venerdì 21 aprile 2006

Presidenziali in sordina

Cronaca di una vittoria annunciata.

A 45 giorni dal primo turno, le presidenziali colombiane non fanno notizia. La probabilita' che l'uomo morda il cane è minima: dopo quattro anni come il Presidente latinoamericano col piu' alto indice d'approvazione, non sorprende che tutti i sondaggi diano Uribe vincitore. Ciononostante, non solo resta possibile che si vada al secondo turno, ma è pure importante per i destini del Paese quale sarà il secondo più votato, ed a quante lunghezze dal vincitore annunciato.


Si disputano l'argento Horacio Serpa del Partito Liberale (centro, con qualche spruzzata di sinistra) e Carlos Gaviria, del Polo Democratico Alternativo (Sinistra), mentre l'ex Sindaco di Bogotà Antanas Mockus ed Alvaro Leyva potranno far pesare le loro basse percentuali - meno del 3% - solo in caso di secondo turno.

E' di questi giorni il "sorpasso" di Gaviria ai danni di Serpa, e sono in molti a prevedere che la tendenza si manterrà. Serpa - infatti - è alla sua terza campagna presidenziale: perse nel 98 contro Pastrana e nel 2002 si arrese allo stesso ex collega di partito, Uribe. Oltre a non poter contare sull'effetto novità, si trova a rappresentare un partito in declino, a cui lo stesso Uribe continua a sottrarre consensi promettendo mari e monti. Non convincono inoltre i suoi attacchi al Presidente-candidato, visto che pochi mesi fa quest'ultimo ha designato proprio Serpa a rappresentare il Governo presso lOrganizzazione degli Stati Americani.

Diverso e' il discorso per Gaviria: professore universitario (tra i suoi allievi anche Uribe), vicino alla sinistra degli ex guerriglieri dell'M19 ed aiutato da un look rassicurante e da un'ottima capacita' di comunicazione, potrebbe facilmente raccogliere il voto di un buon 20% dei colombiani - a patto che confermi il posizionamento di "unica alternativa realistica" che comincia ad abbozzarsi nel Paese e nei mezzi di comunicazione (che lo hanno preso in simpatia,almeno formalmente).

Uribe, dal canto suo, ha solo da perdere: il 70% di approvazione ed il 55% dei sondaggi sono un capitale enorme, ma 45 giorni sono lunghi. Lo scandalo del DAS (il dipartimento di sicurezza della presidenza), lo smacco di Buenaventura, le cattive relazioni con Venezuela, Ecuador e Bolivia e l'opposizione popolare al TLC sono ostacoli che possono forzarlo ad affrontare quel secondo turno che indebolirebbe gravemente il nascente "uribismo".


Nessun commento: