giovedì 2 marzo 2006

Macchie

- "Signora, guardi che si dev'essere macchiata la fronte in ufficio... sì, sì, proprio qui in mezzo, una specie di voglia d'inchiostro... forse si è rotta una penna..."

Mi ero preparato tutto il discorso in qualche millisecondo, ma poi ha vinto la timidezza ed ho continuato a camminare, incrociando al signora e la sua strana macchia - "Chisseneimporta, che continui a fare figuracce ed a far ridere la gente".
Ancora qualche metro sull'Avenida Chile e - sorpresa - ecco un'altra macchia, stavolta sulla fronte di un ragazzo, probabilmente studente universitario. Alla terza macchia, la sorpresa si trasforma in sconcerto, e la curiosità aumenta: che diavolo succede?
Finalmente m'incrocio con un tipo calvo, e nell'ampiezza dello sfondo riconosco la forma - una croce - e quest'ultima tessera completa il quadro: è mercoledì delle ceneri, e proprio con la cenere sono state tracciate queste macchie - pardon - croci.

A quel punto la mia passeggiata si trasforma in un sondaggio, e pochi minuti dopo ho contato decine di "crociati": giovani, vecchi, giovanissimi, uomini, donne, studenti, segretarie, manager, tutti sfoggiano il loro simbolo come se fosse la cosa più normale del mondo ed io, io spero che nessuno noti il mio sguardo stupefatto (simile, mi azzardo, a quello che avevo a Karachi ogni volta che coglievo la figura scura di una donna in burka).

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