venerdì 10 novembre 2006

Una storia colombiana


Il 26 di Ottobre scorso, a Buenaventura - l'unico porto sul pacifico colombiano.

Il presidente Uribe tiene uno dei suoi "consigli di sicurezza": le massime autorità civili, militari e politiche della zona sono riunite per consentirgli di far sfoggio di decisionismo di fronte alle telecamere.
Esaurite le formalità, Uribe si dirige al "secretario de gobierno" Adolfo Chipantiza (una sorta di prefetto, seduto in seconda fila) e gli dice: "Lei é indegno di servire il Paese perchè ha le mani in pasta col narcotraffico" (per le parole esatte, ascoltate questo file audio). Di seguito, chiama un colonnello della Marina (il testimone) affinchè spieghi qual'à la colpa del Chipantiza - avrebbe chiesto di lasciare liberi dei tratti di costa per facilitare i trafficanti.

Nel silenzio generale Uribe chiede ai rappresentanti del potere giudiziario di farsi avanti, per arrestarlo. Avendo lui organizzato la riunione deve sapere che non ce ne sono, per cui chiede alla sua scorta di condurre l'Adolfo di fronte ad un giudice. Gli agenti del DAS (la polizia segreta o con incarichi speciali) scattano, l'"imputato" non reagisce e la riunione continua.

Le reazioni dei media e degli analisti sono le più varie: il canale televisivo RCN (come segnala Victor Solano nel suo blog) neppure menziona il fatto che il codice penale preveda dei requisiti per l'arresto di una persona, e loda il mandatario. Daniel Coronell di Semana si spinge fino ad affermare che l'atto del presidente "potrebbe essere oggetto di una polemica" ma poi intitola la sua pagina "Sí, pero..." e giustifica la sua decisione.

Ah, il finale: due ore dopo l'arresto, Adolfo Chipantiza è stato liberato perchè non esisteva alcuna denuncia contro di lui. Un cavillo, diranno molti.



3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao, non è un commento, ma un saluto affettuoso... Ogni tanto dimentico e poi ricordo di averti già letto sul mio blog... Sono contento che esistano altri, più bravi anche nell'organizzare il blog, che parlino di Colombia senza stereotipi, anche se con idee precise. Nei prossimi giorni, il 18 parlerò di narcotraffico e Colombia agli "stati generlai contro le mafie" a Roma e il 24 a Barcellona su paramilitarismo. Se vuoi ti giro las ponencias. Un abrazo Guido Piccoli

Annalisa Melandri ha detto...

In Colombia niente è come sembra e tutto è relativo, a volte sembra un gran teatro e forse lo è.
Cari saluti.

doppiafila ha detto...

Guido, Annalisa: è un piacere sapervi tra i lettori. Cari saluti ed abrazos anche a voi. Doppiafila