martedì 20 giugno 2006

América Mestiza - recensione


Tra aneddoti, poesie, episodi storici e descrizioni colme d'aggettivi, Ospina ci sommerge d' erudita logorrea e non ci convince che l'"America meticcia" sia davvero il Paese del Futuro.

Non ha dubbi l'autore: l'America nasce unita, popolata di "buoni selvaggi" rispettosi della natura; poi subisce l'aggressione dei colonizzatori e si popola di (pochi) bianchi e (molti) neri d'Africa; questo "meticciato secolare" fa del continente il "paese" del futuro, poiché chi sa trattare la mescolanza sará leader in un mondo sempre meno monocromatico.

Non spiega però come faranno gli americani (dall'Alaska alla Patagonia) a superare i problemi storici che egli stesso riconosce:
- l'inadeguatezza delle elite, che hanno affrontato la Modernità come "una redditizia astuzia" e l'hanno svuotata di significato;
- le radici bigotte ed arretrate di spagnoli e portoghesi, che hano esportato il Medio Evo al nuovo mondo proprio mentre moriva in Europa, portando - ad esempio - la controriforma prima ancora che accadesse la Riforma...
- la mancanza d'identità dei locali, che in gran maggioranza non si sentono nè indigeni ne europei, e che spesso sono piú vicini a Miami che tra di loro.
Non convince neppure al descrizione dell'America pre-colombina come nazione unita e comunicante, basata esclusivamente sull'apparizione di qualche ninnolo a poche centinaia di chilometri di distanza.

Lui però ci crede così tanto che alla fine risulta almeno simpatico.


NOTA: il libro é interamente disponibile online all'indirizzo di Villegas Editores, qui.

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América Mestiza
El País del futuro
di William Ospina
Edizioni: Aguilar - Collana: Punto de Lectura (pocket)
Prima edizione: 2004
Questa edizione: 2006



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