domenica 28 maggio 2006

Confermato Uribe

Alvaro Uribe sarà presidente fino al 6 di Agosto del 2010.

Più del 62% dei voti validi sono stati per lui e per il Vicepresidente Santos, un risultato che va aldilà dei sondaggi e delle speranze della coalizione uribista. Vista la (pur sempre relativa) tranquillità della giornata elettorale, non ci sono dubbi che questa sia la volontà democratica dei colombiani. Si potrà discutere del perchè, delle ragioni, delle motivazioni, ma non del fatto che la conferma di Uribe (ed ancor più di queste proporzioni) è il risultato di un processo democratico: l'astensione di più della metà degli aventi diritto diluisce certamente il dato, ma non è legittimo supporre che il 55% dei non votanti si sarebbe espresso contro Uribe..

In un piccolo paesino a 100 chilometri da Bogotà - chiamato proprio Uribe - ha vinto invece Carlos Gaviria, il candidato del Polo Democratico Alternativo. Ma più importante di questa simbolica affermazione è il secondo posto che ha ottenuto, con il 22% dei voti validi. Per il PDA si tratta di un successo di proporzioni immense: rispetto alle parlamentari di poche settimane fa ha più che triplicato i propri voti, guadagnando in visibilità e credibilità.

Anche per il paese si tratta di un risultato storico, in quanto potrebbe sancire la fine del bipartitismo tradizionale (conservatori e liberali) per inaugurare una nuova fase in cui l'Uribismo (un movimento personalistico nella miglior tradizione lationoamericana) vedrebbe all'opposizione un movimento di sinistra con forti radici nel sindacalismo, tra le minoranze, nelle università.

Il partito liberale infatti - punito con meno del 12% dei voti - rischia di perdere il "diritto all'alternanza" sul quale contava fin dai tempi del "Fronte Nazionale" e di restar fuori dallo scompaginamento della politica colombiana che Uribe ha lanciato nel 2002 e continuerà nei prossimi quattro anni.

"Che nostro Signore e Maria Santissima ci aiutino affinchè questa decisione democratica sia utile a questa grande patria colombiana" è l'esordio del ri-eletto, che prosegue ringraziando soldati, poliziotti e tutta la schiera dei partiti della sua coalizione. Grigio e controllato, il discorso di festeggiamento di Uribe è un po' comizio ed un po' programma di governo: non mancano gli slogan, i riconoscimenti agli oppositori ed i riferimenti alla politica internazionale, ed abbondano i termini "patria" e "compatriota"."Siamo 41 milioni, e non 7 milioni e 300 mila" afferma citando Gandhi, Cervantese Lopez Pumarejo, e neppure quando ringrazia la moglie si lascia andare; è piu emozionato quando cita i due requisiti per far parte del suo governo (amore per la Patria, ed onore per servirla) e quando annuncia il suo primo atto da rieletto (la visita alla chiesa di Medellin in cui riposano suo padre e suo fratello).

Tra i pochi cori dei sostenitori riuniti nell'Hotel Tequendama (a parte l'orribile e simiesco U-U-ribe) segnalo il "Sí se pudo", una sorta di "Ce l'abbiamo fatta". Diverso ma affine il coro del Polo democratico: "Sí se puede", possiamo farcela.
Carlos Gaviria - radiante ed energetico - accende gli animi fin dalle prime parole del suo discorso, una citazione di Borges: "La sconfitta ha una dignità que una chiassosa vittoria non merita", ricevuta da un coro tradizionale della sinistra storica latinoamericana: "El pueblo unido jamás será vencido"."Nonostante non siamo stati i più votati, credo che abbiamo vinto", prosegue, "e dobbiamo saper amministarere questa vittoria per poter arrivare a Palazzo di Nariño tra quattro anni". Nel frattempo, riconosce l'affermazione di Uribe e promette opposizione, anticipando che i rappresentanti del Polo "non cambieranno l'onorevole onere dell'opposizione per un ambasciata, un ministero od un consolato". Il coro "Uribe fascista" non lascia dubbi.Quando Gaviria dice che proteggerà l'integrità fisica dei suoi militanti fa venire i brividi e ricorda il massacro dell'Unión Patriótica - ma non pare che questa sia la stessa Colombia di vent'anni fa: speriamo.

I candidati minori restano ai margini della scena: il quarto più votato - Antanas Mockus, con popco più dell1% - si limita a chiedere ad Uribe di non fare il prepotente, mentre per gli altri il verdetto delle urne è troppo pesante per giustificare l'invio di un reporter o di un cameraman.

La democrazia è molto più che la ripetizione periodica di consultazioni popolari: è equilibrio dei poteri, indipendenza dei media, diffusione della cultura, uguaglianza di opportunità, libertà di pensiero e partecipazione.. Queste saranno le sfide del secondo mandato di Uribe: e questa volta il Presidente sa che se non saprà affrontarle nel 2010 potrebbe avere un avversario forte e con un progetto davvero alternativo.

4 commenti:

WFL ha detto...

l'ho scoperto ora questo blog. è veramente bello.
complimenti

ate ha detto...

Ebbene si una sonora riconferma, e dire che seguendoti mi ero quasi convinto della possibilità di un secondo turno!!Di una Sorpresa.
E invece.....

ate ha detto...

davo un'occhiata ai risultati in Italia: rielezione di Totò Cuffaro e la quasi certa elezione della Moratti. Beh che giornata vado a letto presto che è meglio!!!

Anonimo ha detto...

.Confesso che anch'io sono rimasto colpito dalla percentuale "bulgara" - o dobiamo dire veltroniana?
Doppiafila