domenica 25 giugno 2006

L'apertura delle FARC

Come in una partita a poker, le FARC si dichiarano disposte a giocare la mano dell'accordo umanitario. Hanno - come minimo - due assi: il relativo fallimento del Plan Patriota ed i sondaggi, che mostrano chiaramente l'orientamento dei colombiani verso la soluzione negoziata del conflitto. In attesa che Uribe faccia il suo gioco, i media colombiani mantengono prudente silenzio.

Con la selva colombiana sullo sfondo, tra fogliame e liane, il portavoce delle FARC-EP Raul Reyes manda il suo messaggio al governo Uribe, attraverso una troupe di Telesur - il canale latinoamericano voluto da Chavez.

"L'intercambio umanitario dipende da lui" afferma, e gli mette sul piatto una bella patata bollente: per un Presidente che è stato eletto per la promessa di risolvere militarmente la guerra civile colombiana, il terreno dei negoziati non è il più agevole.
Va però detto che negli ultimi mesi (da ancor prima della ri-elezione del 28 Maggio scorso) Uribe aveva iniziato ad aprirsi a questa ipotesi, sia con dichiarazioni ai mezzi di comunicazione che con avvicinamenti ad alcuni "intermediari" col mondo della guerriglia. Da buon populista, non poteva perdere contatto con la maggioranza dei colombiani che - secondo i sondaggi - chiedeva lo scambio prigionieri delle FARC vs. sequestrati nelle loro mani (il cosiddetto "intercambio humanitario").

Le FARC però pongono condizioni: tregua su tutto il territorio; sospensione degli ordini di cattura conto i membri della loro cupola; riconoscimento esplicito dell'esistenza di un conflitto armato e - soprattutto - demilitarizzazione dei dipartimenti del Caquetà e del Putumayo nel Sud del Paese. Su quest'ultimo punto il Governo Uribe si è già espresso più volte, dichiarandosi non disponibile a consegnare alcuna parte del territorio nazionale (come fece l'ex-presidente Pastrana a San Vicente del Caguàn, proprio in Caquetà, per raccogliere un fallimento ancora ben fresco nella memoria collettiva).
Le esigenze delle FARC sono un punto di partenza; in che modo rispondere dipenderà da quattro persone: Uribe, il vice-presidente Francisco Santos, il neo-ministro della difesa Juan Manuel Santos (cugino di Francisco) e l'Alto Commissario per la Pace Restrepo. Il momento della risposta lo suggerisce lo stesso Reyes: il 7 Agosto prossimo, data d'inizio del secondo mandato uribista e data funestata - 4 anni fa - da un bombardamento delle FARC al palazzo di Nariño durante il suo primo discorso di possessione.

Di fronte a queste novità, i media colombiani sembrano spiazzati: nè El Tiempo El Espectador (almeno nelle loro edizioni online) gli dedicano spazio. Un articolo compare sulla rivista Cambio (anch'essa di proprietà della CEET, Casa Editorial El Tiempo). È probabile che attenderanno le prime risposte del Governo, per dare alla copertura un orientamento - diciamo - politically correct.
Nel frattempo, un breve servizio in video sull'intervista a Reyes è disponibile su Telesur, in fondo a questa pagina. Colpisce l'approccio "visuale", coi guerriglieri delle FARC rappresentati romanticamente (belle ragazze, armate e sorridenti) in contrasto col linguaggio "ufficiale" in cui il guerrigliero compare solo ammanettato o dentro una body bag.



3 commenti:

Annalisa ha detto...

Per l'ennesima volta le FARC propongono l'"acuerdo humanitario" chiedendo ancora la smilitarizzazione di alcuni departamentos e questa mi sembra la condizione basilare, così come l'accettazione da parte di Uribe del conflitto politico e sociale che si è cercato di risolvere con una guerra. Mah! Speriamo che si facciano dei passi avanti in questa situazione che sembra solo la copia delle precedenti.

Ass. Nuova Colombia ha detto...

Bisogna assolutamente fare chiarezza su un punto, fonte di equivoci ed interpretazioni distorte: le FARC non hanno mai chiesto la smilitarizzazione dei dipartimenti del Caquetá e del Putumayo (100.000 km2 circa) in funzione dello scambio dei prigionieri, bensì nell'ottica di un eventuale processo di pace integrale.
Per trattare lo scambio dei prigionieri di guerra, invece, chiedono la smilitarizzazione di 2 municipi, Pradera e Florida (800 km2), nel dipartimento del Valle.

doppiafila ha detto...

Ciao Ass. Nuova Colombia, grazie del chiarimento. Una domanda: questa differenza era cosi' chiara anche 14 mesi fa, epoca alla quale risale il post? Non me lo ricordo, e non posso escluderlo, anche se probabilmente non avevo capito bene io. Saluti, Doppiafila