lunedì 24 aprile 2006

"Uribe mi vuole morto"

Chi lo dice - in conferenza stampa, davanti alle telecamere - è Alvaro Leyva, candidato alle Presidenziali di Maggio.

Leyva si presenta come l'"uomo della pace". Grazie ad una lunga esperienza come negoziatore, promette infatti di raggiungere - da Presidente - un accordo con le FARC per porre fine al conflitto armato. Qualche settimana fa, aveva accusato il Governo di aver reso impossibile il rilascio di due poliziotti sequestrati, da lui reso possibile d'accordo con dirigenti fariani.

Ora mostra le foto di un taxi che lo avrebbe seguito ripetutamente, ed il video di un elicottero della Marina che volteggia minaccioso attorno al velivolo in cui lui ed i suoi assessori passavano da un evento di campagna ad un altro.

"Sono i tipici indizi che si sta preparando un attentato contro di me", ha detto Leyva, aggiungendo:"Se dovesse succedere qualcosa a me od alla mia famiglia, considererò Alvaro Uribe personalmente responsabile".

Parole pesanti come il piombo, in un Paese dove l'assassinio di un candidato presidente non sarebbe una novità.



Nessun commento: