giovedì 14 dicembre 2006

Grane in casa Pretelt


La figlia dell'ambasciatore colombiano in Italia, Sabas Pretelt de la Vega, è nei guai: il "premio" che ha ricevuto in funzione del suo cognome - una nomina al consolato di Londra - potrebbe trasformarsi in una grossa grana. Un caso di nepotismo mal gestito.

Circa 5 anni fa, alla fine del Governo Pastrana, Vanessa Pretelt (a destra nella foto da El Tiempo) è nominata ad una carica di livello presso il Consolato a Londra. All'epoca il papà della Pretelt non era ancora nè ambasciatore in ItaliaMinistro degli Interni (entrambi incarichi assegnatigli da Uribe) ma come grand commis aveva già abbastanza titoli da aspirare ad un piazzamento per la figlia.
Secondo la legge colombiana, una delle modalità di carriera diplomatica è quella della "nomina diretta", strumento che tutti i Presidenti usano per pagare debiti politici - o per sottrarre funzionari delicati alle vendette dei nemici locali.

La stessa legge - però - prevede che al termine di ogni ciclo di 4 anni all'estero i diplomatici debbano rientrare a Bogotà per due o tre anni, a svolgere funzioni presso il Ministero. Qualcosa di simile accade alla Farnesina, dove però il ciclo all'estero è di circa 8 anni (in Colombia - e sono sicuro di non sbagliarmi - gli anni sono solo quattro per instaurare uno spoil system informale chje consente ad ogni nuovo Capo del Governo di elargire ricompense infelucate).

Questo articolo crea un problema ad Uribe, che proprio non se la sente di "punire" con un triennio a Bogotà la figlia del suo "uomo agli Interni". Siccome però lui è Il Capo, decide di fregarsene e nomina di nuovo la Pretelt ad un incarico nella stessa città (e già che c'è, rinnova l'incarico pure a Adrianne Foglia, ex moglie dell'ex ambasciatore a Washington Luis Alberto Moreno).

Fin qui, ordinaria amministrazione: che la legge non sia vincolante in Colombia è risaputo - tanto più se si tratta del Presidente. Il guaio è che - per salvare almeno le apparenze - Uribe manda alla Pretelt un assegnino di 8,000 sterline (quasi 12,000 euro) perchè insceni un ritorno a Bogotà, e la ex (e futura) console non lo spende per rientrare ma - azzardo - per reiterati giri sulla ruota gigante. La cosa si viene a sapere (ne scrive anche Daniel Samper Pizano, noto opinionista, ripreso addirittura dall'associazione dei diplomatici) ed il Ministro degli Esteri prende le distanze.

Ad oggi, secondo l'Independent, la Pretelt è sparita: "she declined to reveal her exact whereabouts". Degna conclusione per una storia così.

4 commenti:

Julián Ortega Martínez ha detto...

I lettori dell'Independent devono stare morti di risa. Questa diplomazia de quinta categoria deve finire adesso.

Anonimo ha detto...

Questa é quasi meglio di "En los tacones de Eva", telenovela di Rcn ... fai te ...

guido ha detto...

essendoci un blog così sulla Colombia, mi sento più libero d'interessarmi d'altro, grazie doppiafila. guido

doppiafila ha detto...

Julian: in effetti, questa pratica delle "nomine premio" é una delle più sfacciate espressioni della politica colombiana...
Anonimo: non ho visto "Tacones2, ma non dubito! :-)
Guido: grazie del commento (e della correzione sull'altro post). Anche tu vivi in Colombia?