venerdì 4 agosto 2006

La scommessa - Meno tre


Mancano tre giorni al 7 di agosto ed al secondo insediamento di Àlvaro Uribe a Palazzo di Nariño. Quattro anni fa, le FARC lo ricevettero a suon di missili (e non è un modo di dire); quest'anno 30,000 soldati e poliziotti pattugliano da giorni le strade di Bogotà per evitare il bis: ce la faranno?

7 Agosto 2002. Una pioggia di razzi saluta il neo-presidente Uribe e lascia 21 morti, la maggior parte nel quartiere del Cartucho (poi demolito e sostituito da un parco). Solo la rapida azione della Polizia evitò il peggio: grazie alle telefonate di semplici cittadini che avevano visto le scie dei missili in partenza riuscì infatti ad identificare le basi di lancio ed interrompere la grandinata mortale.

Le FARC riuscirono comunque a trasmettere il loro messaggio: possiamo fare quello che vogliamo, persino bombardare il Palazzo Presidenziale nel giorno in cui è più protetto.

Sono passati quattro anni, e la scena potrebbe ripetersi tra 3 giorni - con gli stessi protagonisti,. La differenza è che Uribe è stato rieletto grazie ai suoi "successi" nella politica di sicurezza, i particolare nel confronto militare con le FARC. Se quest'anno si ripetessero attentati di quella gravità, sarebbe uno smacco.

La scommessa è chiara: giornata tranquilla, vince Uribe. Attentati simbolici, vincono le FARC.

Dal canto loro, i guerriglieri dell'"Esercito del Popolo" sembrano intenzionati a fare il bis: l'altro ieri è scoppiata un'autobomba a Bogotà al passaggio di un convoglio militare (un morto, civile e pochi danni materiali, come si vede dalle foto di 2600metros); oggi è toccato a Cali, cinque morti (foto AP tratta da El Tiempo). Nel frattempo centinaia di chili di esplosivo sono stati sequestrati nella Capitale, di cui un paio di quintali caricati su taxi ed - apparentemente - destinati ad esplodere pochi minuti dopo la loro scoperta.
Le strade vicine al Palazzo Presidenziale son chiuse da oggi (anche se - va detto - i rockets del 2002 vennero lanciati da 30 isolati di distanza); i posti di blocco sono centinaia; è proibito portare armi da fuoco e le moto non possono circolare col passeggero a bordo, nè è consentito il trasporto di bombole di gas, normalmente usate come bombe per attentati in zone rurali.

Oltre a proteggere Uribe, le forze dell'ordine dovranno preoccuparsi anche dei partecipanti alla cerimonia: hanno già annunciato la loro presenza i capi di Stato di Salvador, Guatemala, Equador, Brasile (poi rimangiata: verrà la moglie...), Paraguai, Cile, Honduras, Panama, Perù, Costarica, Repubblica Dominicana e Venezuela (sì proprio l'amico Chavez) - anche se poi l'effettiva partecipazione sarà un'altra storia. (Non verrà Castro - per ovvi motivi - ed è in dubbio Condoleezza Rice). Non ci saranno invece moltitudini di civili: grazie al cielo non rientra nelle tradizioni locali.

L'altro fronte a rischio in questi giorni è Medellin: la capitale antioqueña celebra la tradizionale Festa dei Fiori ed Uribe - ex Governatore e paisa egli stesso - non può mancare. Risultato: anche a Medellin si blinda.

Come andrà: la copertura "in diretta" qui, su Bogotalia.




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