domenica 2 luglio 2006

Ecopetrol, la gallina dalle uova d'oro


Come nella favola, folle è chi si mangia la gallina dalle uova d'oro (o la lascia morire, che è lo stesso). Ecopetrol vanta un utile netto 2005 di 3.250 miliardi di pesos (quasi un miliardo di Euro) ma il futuro è tutt'altro che roseo, tra (segreti) progetti di privatizzazione ed una preoccupante diminuzione delle riserve. Un fronte critico per Uribe.

Impossibile sottostimare l'importanza di Ecopetrol per la Colombia: non solo è la prima azienda per fatturato, patrimonio ed utile netto (dati 2005), ma è anche il principale esportatore (10% del totale). Neppure sommando le principali multinazionali presenti nel Paese (ExxonMobil, ChevronTexaco, BP ed Oxy) si arriva alla mole del gigante statale.

Dietro questi numeri, però, c'è l'effetto "70 dollari" - che ha tirato su tutti i bilanci del settore - ed una grande preoccupazione: che la "bonanza petrolifera" stia per finire. Sono ormai una decina d'anni infatti che non si scopre un giacimento di rilievo: dopo Caño Limón (primi anni '80) e Cusiana - Cupiagua (primi anni '90), tutte le nuove scoperte sono di piccole o medie dimensioni. Il risultato: la diminuzione della produzione (dai 817 mila barili/giorno del picco del 1999 a 526 mila nel 2005) ed il dimezzamento delle riserve provate a 1450 milioni di barili.

È finito il petrolio in Colombia? Non è detto. Per i petrolieri locali vale il detto "chi cerca, trova" ed il suo contrario: "chi NON cerca, NON trova". Il problema sarebbe il numero esiguo di pozzi esploratori scavati: 35 nel 2005, contro un minimo stimato di 66 per avere buone probabilità di una buona scoperta.
Se invece fossimo di fronte alla fine dell'era petrolifera colombiana, per il Paese sarebbe il disastro: più del 20% della spesa statale dipende dall'esportazione e dalla tassazione degli idrocarburi - se si dovesse procedere all'importazione, l'effetto sarebbe catastrofico.

La perdita dell'autosufficenza - in assenza di nuovi giacimenti - è fissata per il 2011, esattamente allo scadere del secondo mandato del Presidente Uribe. "Un politico pensa alle prossime elezioni, un uomo di stato alle prossime generazioni" disse John Clarke; per ora, Uribe pensa alla privatizzazione. Già è quasi conclusa la ricerca di un socio strategico per la raffineria di Cartagena, mentre iniziano a circolare voci della vendita di un 20% di Ecopetrol, nonostante l'opposizione del sindacato. L'idea di attirare investimenti stranieri per revitalizzare il settore prima dell'ora X è però ufficiosa: la posizione ufficiale è che Ecopetrol non si tocca e resterà pubblica (come affermò lo stesso Uribe il 1º Maggio del 2004, durante uno dei suoi "Consigli Comunali di Governo").

Il futuro della Colombia dipende in gran parte da quello di Ecopetrol. Le carte sono in tavola. Il Governo è di mano.



Nessun commento: