'automobile a testa su di un'infrastruttura pensata per le carrozze a cavalli - e per dieci volte meno abitanti. Il pendolare che 60 anni fa era un abitante dei treni suburbani oggi è prigioniero per ore del carcere su 4 ruote che si è pure dovuto pagare, e finisce delirante e stressato a sognare una vacanza senza patente...

Come combattere quest'armata henryfordiana che investe, occupa spazio, inquina l'aria e fa rumore? Che armi mettere in campo contro la più grande industria del pianeta per difendere pedoni e non dai suoi drammatici effetti collaterali?

1 commento:

Anonimo ha detto...

caro paolo
sei stato troppo buono con il traffico di Roma.Si vede che,in lontananza,le realtà negative si attenuano notevolmente,forse perchè non si vivono quotidianamente sulla pelle!
l'ultima mia esperienza risale a giovedì u.s.
Dovevo andare a trovare Paperone in clinica (ricoverato da qualche settimana in per una serie di disturbi)e si è ripetuto il dilemma,macchina o metrò?
Ho optato per la macchina ma male me ne incolse,in metrò si stava stretti come sardine,con un aria che ti lascio immaginare,e con tempi di percorrenza lontani da quelli ufficiali per via della ressa.Ho chiesto ad una signora se era routinario questo stato di cose e mi ha risposto che ne esisteva di peggio!
dulcis in fundo al ritorno in macchina l'trovata abbondatemente irrorata dal guano dei simpatici storni!Inutile aggiungere che per un percorso scorrevole di 7 minuti,ne ho impiegati 37!
un salutone mario