lunedì 24 luglio 2006

Di nuovo in prima pagina

L'omicidio di Liliana Gaviria torna in prima pagina.

Il 27 Aprile scorso, Liliana Gaviria viene uccisa a Pereira, capoluogo del Risaralda, durante un tentativo di sequestro - o almeno così pare. I dubbi nascono da due fatti:
- la vittima è sorella di Cesar Gaviria, ex Presidente colombiano e presidente del principale partito d'opposizione alla coalizione uribista;
- i fatti avvengono ad un mese dal primo turno delle elezioni presidenziali, delle quali tema principale (e maggior vanto per Uribe) è la cosidetta "Sicurezza Democratica", la strategia che ha restituito un certo grado di sicurezza alle principali città del paese.

Dopo le prime notizie (e le prime smentite) e dopo che l'ex Presidente Gaviria ha evitato che il caso si tramutasse in un motivo di lotta politica, emerge una "storia ufficale", le cui lacune non vengono spiegate dagli inquirenti nè investigate dai giornalisti: restano sotto una cappa di piombo.

Fino ad oggi. E questo silenzio viene rotto da queste 164 parole, ovvero 7 paragrafi su 16 righe, pubblicate da El Tiempo - e da notizie altrettanto corte ed "essenziali" in TV.

Al centro della notizia, la condanna a 36 anni comminata a due persone, Javier Augusto Rendón Benjumea e Norbey García Orozco. E null'altro: tre mesi di processo, di ricostruzioni, d'indagini, di interrogatori, deposizioni, arringhe vengono cancellati dalla distrazione dei mezzi di comunicazione.

Neppure le domande più banali trovano risposta; ad esempio: che fine hanno fatto gli altri tre arrestati? Chi ha ucciso la Gaviria a la guardia del corpo? Erano davvero legati alle FARC?

Nulla.

Peggio: El Espectador sa qualcosa di più, e pubblica infatti i nomi di 5 contumaci. Ma non approfondisce.

Il buio è totale. Cosa c'è dietro il sipario? Cosa va in scena in Colombia? Nessuno lo sa. O meglio: qualcuno lo sa, ma la gente no.

Non resta che sperare nelle tre ultime paroline dell'articolo de El Tiempo: "Espere más información", o "More to come" - per dirlo all'inglese. Citerò Mondaini e Vianello: beato chi ci crede, noi no non ci crediamo.

1 commento:

GUAGUAU ha detto...

POR FIN UN VEREDICTO....
ABRAZO VIRTUAL