venerdì 1 settembre 2006

OLA a Millicom

Unico partecipante all'asta dopo il ritiro di Digicel, Millicom torna al mercato colombiano della telefonia mobile come salvatore di OLA, l'impresa delle municipalizzate di Bogotá e Medellín. Non pare possibile che affronti ad armi pari i giganti (América Móvil e Telefónica) e dimostra lo scarso interesse internazionale per il mercato locale.

Per poco meno di 480 milioni di dollari, i lussemburghesi di Millicom si portano a casa il 50% (più una) delle azioni di OLA, terzo operatore mobile colombiano fondato tre anni fa da EPM (Empresas Públicas de Medellín) ed ETB (Empresa de Teléfonos de Bogotá). Si conclude così la caccia al "socio strategico" intrapresa dal management locale una volta verificato che il prezzo da pagare per creare una marca di valore nel mobile era ben piú alto di quanto potessero permettersi.

Ora passa a Millicom il testimone, e la sfida di portare il bilancio di OLA verso il nero dopo le perdite di un centinaio di milioni di dollari dell'anno scorso. Dalla loro hanno una buona conoscenza del mercato colombiano: furono soci di Celcaribe fino al 2002, anno in cui vendettero a Comcel (dei messicani di América Móvil), impegnato a costruirsi la rete nazionale. Millicom è anche specializzata in mercati "poveri": le sue principali operazioni sono Guatemala, Pakistan, Honduras e Cambogia.
Da ieri, la Colombia diventa il loro mercato principale, almeno per numero di clienti (due milioni e mezzo). Da vedere resta se il loro basso ARPU (Average Revenue Per User) - causato anche dalle folli promozioni degli inizi - si potrà elevare a sufficienza. Ci penserà Mario Zanotti, Vice Presidente per l'America Centrale, conosciuto in Italia come direttore generale di Tele2.

Tra i vari articoli apparsi sulla stampa colombiana, vi segnalo la copertura molto completa de El Colombiano, come sempre più approfondita di quella de El Tiempo.



1 commento:

loupsos ha detto...

Interessante la storia di questi svedesi sbarcati negli USA e finiti nei mercati telefonici centro-sudamericani e africani. Anche se quotati al NASDAQ mi rimane qualche dubbio sulla loro compagine societaria. Cercherò di saperne di più.