mercoledì 19 luglio 2006

I Guerrieri di Terracotta al "Museo Nacional"


Sette statue del mausoleo di Xian danno vita all'"esposizione dell'anno" a Bogotà. Come spesso capita il pubblico risponde e il risultato delude - ma è sempre molto meglio di niente.

Dopo un primo tentativo frustrato dalle code, il vostro corrispondente a Bogotà è riuscito a vedere "Los guerreros de terracota: un ejercito inmortal". La foto qui a destra non mente: era una bellissima giornata e l'ex carcere che oggi ospita il Museo era al suo massimo splendore; completava il quadro un piacevole venticello (quasi un ponentino) che allontanava l'inquinamento della Carrera Septima. Sul piazzale, nemmeno dieci persone in fila - ed in cinque minuti eravamo dentro.

Pagati i 10.000 pesos del biglietto, entriamo nella sala principale. Il Museo è immenso, ma l'esposizione si limita ad una sezione a fianco dell'ingresso ed una sala poco più avanti. Non riusciamo a finire di leggere il primo cartellone sulla storia della Cina che si avvicina una guida che rapidamente convoca tutti i presenti ad una chiacchierata d'introduzione: bene! Ci parla per qualche minuto della Cina antica, dei 7 regni, della muraglia cinese, del primo grande imperatore e della sua intenzione di continuare ad espandere il suo regno all'aldilà - ragion per cui si fa seppellire con 7.000 soldati. Lei, la guida, è simpatica e comunicativa; perde un po' in credibilità quando afferma che il mausoleo originale ha una superificie di 56 chilometri quadrati e che il palazzo dell'imperatore aveva la superficie della Francia...


I guerrieri non sono un granchè, artisticamente. Anch'io non ci avrei messo troppo impegno, sapendo che erano destinati alla sepoltura... Diciamo - in altre parole - che per coglierne il senso profondo sarebbe stato necessario vederli in gran quantità: così, sette, soli soletti, non fanno grande impressione.
Non aiuta l'allestimento, poco spettacolare, che non fa nulla per avvicinarci all'emozione del mausoleo completo e neppure all'epoca storica.

In 5 minuti siamo fuori dalla prima sala e ci dirigiamo alla seconda, dove ci aspetta un lavoro di accostamento dei Guerrieri di Terracotta alle statue di San Agustín, il sito archeologico precolombiano ad una decina d'ore d'auto da Bogotà.
Molto carino il modo interattivo in cui s'invitano i bambini ad avvicinarsi all'archologia; poco sviluppato invece il tema del paragone tra civiltà e decisamente irritante il tentativo di posizionare le statue in pietra colombiane attorno al 200 A.C..

Ora sì, l'esposizione è veramente finita. Una delusione? Sì, almeno per me e per chi avesse visto l'esposizione a Roma o a Venezia nel 1994. Una mostra importante? Sì, considerando che è senza dubbio la più ambiziosa degli ultimi anni in città: per quanto il risultato finale non sia dei migliori, è fondamentale che l'ambiente si muova, che lo spirito critico si formi (e nulla lo forma più di una "sóla"), che nascano i punti di paragone, che andare al Museo Nacional (che è bellissimo, dentro e fuori, tra l'altro) diventi un programma "normale" per un bogotano.

Evviva i Guerrieri di Terracotta!


2 commenti:

Freddo in Colombia ha detto...

Ciao Doppiafila,
sono Eduardo, ovvero Freddo in Colombia, niente Italia per ora ma Villa de Leyva per un paio di mesi e poi non si sa dove almeno fino a Dicembre.
Magari ci siamo anche visti a Bogotà, se eri presente ai festeggiamenti per il titolo mondiale nel parque 93 con un manipolo di Italiani ubriachi.
Non riesco a trovare la tua mail, fatti vivo possiamo metterci in contatto, io sarò a Bogotà ilprosimo fine settimana.
Un saluto.

CAT-DVD ha detto...

Se hai la possibilità di andarci non esitare assolutamente. Io ho avuto la fortuna di vederli dal vivo a Xian e devo dire che lo spettacolo è davvero grandioso..!