lunedì 23 ottobre 2006

Sicilia e Colombia

Perso su una provinciale tra Siracusa e Caltagirone pensavo con un sorriso alla domanda di un amico catanese.

"Davvero Sicilia e Colombia sono simili, in termini di sicurezza?"

In mezzo ad un nebbione spaventoso, abbandonato dagli (inesistenti) cartelli stradali, circondato dal nulla delle campagne siciliane ero tutto sommato tranquillo. Al massimo - se per dire buchiamo - ci toccherà passare la notte in macchina. In Colombia avrei temuto per la mia vita: ecco la differenza.

8 commenti:

Nikita ha detto...

Spesso e volentieri i media tendono all'esagerazione ma il tuo racconto e' una conferma a quanto si sente dire in giro e' vero.

Anonimo ha detto...

leggo con piacere i tuoi racconti e riflessioni su quel meraviglioso paese che è la Colombia...essendo tuo vicino (sto in Venezuela, a Caracas) e provando anch'io a fare un po di informazione dal basso, su quanto accade nel paese della "revolucion bonita", ti invito a farmi visita all' indirizzo:

http://diariodacaracas.splinder.com

hasta prontito...

Eliolibre ha detto...

Purtroppo della Sicilia si parla solo, esagerando, dei fenomini negativi. Quella terra e la sua gente sono ben altro. Io vivo nell'evoluta Lombardia, appena posso scappo perchè il clima è sempre più irrespirabile....

JuanDe ha detto...

A me sembra tutto un po ... esagerato.
I due popoli sono investiti da raffiche di pregiudizi e probabilmente certi possono anche essere vere ... ma vi assicuro che se vi trovate in una provinciale di notte tra la nebbia nella provincia bogotana ... non credo vi succeda niente, semmai si avvicina un contadino a dirvi se vi puo aiutare in qualcosa o se no la polizia militare ... altre situazioni ve le dovete andare a cercare da soli!!!
Forse non siete testimoni del cambio cha ha affrontato, e stá affrontando questo paese, che ha molto da offrire ...
Certo, anche la Sicilia!

Anonimo ha detto...

Di quale "cambio" parli Juande?
La polizia militare, in Colombia, è la prima a massacrare contadini e sindacalisti inermi. E' la prima a trafficare droga e a gestire contrabbando di ogni sorta.
Non confondiamo i popoli con gli Stati ed i loro governi!

hombrepepe ha detto...

In ogni caso, dormire per la strada, ovunque su questo pianeta nn è sicuro. Ma è pure vero ke passare la notte in una piazza ad Agrigento o alla stazione Termini di Roma (esperienze provate personalmente) è molto meno riskioso per la propria incolumità rispetto ad altre località dove i tassi di povertà e delinquenza sn più alti. Poi nella vita nn è mai da escludere il fattore fortuna/sfortuna. A Roma mi hanno pure rubato il portafogli su un autobus... Maledetti! :P

Viva la Sicilia!!!

doppiafila ha detto...

Il commento di hombrepepe mi stimola a mantenere "vivo" questa discussione siculo-colombiana. In primis, vorrei dire che da quando sono a Bogotà ho conosciuto un sacco di siciliani (o di gente che ha contatti profondi con la Sicilia). Coincidenza? Forse. Quanto al post, vorrei rimarcare che la mia è stata una sensazione personalissima: qui mi sarei c***ato sotto, lì - vicino Caltagirone - mi sono sentito relativamente sicuro. I fattori di differenza secondo me sono: povertá (qui un'automobile vale più che in Sicilia); impunità (se mi ammazzano qui, al 98% non li beccano); valore della vita umana (minimo, da queste parti). Il mix è pericolosissimo...

hombrepepe ha detto...

Posso capire le tue sensazioni doppiafila. La realtà da quelle parti, sotto certi aspetti è ben diversa dalla nostra, quindi bisogna viverla un pò diversamente. L'importante è avere sempre la testa sulle spalle ma senza farsi troppe paranoie. Certo, se poi ti trovi lì e buki una ruota nel bel mezzo del Putumayo, hai tutto il diritto di ca**rti, pisc**rti e vomitarti addosso. Uhuahauhauah.