sabato 8 luglio 2006

Cosa unisce Chavez, Uribe e la Texaco?


Di come concreti interessi economici possono mettere assieme il diavolo e l'acqua santa.

Oggi, sulle sponde del lago di Maracaibo, Álvaro Uribe Velez e Hugo Chavez Frías (con un "tinto" colombiano, nella foto AP) celebreranno la "prima saldatura" del gasdotto transguajiro, che unirà Punta Ballenas (Colombia) alla raffineria Paraguaná, nell'Occidente Venezuelano. Assisteranno il presidente panamense Torrijos e rappresentanti di ChevronTexaco, la concessionaria dei pozzi colombiani dai quali verrà estratto il gas naturale.

Sarà interessante vedere tanti personaggi così dissimili festeggiare assieme, tra flash e sorrisi. Ma come? Chavez ed Uribe non erano come cane e gatto? E questo signore incravattato? Non rappresenta forse il "capitale internazionale" tanto inviso al Bolivariano? Certo, certo, ma pecunia non olet e gas naturale necesse est...

L'occidente venezuelano ha bisogno di gas , almeno finchè non si concluderanno complessi lavori di prospezione ed estrazione che dureranno almeno altri dieci anni. Pochi chilometri più ad Ovest, ChevronTexaco ha appena scavato tre pozzi nuovi e prevede di nuotare nel gas per almeno vent'anni. Il gioco è fatto: PDVSA mette gli investimenti, Texaco il gas, Uribe i buoni auspici e le garanzie. E Torrijos? Lui pensa a futuro: una volta arrivato a Punta Ballenas, il gas sarebbe a poche centinaia di chilometri da Panamà e dal futuro sistema interconnesso dell'America Centrale.

Si tratta di un'opera d'infrastruttura di piccole dimensioni: si calcola che costerà circa 250 milioni di Euro per meno di 300 chilometri d'estensione. Vale di più come simbolica integrazione tra Colombia e Venezuela, come dimostrazione che le enormi differenze politiche non impediscono agli affari di andare avanti: il Venezuela è il secondo partner commerciale colombiano dopo gli Stati Uniti, e lo scambio tra i due supera i 3 miliardi di dollari. Non sorprende che Uribe e Chavez si trattino coi guanti: il primo ha declinato l'invito di Bush a fare da ariete anti-chavista in Sud America, il secondo non perde occasione di ricordare i legami inscindibili tra i due popoli fratelli. "Ci vogliono far litigare" ha detto "ma non ci riusciranno, perchè siamo lo stesso popolo".

Kirchner, Lula e Morales continuano a discutere del "Gasoducto del Sur" (vedi foto) che - per ora - resta sulla carta. Oggi, gli affari si fanno con Uribe.



1 commento:

Eliolibre ha detto...

Ho assistito alla cerimonia su Telesur. Penso che accordi economici tra Paesi sudamericani, anche se con governi di opposta parte politica, siano utili per continuare sulla strada di integrazione tra tutti i popoli del Latinoamerica. Poi sentire Uribe che parla di aver declinato l'invito di Bush a fare da ariete anti-chavista in Sud America è cosa di non poco conto. Forse si è reso conto che il futuro della Colombia è indissolubilmente legato all'integrazione con i popoli fratelli. Anche perchè, le elezioni lo hanno dimostrato, la situazione potrebbe scappargli di mano. Sul mio blog tratto anche di America Latina, se hai voglia facci una capatina.
Ciao.