mercoledì 17 maggio 2006

Liscia, gassata o... Bogotà?

Sono ormai settimane che piove (governo ladro); nulla di nuovo nè sorprendente, considerato che siamo in piena stagione -appunto - delle pioggie. Magari i millimetri precipitati sono un po' più degli anni scorsi (il peggior inverno da sette anni, si dice), ma chi non avesse un pluviometro a disposizione non se ne renderebbe conto.

Tutta quest'acqua che viene giù si porta via migliaia di metri cubi di terra un po' dappertutto: senza radici che possano ancorarla, questa terra travolge paesini (come sulla Cali - Buenaventura), strade, automobili e... gasdotti.

È successo la scorsa notte (l'alba del 17 maggio in Italia) a pochi chilometri dalla Capitale: il gasdotto di Gas Natural è stato travolto da uno smottamento.

Risultato: Bogotà senza gas, dall'Avenida de las Americas fino all'estremo Nord.

Più di tre milioni di persone, 600 piccole, medie e grandi aziende, decine di migliaia di negozi e - poveracci - ristoranti dovranno fare a meno dell'acqua calda e del gas da cucina. Senza menzionare taxi ed auto private alimentati a metano: tutti fermi.

Il portavoce di Gas Natural - azienda proprietà di Repsol, Caixa e Cassa di Risparmio di Barcellona, con una partecipazione simbolica di Suez - parla di 48 ore per riparare il danno. Approfitta anche per suggerire - con invidiabile tempismo - che Bogotà si doti di infrastruttura ridondante: buona idea! Ad averci pensato prima...






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