venerdì 16 dicembre 2005

BogoBasics - "Pico y Placa" - Proporzioni

La targa "Numero 1" in Colombia è del Presidente Núñez, che nel 1905 sfila lungo la Carrera Septima . Nei sette anni successivi altri 99 bogotani richiedono la speciale licenza per le "carrozze a motore", e già il Circolo dei Guidatori deve affittare un locale per le riunioni semestrali. Il muro delle 1,000 auto si rompe nel 1927 (a Roma sono 9,000), quello delle 10,000 a fine anni '40 (a Roma sono solo poche di più, frenate dall'economia di guerra).

A partire dagli anni '50, le strade si separano: la capitale d'Italia accelera sull'onda del boom, mentre la Colombia entra nel gioco delle "decadas perdidas" e dello sviluppo mancato. Le immatricolazioni seguono l'andazzo: all'inizio degli anni Settanta il parco auto di Roma raggiunge il milione mentre Bogotà oggi - 35 anni dopo - conta 700,000 auto.

Nonostante questo "ammortizzatore del sottosviluppo", il traffico è un grosso, grosso problema anche da queste parti, dove le direttive Euro 3 ed Euro 4 sono lontane come il primo colombiano sulla Luna. E che succederà a Bogotà quando (o se?) la densitá automobilistica sarà paragonabile a quella di Roma? Se - come da noi - si arrivasse a 77 auto ogni 100 abitanti?? Pur ammettendo un blocco demografico altamente improbabile, qui ci sarebbero 5,600,000 macchine - otto volte più di oggi. Il problema non se lo pone nessuno, perchè non esiste l'ipotesi che si compia la promessa della pubblicitè e del liberismo e lo stile di vita europeo si trasferisca (davvero) da queste parti; e poi, già le poche che ci sono oggi preoccupano un bel po'.

È di ieri la notizia che nel 2005 si raggiungerà lo stratosferico numero di 70,000 immatricolazioni in città - quattro volte MENO delle immatricolazioni della sola Autogerma nel solo 2003... Posted by Picasa

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