martedì 5 settembre 2006

Noche de lobos - Recensione

"L'incapacità di affrontare pubblicamente i fatti del Palazzo di Giustizia è la proiezione di questo carattere infame del quale fino ad oggi non si è riuscito a disfare quel settore dei dirigenti nazionali che crede fermamente nel terrore e nella violenza come tattiche per sconfiggere i nemici che (di volta in volta) s'inventano".

Così Ramòn Jimeno, nel prologo a questa seconda edizione rivista di "Noche de Lobos - Una investigación sobre los hechos del 6 y 7 de noviembre en el Palacio de Justicia". Sono passati più di 20 anni da quei giorni del 1985 e solo oggi pare esista la volontà politica di individuare i responsabili della tragica reazione dei militari.

Ma andiamo in ordine.

Sei di novembre del 1985; mancano pochi minuti a mezzogiorno. Tre automezzi (tra cui un camion) zeppi di guerriglieri dell'M-19 sfondano la sbarra del Palazzo di Giustizia; dalla prima auto partono i colpi che uccidono le due guardie armate dell'ingresso, mentre dal camion scendono una ventina di uomini e donne che s'impadroniscono del piano interrato. Gli occupanti del fuoristrada che chiude la colonna - una volta entrati - si chiudono la porta alle spalle, e restano dentro con centinaia d'ostaggi.

Inizia così la "toma del Palacio de Justicia", in pieno centro di Bogotà - dirimpetto al Parlamento, a fianco della storica "Casa del Florero" ed a pochi metri dalla Cattedrale. Doveva essere la risposta militare dell'M-19 alla farsa dei colloqui di pace; poteva essere l'occasione di dimostrare l'efficacia del Governo e dei Militari colombiani nella gestione di una crisi. Si risolse invece in tragedia, con la morte di cento persone, la decapitazione del potere giudiziario, la distruzione del Palazzo ed una scia di misteri ed insabbiamenti da far invidia alla nostra Ustica.

Le Forze Armate (ed il presidente Betancur) decidono di reagire militarmente e mandano i carri armati a riconquistare il Palazzo palmo a palmo. La priorità è sconfiggere i sovversivi ed a suggerire tattiche prudenti no basteranno neppure le vite degli ostaggi: decine di questi verrano uccisi dagli stessi militari.

Il libro (edito per la prima volta a 4 anni dai fatti) é coraggioso, asciutto e ben documentato. Solo pochi giudizi sfuggono all'evidente sforzo dell'autore per contenersi e rimanere "giornalisticamente imparziale". Si sente comunque che dietro il lavoro d'indagine e redazione ci sono la passione e lo spirito civico di un colombiano che al futuro del suo paese ci vuole ancora credere.


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Noche de Lobos
di Ramón Jimeno
Edizioni: Folio Ediciones
Prima edizione: 1989
Questa edizione rivista: 2005



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