venerdì 1 settembre 2006

Bogotà è una città violenta?


Sì, ma probabilmente meno (ed in modo diverso) di quanto si pensi.

Se la Colombia è in guerra e Bogota è la capitale, figuriamoci che casino ci sarà.

Sbagliato.

La guerra civile colombiana si svolge - almeno militarmente - in campagna e nella selva, comunque lontana dai principali centri. Paradossalmente, il Putumayo è lontano da Bogota quanto l'Iraq da Washington. Non è sempre stato cosi: non più di 10 anni fa, Medellin era al centro di violentissimi scontri, e tutta la Cundinamarca (la regione che circonda il Distrito Capital) era contesa tra l'Esercito e le FARC. Secondo molti analisti, buona parte della fortuna elettorale di Uribe dipende dall'aver "protetto" le grandi città e le principali vie di comunicazione terrestri dalla guerra, "contenuta" in zone meno popolose e soprattutto meno visibili.

Bogotà oasi di tranquillita, dunque? Non esageriamo. Diciamo piuttosto che non è un altro pianeta rispetto a San Paolo, Città del Messico o Buenos Aires - tutte capitali violente nonostante non ci sia la guerra, dove ti puo capitare di tutto e dove la vita vale spesso meno di un'automobile o di un orologio.

Qui (come nel DF da almeno dieci anni) va di moda il paseo milionario: uno va in giro tranquilamente in taxi finche il tassista non prende una strada secondaria, rallenta fino a fermarsi e fa salire tre complici. Due dei signori - piu o meno armati - prendono posto ai fianchi del malcapitato ed iniziano a minacciarlo di morte (l'uno) ed a tranquillizzarlo (l'altro) dicendogli che vogliono solo i suoi soldi. La modalità (da cui l'espressione "paseo", passeggiata) prevede una peregrinazione di bancomat in bancomat fino ad aver esaurito il limite giornaliero di tutte le carte di credito e debito della vittima. L'orario più a rischio è dopo le 11 di sera, visto che dopo la mezzanotte si resettano i contatori e si puo far fruttare doppio la giostra.

Qui (come a Buenos Aires) non è raro che un'automobile ti tagli la strada e ne escano tre o quattro incappucciati che - armati fino ai denti - ti consigliano caldamente di proseguire a piedi. Non è dato sapere quanto spesso capiti, visto che sui giornali eventi del genere non vengono neppure riportati in quanto ben al di sotto della soglia d'interesse, ma se solo io ho sentito di una mezza dozzina di casi in un anno deve trattarsi di un fenomeno importante.

Qui (come a Rio de Janeiro) circolano personaggi esperti in seduzione ed in sedazione, che possono offrirti sei drink "puliti" e nel settimo mettertici una dose di "comesichiamina", che ti fa diventare una specie di pupazzo ai loro ordini - ordini il piu delle volte mirati a ripulirti dei tuoi beni più preziosi in modi dei quali non avrai alcuna memoria.

Qui (come a Roma) esistono schiere di pittoreschi personaggi che passano la vita a cercare polli da spennare, e che appena adocchiano un turista lo abbordano con dubbiose credenziali per chiedergli di produrre la "carta del turista", e di fronte all'ingenuo diniego del malcapitato si offrono gentilmente di portarlo all'ufficio preposto che - guarda caso - è proprio dietro l'angolo e - guarda caso - è molto scuro all'entrata acciocchè non ci si avveda della mazzata che ci dà il benvenuto al club degli ingenui lasciati in mutande.

Qui (come a San Paolo) - dopo qualche settimana di studio delle tue abitudini - ti possono addirittura sequestrare e vendere poi al miglior offerente: le FARC (se sei "scambiabile"), i Paramilitari o le gang specializzate.

Qui (come a Roma, sul 64) i palpeggiamenti sul Transmilenio non cercano solo malintesa seduzione ma anche ben mirata appropriazione dei beni altrui, specialmente di quelli custoditi in tasche posteriori o borse a tracolla.

Qui (come nelle ville del Nord) casa tua è tua solo finchè un gruppetto di delinquenti più o meno avanzati tecnologicamente non decide di farcisi un giretto e di portarsi via come souvenir il tuo stereo, il tuo PC ed i tuoi risparmi, magari lasciandoti qualche ricordino lamettuolo sul viso.

Ma allora... Chi fosse gia stato in un'altra capitale latinoamericana cosa troverebbe di nuovo a Bogotà?
Certamente una cultura del divertimento molto piu "etilica" che - unita al machismo tipico del colombiano medio - è alla radice di una percentuale impressionante degli omicidi e delle risse violente che ogni fine settimana insanguinano la citta.
Anche certe forme di terrorismo urbano (le autobomba, per esempio) sono molto piu frequenti - per quanto siano rare quelle che si spingono fino ai quartieri del Nord, protetti dalla polizia e dall'esercito (oltre che dalle decine di migliaia di vigilantes privati di aziende, negozi e condomini).
I sequestri poi se è vero che avvengono anche altrove qui sono ancora considerati normali, al punto che per andare oltre il trafiletto di cronaca locale e necessario che il movente sia politico, la vittima straniera (o facoltosa) o le modalita particolarmente spettacolari.

E per concludere, niente scampagnate: fuori - ve l'ho detto - c'e la guerra.



10 commenti:

Anonimo ha detto...

Questo e naturale... In una grande citta è cosi, comunque sia domani parto... Vi sapro dire.
Saluti.

Paoliño

loupsos ha detto...

E questo è il quadretto tranquillizzante? Mah, meglio la Siria, allora ... Scherzo, verrò lo stesso prima o poi.

doppiafila ha detto...

He he he, dai Loupsos, che volendo un post cosí si potrebbe scrivere pure sul Laurentino 38... ;-)

hombrepepe ha detto...

A proposito delle scampagnate: Ho visitato alcuni paesini "antioqueños", anke a 2 ore da Medellìn e nn mi è mai successo niente, nè ho mai visto nulla di strano e/o inquietante. La Colombia nn è così pericolosa come si pensi... Bisogna solo usare bene la testa, sapere dove mettere i piedi e cercare di nn assumere la classica aria da turista (makkina fotografica al collo, indossare pantaloncini o bermuda etc.). Ho passato 7 mesi bellissimi e tranquilli da quelle parti e ho conosciuto gente sempre amikevole e disponibile. Consiglio a kiunque di farci un salto. E' davvero un paese straordinario.

Anonimo ha detto...

Ragazzi, a Bogotà ci sono stato dall'11 al 15 dicembre 2009, prima di lasciarla per andare nella città di quella che adesso è la mia linda esposa colombiana, non ho avuto nessun problema,grazie a Dio!Certo, devi sapere quali taxi prendere,dove andare e dove è meglio evitare,etc. etc. Ho visto un sacco di diseredati, anche in pieno centro,qualcuno mi ha chiesto pure l'elemosina, guardandomi con fare di studio, poi forse,scoraggiato dal fatto che non sono proprio un grissino( e per di più sono anche calabrese! :-) ha desistito da ogni eventuale cattivo proposito!

Anonimo ha detto...

Salve a tutti. Sono una normalissima ragazza di 16 anni. Voi direte: cosa ne sa questa della vita? vi racconterò un pò della mia esperienza di vita legata a questo meraviglioso paese...
Un paese dove la gente ti accoglie sempre con un sorriso, con le braccia aperte. Un paese dove c'è vita, allegria, SABOR! Ogni posto che vai,trovi un mondo a sè, un piccolo mondo che contribuisce alla grandezza di quel paese.
Ma la gente pensa e crede solo al peggio: articoli sulla droga,la guerra, il male...
Ma perchè nessuno parla del BENE???
La gente nn potrà mai sapere del mare dai 7 colori,non potrà mai sapere delle feste tradizionali a cui sono molto legati i colombiani. La gente non sa la bontà del caffè, la bellezza dei loro smeraldi e della loro gente. L'allegria che ti pervade, musica ovunque, gioia e voglia di vivere, andare avanti.
La gente non sa di un fiume di mille colori, non sa dei fiori, delle orchidee...ma neanche dei progressi scientifici. Nn aspettatevi che in una capitale così grande non succeda mai niente...c'è forse una città dove non ci son ladri, malviventi o mendicanti??? No
Allora facciamo conoscere questa meraviglia, questo paradiso al mondo raccontando com'è davvero e cercando di far immaginare alla gente com'è un posto così. Ma nessuno saprà mai com'è finchè non la vedrà e se ne innamorerà.
Le scampagnate no??? 2 ore fuori dalla capitale dal clima primaverile troverai un caldo torrido, sole, alberghi, piscine, discoteche, locali, parchi, paesini mervigliosi dove rilassarsi ma sapete il meglio??? Non troverete la guerra.
Ebbene...vi ho parlato davvero poco e dal mio punto di vista di QUESTI COLOMBIANI ma vi ho anche ingannato. Voi vi state immaginando che io sia una sognatrice, una piccola italiana che nn sa niente della vita e vuole solo viaggiare. Bhè vi svelerò il mio segreto: sono una ragazza ORGOGLIOSA di essere colombiana che vive con una grande nostalgia nel cuore...non potrete mai capire quanto vorrei tornare a casa mia...è vero, ci vado per vacanze me vorrei tornarci a vivere, come da piccola. E ogni volta che ci vado, me ne innamoro sempre di più. Non parlate solo del male perchè "una moneta ha due faccie" e nessuno potrebbe resistere al fascino di tale paradiso terrestre.
Potrei stare ore e ore a parlarvi del mio paese, di quant'è bello ma vi lascio con la facoltà del dubbio sperando che vi porti a visitare una meraviglia con la Colombia.
Colombia, il rischio è che tu non la voglia lasciare.
Alessandra

Anonimo ha detto...

A questa ragazza colombiana di 16 anni gli farei una domanda...se Colombia è cosi sicura come la racconti tù perche non te ne torni indietro???? Se sei andata vìa c'è un motivo che si capisce benissimo.

Anonimo ha detto...

Ed io ti rispondo che molte volte non andiamo via per nostra scelta... E questa ragazza e' venuta in italia da piccola come me.... Quindi apunto perche' sapiamo quello chr ci siamo perse stando qua proviamo nostalgia della nostra terra... Fidati... Te lo dico io che avevo 15 anni quando sono venuta e sapevo molto brne come stanno le cose... La' e qua'.... :(

Anonimo ha detto...

Ragazza colombiana ... io sto affittando una casa nel tuo paese a Bogotà se vuoi ci incontriamo quando tu sei li per vacanza...contattami su skype robertodmx88...ti dico cosi perchè vorrei saperne di piu del tuo paese e vorrei parlarne in privato...

Anonimo ha detto...

quello che a detto la ragazza alesandra e una cosa bellisima anche io somo inamorata di colombia ..... specilamente de bogota... el riesgo es no conoscerla .....