venerdì 10 marzo 2006

Sulle ali dell'imbarazzo


Editoriale del 10 Marzo del 2006

Ancora una volta, Uribe è in grave imbarazzo di fronte all'opinione pubblica (l'esigua minoranza che segue le cronache, voglio dire).

L'episodio "imbarazzante" è la (presunta) consegna delle armi di un (presunto) contingente delle FARC, prima annunciata con squilli di trombe e poi sgonfiatasi in un triste inseguirsi di smentite.

Andiamo con ordine.

La prima mossa è l'annuncio ad effetto: 70 guerriglieri della colonna mobile del "frente La Gaitana", condotti dal capo, alias "Olivo", si consegnano alle autorità nell'ambito del programma di "reinserimento" del Governo. L'Alto Commissario per la Pace, Luis Carlos Restrepo, gioisce e non perde occasione per sottolineare come - per la prima volta - a reinserirsi siano le FARC e non i Paramilitari, questi ultimi clienti fissi del programma e reinseritesi a decine di migliaia (per quanto con esiti scarsini).
Ma non è tutto: i 70 consegnano se stessi, 26 fucili, 5 mitragliatrici leggere e - udite udite - un aeroplano! Ed il gancio da prima pagina è senz'altro questo, tant'è che El Tiempo titola "L'aereo delle FARC doveva servire ad un colpo nazionale", suggerendo magari un lancio di paracadutisti su Plaza Bolivar o un bombardamento sul campo di Golf del Country di Bogotà.
L'effetto è grande, e lo stesso Presidente Uribe rieccheggia la versione ufficiale, e nelle sue dichiarazione include l'aeroplano sequestrato. D'altronde, la notizia veniva da un comunicato stampa diffuso dall'Ufficio dell'Alto Commissario.

Passano ventiquattrore, ed al giubilo s'inizia a sostituire - strisciante e digrignato - l'imbarazzo ufficiale.

Il primo passo indietro riguarda l'aereo: si scopre infatti che non era stato consegnato dai guerriglieri, ma che giaceva abbandonato da tre anni sulla pista dell'Aeroporto Las Brujas (Le Streghe) del Sucre, dove l'aveva lasciato il pilota. Era stato quindi sequestrato dalle autorità fiscali, che ne avevano proibito l'uso in quanto - avendo matricola statunitense - si trovava in Colombia senza autorizzazione. E la consegna? Tocca al Generale Mario Montoya - Capo di Stato Maggiore dell'Esercito - spiegare che...ehm...si vede che...uh...non ci siamo capiti...è che i 70 ci hanno confermato che era un aereo delle FARC...ehm...insomma, è vero, siamo stati poco chiari, chiedo scusa.

Secondo passo indietro: "Olivo", il guerrigliero che conduceva gli smobilizzati durante l'evento, non era il capo del gruppo. Era - si scopre - il responsabile finanziario, ovvero l'incaricato di gestire gli introiti del pizzo, dei sequestri, delle rapine, dei contributi contadini etc etc etc. E risulta che due anni fa era scappato dalle montagne del centro del Paese per consegnarsi al Governo (!) che da allora lo teneva prigioniero (!!) in un carcere di Bogotà. Ma come mai questi "dettagli" non sono portati a conoscenza del pubblico? La risposta è pronta: per proteggerlo. Pare infatti che se gli ex-compagni dell'Esercito del Popolo avessero saputo della sua presenza all'atto ufficiale avrebbero fatto di tutto per fargli pagare di essere scappato con la cassa.
Manco a dirlo, il vero capo del Frente la Gaitana, alias "Marlon", non si è consegnato alle autorità.

OK, OK, l'aereo era già in mano al Governo, il capo non era il capo e già stava in galera, ma settanta reinseriti son sempre un bel colpo, no?

Piano con l'ottimismo: c'è ancora il caso "Biofilo". Alias "Biofilo" si è guadagnato i suoi 15 minuti di popolarità, e la sua foto (di Juan Carlos Escobar, per El Tiempo) - il fucile nella sinistra, con la destra a stringere la destra di Restrepo, un sorriso da grandi occasioni, gli occhialini e la coda di cavallo - ha fatto il giro del Paese. "E' l'eminenza grigia della colonna", dicono le fonti ufficiali. Gira invece voce che sia un universitario di Bogotà - ed effettivamente non ha l'aspetto di chi si muova nella giungla a decine di chilometri dal lavandino o dalla presa elettrica più vicina. Grattando sotto la superficie, El Tiempo scopre che nessuno dei tanti esperti di guerriglia conosce questa "colonna mobile": il Frente esiste, la Colonna mai sentita nominare - nonostante alias "Olivo" giuri di averla fondata sei anni fa.

Insomma, un disastro. Al punto che alle 4:15 PM di oggi tocca ad Uribe perdere un po' di faccia e smentire se stesso: "scusate, l'aereo era un balla".

Imbarazzo.

E non è un episodio isolato: il rapporto governo/militari/media è costellato di figuracce. Di pochi giorni fa, la destituzione del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito per non aver informato il Presidente (ed il paese) di un caso di nonnismo costato la tortura di 21 soldati; recente anche l'episodio Pardo, accusato senza alcuna prova dall'alto Commissario Restrepo di aver mandato una proposta politica alle FARC (episodio anch'esso chiusosi con una ritrattazione di Uribe).

Di fronte a questa successione di scivoloni, persino i supporter più sfegatati faticano a difendere la tesi del "Presidente in buona fede circondato d'incompetenti".

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