lunedì 4 dicembre 2006

Hic manebimus optime

Carlos Albornoz Guerrero è direttore della DNE, Dirección Nacional de Estupefacientes. Tra gli obiettivi di questa istituzione, l'appoggio al Governo "nella formulazione di politiche e programmi in materia di lotta alla produzione al traffico ed al consumo di droghe".

Suo fratello - invece - è architetto (o ingegnere? I giornali non si mettono d'accordo), ed è stato arrestato con 6 grammi di cocaina appena acquistati nel Sud di Bogotà. Sei grammi di cocaina sono tanti, più della dose personale: Iván Albornoz è accusato di narcotraffico e dopo qualche ora di galera confessa e viene portato a casa, agli arresti domiciliari.

Carlos chiama il ministro degli Interni Holguin, che a sua volta telefona al Presidente Uribe. Il messaggio torna chiaro:"Hai la nostra comprensione ed il nostro appoggio". La conferenza stampa può quindi articolarsi sui tre assi tradizionali: sono addolorato; sono sorpreso perchè non sapevo dell'attivitá/problama di mio fratello; resterò al mio posto.

Qualcosa di simile - ci ricorda Caracol Radio - accadde a María Inés Restrepo: quando era direttrice di un programma dedicato alla sostituzione delle coltivazioni illecite (il PLANTE), suo figlio fu catturato negli USA con 3 chili e mezzo di qualcosa che somigliava alla farina ma che non serviva per fare il pane (nè la pizza). Rimase al suo posto.

E neppure uno dei protagonisti della sconfitta del Cartello di Cali, il generale Oscar Naranjo, potè controllare l'attività dei fratelli: uno di loro fu arrestato in Germania - sempre per narcotraffico. Uribe disse, ed era Maggio scorso:"Il generale è un patriota che merita la fiducia del Governo".

Hic manebimus optime.



5 commenti:

Die ha detto...

come diciamo da queste parti ... le salió el tiro por la culata! ...
Ganja Freedom!
Pro legalize Ganja!

loupsos ha detto...

Ah, bene ... d'altra parte, si deve pur imparare da esempi vicini per giudicare e combattere. O no?

Annalisa Melandri ha detto...

E' che forse sono troppo vicini, tra di loro e al Presidente, il quale su quante dichiarazioni di integrità ed onestà fatte nei mesi scorsi sugli uomini a lui appunto vicini deve fare retromarcia in questo periodo?
Saluti.

doppiafila ha detto...

*** Die: da queste parti quali? Dove sei?
***Loupsos: buon punto - chissá che il fratello (presunto) trafficante non gli serva per conoscere il nemico...
***Annalisa: la situazione di Uribe é effettivamente pesantissima - c'è chi comincia a dubitare che ne uscirà...
Saluti, Doppiafila

Die ha detto...

Io ora vivo e ho famiglia a Bogotá ma ho vissuto molti anni a Milano; sono nato in Colombia ma sono andato a finire nella Brianza milanese alla docile etá di cinque anni, cresciuto sotto la mentalita italiana ed europea, oggi degusto i sapori di quella che é la mia terra madre ma che purtroppo vedo piena di pecche, ritardi e molta ignoranza.
Uribe mi sa che deve lasciare il posto che ha, che non pensi miminimamente in una possibile rielezzione, io l'ho votato, al consolato colombiano in Foro Bonaparte a Milanoper certo, ma non lo voteró di nuovo, anzi credo sia ora di dar spazio a una Mockus per esempio o un Peñalosa, ex sindaci di Bogota che tanto hanno fatto per questa Hermosa cittá.
Saluti