domenica 26 marzo 2006

La cortina fumogena

Difficile crederci, ma il presidente-candidato Alvaro Uribe ha fatto un appello ai suoi oppositori, proponendogli di appoggiarlo alle prossime elezioni presidenziali.

In un gesto immediatamente criticato, ha proposto ai Liberali ed al Polo Democratico Alternativo di creare con lui e col suo pentapartito una "coalizione civica"; naturalmente, chiarisce Uribe, "senza rinunciare ai propri principi".

Dietro questo assurdo ci sono varie stranezze:

- stando a tutti i recenti sondaggi, Uribe non ha bisogno di (ulteriori) alleati per vincere le elzioni di Maggio al primo turno: chi lo da al 56%, chi al 57%, nessuno sotto la maggioranza assoluta (se non in modo malizioso);

- sondaggi a parte (perchè sappiamo che si sbagliano, come hanno fatto proprio in Colombia appena due settimane fa), Uribe è da anni il presidente più popolare in America Latina (sopra il 70%), ed i partiti che ne hanno fatto una bandiera hanno ottenuto più della metà dei "curules" (scranni) disputati il 12 marzo scorso;

- ciò premesso, perchè il vincitore prossimo venturo vorrebbe aumentare il numero degli affamati commensali tra cui dividere la torta? Non gli bastano le esigenze del "partido del U" e di "Cambio Radical"?

Non è possibile che Uribe - politico di professione - non abbia pesato questi elementi. Ma allora perchè l'annuncio?

Azzardo un'ipotesi: la cortina fumogena.

Per nascondere uno scandalo vero, provocane uno all'apparenza più grande, ma dal quale sai di poter uscire bene (o quanto meno: meglio).
Secondo questa ipotesi - già ventilata da alcuni media - Uribe avrebbe fatto la "sparata" della coalizione civica senza crederci davvero, ma solo per dare ai giornali ed ai colombiani un osso più succoso da rosicchiare. Più succoso rispetto a cosa? Qual'è la notizia che si vuole coprire?

Facciamo un passo indietro. Poche settimane prima delle elezioni, indignati leader di partiti uribisti hanno espellono dalle loro fila 5 aspiranti senatori, mcchiatisi dell'orribile delitto di essere vicini ai Paramilitari. Come (facilmente) previsto, i cinque reietti trovano accoglienza presso le liste di partitini minori e - poichè in Colombia i voti non dipendono strettamente dalle ideologie (e spesso nemmeno dalle idee) - vengono eletti con impressionante facilità.

Con le urne ancora calde - ed in perfetta sincronia - tutti e cinque i neo-eletti vengono contattati dal Presidente e/o dal suo staff, ai quali - in vista delle Presidenziali - fanno gola le centinaia di migliaia di voti che hanno rimediato.
La notizia trapela, lo staff di Palazzo Narino smentisce, i cinque confermano, i registri del Palazzo Presidenziale non mentono e lo stesso Uribe elude le domande dei giornalisti.

Quale miglior momento per proporre una sorprendente coalizione civica?

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