lunedì 22 maggio 2006

Il duello e la stampa distratta

Due candidati si sfidano nel modo più tradizionale delle campagne elettorali: la mobilitazione popolare per un comizio. Il risultato è sorprendente e denso di significati, ma la stampa fa finta di nulla e disinforma.

Alvaro Uribe, il presidentecandidato, è al primo posto nei sondaggi; Carlos Gaviria, candidato della sinistra, è la grande sorpresa di queste presidenziali col suo secondo posto. Una settimana fa, entrambi annunciano che terranno un comizio nel cuore della politica colombiana: la Plaza de Bolivar, a Bogotà, su cui si affacciano non solo la bella cattedrale coloniale ma anche il Palazzo di Nariño - sede della Presidenza - e l'infame Palazzo di Giustizia ricostruito dopo la tragedia degli anni '80.

Il "doppio comizio" crea aspettative: farà Gaviria una magra figura, e pagherà col ridicolo la sua audace sfida al politico più popolare del Paese? Riuscirà Uribe a colmare questa piazza d'armi che il fondatore Jimenez de Quesada volle tra le più grandi del continente? L'interesse era evidente, ed El Tiempo se ne faceva interprete con un lungo articolo incentrato sul ruolo e sull'importanza storica degli eventi organizzati in quella piazza.

Arriva Venerdì 19, e tocca ad Uribe.

In piazza gli spazi aperti sono molti ed ampi. C'è chi dice che è piena per metà, chi meno, chi tre quarti. Sta di fatto che l'atmosfera è poco festosa, e la maggior parte dei convenuti portano cartelli fatti al computer, palloncini tutti uguali, magliette con gli stessi simboli, ed è facile immaginarseli quando scendono tutti dagli stessi pullman. Al centro del grande spazio, un nastro giallo separa le "zone d'influenza" di Cambio Radical e del Partido de la U, i due principali movimenti uribisti che si contano per farsi valere in seguito. Il reporter di Caracol Noticias, in diretta, è in evidente imbarazzo: conta 12,000 persone, parla di 3,000 poliziotti e limita le immagini al solo palco. Durante un secondo collegamento, pochi minuti dopo, apre il servizio con queste testuali parole: "quanta gente ci sia è un mistero, sta di fatto che la piazza è piena". Si apre un po' la prospettiva, e si vedono molte persone ma poca calca.
Lo stesso imbarazzo deve aver vissuto il redattore de El Tiempo, che la mattina del sabato regala ai suoi lettori un incipit che farà la storia del pessimo giornalismo: "Non si è saputo se c'erano diecimila, ventimila o più persone: nessuno le ha contate".
Primero Colombia, il movimento delPresidente, canta vittoria sul sito "contro il malaugurio degli pseudoanalisti e degli osservatori da scrivania".

Domenica 21: è la volta di Carlos Gaviria.

Il comizio del Polo è un evento che mischia politica e musica: dalle due del pomeriggio concerti (Andrea Echeverri, Dr Krapula ed altre band giovani), ed a fine giornata il discorso del candidato, che dopo esser stato accolto da grandi folle per tutta la Colombia vuole ringraziare e chiudere in bellezza. Con la complicità di una splendida giornata - rarissima, in questa stagione piovosa - e grazie all'atmosfera festiva dei concerti la Piazza si riempie. Qui la Questura non diffonde dai "ufficiali", ma stavolta bastava il colpo d'occhio: piazza piena, Gaviria 1, Uribe 0.

Questa succulenta notizia ("Il candidato sorpresa scippa la piazza più importante del Paese al Presidente più amato secondo i sondaggi") è liquidata dal solito El Tiempo con un titolo insulso ed una frasetta: Titolo " La campagna nelle piazze si conlude con concentrazioni moltitudinarie e lunghe giornate" - Frase d'apertura "Carlos Gaviria vince il braccio di ferro contro Álvaro Uribe e riempie Piazza Bolívar, ma il candidatopresidente fa esplodere le piazze nella Costa Atlantica". La foto, naturalmente, è per il comizio di Uribe.
L'articolo - un gioiello, per chi si occupa di informazione e disinformazione - lo trovate qui.



5 commenti:

Annalisa ha detto...

Allora se vince Uribe siamo finalmente tutti d'accordo che in queste elezioni c'è qualcosa che non va....

Annalisa ha detto...

e nei sondaggi pure.

doppiafila ha detto...

Ciao Annalisa. Credo che ci sia senz'altro qualcosa che non va: l'oligopolio della comunicazione in Colombia (che poi è la stessa cosa che non va un po' dappertutto...). Questa struttura di mercato è la nitro, e la scarsa educazione degli elettori è la glicerina: mischiali e esploderanno,verso destra o verso sinistra.
Quanto ai comizi, la "vittoria" di Gaviria dimostra che 1) il seguito di Uribe è popolare ma non d'opinione, mentre tra i "gaviriani" c'è molta più gente che lo vota con passione - e che da questa stessa passione viene motivata a muoversi da casa per un comizio; 2) Uribe è un "noioso": se avesse fatto concerti avrebbe riempito pure lui, magari...
Saluti, Doppiafila

Annalisa ha detto...

Ti ringrazio per la risposta, il discorso che facevo io forse era un po più "terra terra" se vogliamo, io alludevo molto più alla spiccia alla possibilità di brogli e al fatto che i sondaggi non siano veritieri. Ciao.
Chissà perchè la Colombia, anche da lontano impone sempre una certa crudezza, in tutto.

doppiafila ha detto...

Brogli? Li darei per certi, alla faccia degli osservatori dell'OEA. Con un terzo del terriotorio fuori dal controllo dello Stato, è il minimo che ci si possa aspettare... Non credo peró che saranno "roba grossa": nelle cittá (dove vive quasi l'80% dei votanti) la cosa è più controllabile...
Quanto ai sondaggi, sono d'accordo con te che non gli si debba dare troppa importanza.
Saluti, Doppiafila