giovedì 19 gennaio 2006

Rumba assassina


Omicidi e rumba, nelle classi sociali basse, sono strettamente collegati: si esce la sera, ci si ubriaca, e fuori dal locale si ammazza il tipo che ci ha guardato male la donna.

Questo dicembre, a Bogotà, ci sono stati 161 omicidi: più della metà di notte, il 90,1 per cento a danno di uomini, tre quarti per strada o in un parco, la grande maggioranza in un quartiere povero. Non si hanno dati precisi sui colpevoli, visto che ad oggi ne hanno presi solo 5, ma si sa che tre quarti di loro non si sono sporcati le mani ed hanno ammazzato con un'arma da fuoco.

Nel Novembre scorso, nel quartiere di Ciudad Bolivar, l'Alcaldía ha istituito la Hora Zanahoria (letteralmente, Ora Carota): tutti i locali notturni sono stati obbligati a chiudere all'una di notte. Risultato: in un mese, gli omicidi sono calati del 34%. Dati alla mano, il Sindaco Lucho Garzón sta considerando di estendere la misura a Ciudad Kennedy, altro focolaio di ammazzamenti; i bogotani sono abituati a queste misure: fino a pochi anni fa il "coprifuoco dei locali" vigeva in tutta la città.

È vero che la Colombia è in guerra, che ci sono quattro eserciti che si affrontano, ma queste cifre disegnano lo spettro di una violenza ancora più diffusa, meno politicizzata e più selvaggia, più vicina alla rissa in discoteca che all'esecuzione mafiosa - almeno in gran parte dei casi. Ed è così che la vedono alcuni commentatori colombiani, che chiedono al proprio popolo di "essere meno violento", di cercare "metodi alternativi" per "chiudere una discussione"...

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