domenica 30 aprile 2006

Documentario sui rapporti Italia - Colombia (?)

Secondo la pagina Inform, dedicata all'informazione per gli italiani residenti all'estero, la Confederazione Imprenditori Italiani nel Mondo avrebbe patrocinato la realizzazione di un documentario video sul tema “Italiani in Colombia: integrazione e cultura”.

L'iniziativa sarebbe stata inquadrata nel "X Festival Iberoamericano de Teatro de Bogotà" che si è svolto tra il 31 marzo ed il 16 aprile scorsi.

"Avrebbe" e "sarebbe", perchè del documentario non s'è avuta notizia durante il FITB. Speriamo sia in corso di realizzazione!



sabato 29 aprile 2006

Dal lato sbagliato del contagocce

Nel già povero panorama della stampa colombiana, non mancano occasioni di sorprendersi della superficialità e della pochezza di quanto i (pochi) quotidiani spacciano per informazione ai (pochissimi) lettori.

Questa mattina ho comprato la copia settimanale de El Espectador, ex-quotidiano che per una recente crisi economica si è ridotto ad uscire solo il sabato. Mi interessava in particolare la copertura dell’omicidio Gaviria, avvenuto giovedì scorso, e speravo di trovare quello spazio di approfondimento che la carta stampata dovrebbe offrire come “sponda” ai tempi rapidi della TV.

Macché.

Una misera paginetta, metà dedicata ad un collage d’agenzie e metà ad un profilo della vittima ed alle reazioni del mondo politico. Tra le opinioni, quattro righe azzeccate all’ultimo momento, e nulla più. Neanche online va meglio, visto che su www.elespectador.com.co c’è solo la riproduzione dell’articolo andato in edicola.

Ecco il quarto potere colombiano: un flebile miagolio. Bisognerà leggere allora El Tiempo (due pagine oggi, ma è già il secondo giorno che dedica al tema) o – incredibile – attaccarsi alla TV, dove in telegiornali dedicano ancora i prima 10 minuti al tema ed informano più a fondo dei concorrenti cartacei.

Come sembrano lontane le otto, nove pagine che il Corriere della Sera dedica ai grandi temi! E come deve sentirsi privilegiato un italiano, che ha la possibilità di leggerne altrettante su l’Unità, il Manifesto, La Repubblica, il Giornale, la Stampa, Liberazione, il Secolo eccetera eccetera eccetera…





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Marini seconda carica

El Tiempo riporta con tempismo l'elezione di Franco Marini a presidente del Senato, dimostrando attenzione ai temi di "secondo livello" della politica italiana.

Qui il link.



Cercheremo di capirci qualcosa....





venerdì 28 aprile 2006

Aggiornamento omicidio Gaviria - II


Allo stato dell'informazione sull'omicidio di Liliana Gaviria (sorella del segretario del principale partito d'opposizione), segnalo due elementi preoccupanti:
1) le due versioni sulla causa di morte
2) le dichiarazioni del Presidente Uribe.

Quanto al primo punto, la prima versione parlava di un colpo di pistola alla tempia, sparato da distanza ravvicinata. La seconda - quella ufficiale del Direttore dell'Istituto di Medicina Legale - sposta il colpo dalla testa all'addome.
Entrambe lasciano nel dubbio se lo sparo fatale sia avvenuto durante la sparatoria iniziale (ipotesi dell'incidente durante un rapimento) o a bordo dell'automobile dei rapitori dopo lo scontro a fuoco (ipotesi della messa in scena).
A pagina due de El Tiempo (edizione stampata) il titolo è un virgolettato del Sindaco di Pereira:"A Liliana le hanno sparato in fronte"; nel testo dell'articolo, continua la sua dichiarazione:"Io sto qua. Io l'ho visto", e si sommano le testimonianze di agenti di pubblica sicurezza che affermano di non aver visto altri fori d'entrata nel corpo senza vita della signora Gaviria.
Fa rabbrividire leggere la nuova versione (sparo all'addome) nell'edizione online e vedere come la testimonianza del Sindaco sia liquidata con una frasettina risolutiva ("il colpo alla testa non era un proiettile ma un corpo contundente").

L'aspetto preoccupante delle dichiarazioni di Uribe - invece - ha a che fare con l'allusione ad una serie di attentati, al fatto che questo omicidio possa essere il primo di una lunga "campagna" diretta a "tormentare il Paese". Cosa sa Uribe che non sappia la stampa?
E poi: nelle sue prime dichiarazioni "in zona", Uribe pare suggerire che dietro l'omicidio Gaviria ci possano essere le AUC (i paramilitari). Dice infatti che se si dovesse provare il coinvolgimento di paramilitari smobilizzati, questi dovrebbero perdere i privilegi della Legge "Justicia y Paz", lo strumento voluto da Uribe per "fare la pace" con len Autodefensas.

In tutto questo, buona parte del paese dà per scontata la matrice politica dell'omicidio, al punto che il quotidiano Hoy titola: "Perchè la sorella di Gaviria?", suggerendo che sia stata uccisa proprio in quanto sorella dell'ex-Presidente ed attuale segretario dei Liberali colombiani. Anche Semana non ha dubbi, ed iscrive questo caso nell'ondata di violenza elettorale.

César Gaviria non ha ancora rilasciato dichiarazioni, ed anche il suo silenzio contribuisce a preoccupare.



Non fate l'onda, non fate l'onda

Si sente molto parlare di un'ondata "di sinistra" in America Latina, che avrebbe spazzato le vecchie oligarchie destrorse creando le basi per un "altro mondo possibile" o - addirittura - per l'unità delle nazioni del subcontinente.

Questo articolo del "The Economist" suggerisce una lettura diversa, più vicina alla realtà sociale e politica della zona e meno al wishful thinking della sinistra europea: la vera "ondata" è di populismo, fenomeno più vicino a Mussolini che a Marx.

Secondo questa chiave di lettura, Uribe e Kirchner sarebbero ben più vicini di quanto non sembri, mentre Chavez starebbe agli antipodi della Bachelet.

Una lettura interessante.



Aggiornamento omicidio Gaviria - I

Cominciano a filtrare informazioni sulla dinamica dell'omicidio di Liliana Gaviria, sorella del segretario del partito Liberale colombiano, Cesar Gaviria.

Secondo un articolo de El Tiempo, la signora Gaviria è stata sequestrata attorno alle sette di sera, quando rientrava a casa dal lavoro accompagnata da José Fernando Vélez Rengifo, poliziotto che da due mesi le serviva da autista e scorta. I rapitori, con una Mazda 626 rossa, hanno affiancato la Cherokee dei due lungo una strada sterrata ed hanno aperto il fuoco, uccidendo l'agente di scorta.

A pochi chilometri di distanza, sono stati ritrovati la Mazda rossa ed il cadavere di Liliana Gaviria, che avrebbe mostrato i segni di un unico colpo di pistola alla tempia sinistra, sparato - secondo fonti del giornale colombiano - da distanza ravvicinata.

E' stata ferita durante la sparatoria, o si è trattato di un'esecuzione? E chi sono esecutori e mandanti? Il Presidente Uribe parla di "terroristi", parola con la quale identifica normalmente le FARC. Sembra però difficile che dietro questo sequestro ci sia questo gruppo, almeno alla luce del "cui prodest". Più verosimili le ipotesi della criminalità "comune" (ovvero organizzata ma non politicizzata) o i Paramilitari, molto presenti nella zona.

Prudenti i commenti dei candidati presidenziale; Uribe arriverà a Pereira in mattinata; il Corriere della Sera riporta la notizia.




giovedì 27 aprile 2006

Ancora sangue sulle Presidenziali

Non più di tre ore fa, a Pereira, è stato ritrovato il cadavere di Liliana Gaviria, sorella del segretario del Partito Liberale ed ex-Presidente colombiano César Gaviria.

Dalle prime notizie, la morte sarebbe avvenuta in seguito ad una sparatoria tra la Polizia ed un gruppo di malviventi, mentre questi tentavano di sequestrare la donna.

E' il terzo fatto di sangue in poche settimane, dopo l'oscuro incidente d'elicottero di Pedro Juan Moreno Villa, il sequestro ed omicidio di Jaime Gomez, consulente politico della Senatrice Piedad Cordoba - senza contare naturalmente i "concejales" uccisi nelle arene politiche locali. Le pesanti dichiarazioni di Alvaro Leyva, solo tre giorni fa, impallidiscono di fronte a questo assassinio.

Il Presidente Uribe si pronuncia ed offre un miliardo di pesos (350,000 euro) di ricompensa per chi aiutasse a catturare gli autori "materiali ed intellettuali"; annuncia che il Direttore della Polizia, il Ministro della Difesa ed egli stesso saranno a Pereira per coordinare gli sforzi investigativi.

Come leader dei Liberali, Gaviria aveva guidato il partito verso una posizione di opposizione ad Uribe, favorendo la consulta popolare (le "primarie") che avevano indicato Serpa come candidato unico. La moglie, 52 anni, era manager di conurbano e seguiva gli affari della famiglia nel Dipartimento di Risaralda.



Occhio all'elemosina

A volte i tavoli dei ristoranti sono davvero troppo vicini. Stasera - ad esempio - in un locale di sushi della Zona G eravamo così attaccati ai vicini da poter ascoltare tutte le loro conversazioni. Un signore di una cinquantina d'anni raccontava a due coppie d'amici americani una sua recente avventura: sentite un po'.

Avenida 15, incrocio con la Calle 95: pieno "Norte" di Bogotà, quartiere bene e (teoricamente) sicuro. Ore 21, i negozi sono già chiusi e l'illuminazione fioca non basta a distinguere tutti i contorni, ma il traffico è ancora sostenuto e molta gente circola per la strada.
Il nostro protagonista, fermo al semaforo, viene avvicinato da una ragazza ("sicuro una biondina carina", commenta la moglie con aria furba, strappando una risata ai commensali ed un sorriso nascosto a noi), che gli chiede l'elemosina. Quando abbassa il finestrino per passarle le monete, lei tira fuori una bomboletta e gliela spruzza in faccia.

Buio.

Si risveglia 20 isolati più a Sud, intontito. Riesce a chiedere ad un passante di chiamare la polizia, che arriva pochi minuti dopo. Gli agenti sembrano sapere cosa fare: gli fanno qualche domanda, gli chiedono di verificare il portafogli e lo portano dritto al Pronto Soccorso.
Gli diagnosticano un coma da avvelenamento, gli forniscono una terapia di shock che lo riporta in se e gli prescrivono una cura farmacologica disintossicante per una ventina di giorni.

Dal punto di vista patrimoniale, il "giretto" gli costa un paio di milioni di pesos (800 Euro), l'orologio, una catena d'oro. Umanamente, un grande spavento ma anche un'ottima storia di violenza urbana, da raccontare ancora in vita...



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Il "reporte de medios" della Presidenza

L'agenzia di stampa ufficiale colombiana SNE cura per la Presidenza della Repubblica un pagina web che riunisce notizie sulla Colombia pubblicate in Italia.

L'interfaccia - un calendario, nel quale ogni giorno in cui ci sia una notizia è evidenziato in grassetto - è gradevole; anche se - purtroppo - non esiste la funzione di ricerca, si possono trovare chicche come il concerto della Banda Musicale di Manizales a Roma, o il comunicato stampa relativo all'exequator di Fini alla nomina di Jorge Noguera, ex direttore del DAS, a console generale colombiano per il Nord Italia.

Peccato che alle notizie italiane sulla Colombia si mischino temi sanmarinesi e maltesi (evidentemente, territori sotto la responsabilità dell'Ambasciata di Roma) ed una marea di notizie ANSA sulla Colombia (forse perchè si tratta di un'Agenzia italiana?).




mercoledì 26 aprile 2006

Pasquino in Colombia


Chi ha avuto la fortuna di passeggiare per la zona di Piazza Navona, a Roma, avrà forse notato una statua senza braccia e senza gambe, un tronco appoggiato sull'angolo di un palazzo del '500. La statua non è un granchè - certo - ma più importanti e divertenti sono i fogli e fogliacci appiccicati ai muri tutt'attorno: versi, ditirambi e prosa che i romani indirizzano ai potenti per prenderli in giro e per sottolinearne le debolezze, come solo un popolano irriverente saprebbe fare.

Quella statua è il Pasquino, ed i foglietti le "pasquinate".

A 10,000 chilometri di distanza, un gruppo di oppositori del Presidente - Candidato Uribe pubblica su internet Un Pasquin, el periodico de la O (dove la O sta per Opposizione, e l'espressione si burla del Partido de la U), rivivendo il graffiante spirito delle pasquinate romane.

Il direttore è Vladdo (Vladimir Floréz), il più noto dei vignettisti colombiani, collaboratore fisso di Semana e - da Dicembre dell'anno scorso - coordinatore di un progetto politico complesso. "Il proposito di Un Pasquin", scrive nel numero zero, "è riunire tutti i membri di quella ‘immensa minoranza’ che crede che c'è vita dopo Uribe e che il 7 Agosto del 2002 (giorno dell'insediamento di Uribe, NdT) non è stato il primo giorno della Creazione".

Tra i collaboratori vari ex-ministri, politici liberali com Rafael Pardo, il candidato presidenziale Henrique Parejo, Natalia Springer (autrice di "
Desactivar la Guerra. Alternativas Audaces para Consolidar la Paz") e molti altri.

In un paese dove esiste un solo quotidiano nazionale (El Tiempo), che è anche proprietario del settimanale Cambio, maggior concorrente del lider Semana (diretto dal figlio del direttore de El Tiempo), una voce indipendente è certo benvenuta, specialmente quando si nota l'intenzione di contribuire ad una dialettica democratica.



Vista da lì - Aprile 2006

Sul Corriere della Sera di oggi, un articolo sulla Colombia.

Forse è un po' esagerato dire che tratti "della Colombia" in generale: in verità, si tratta della descrizione di un personaggio - a metà strada tra il folclorico e l'accademico - che riunisce abbastanza elementi "pittoreschi" da poter attrarre il distratto pubblico italiano.

Cesar Lopez è un musicista che trasforma armi da guerra in strumenti musicali. La sua creazione più famosa è l'escopetarra (mezzo fucile, "escopeta", mezza chitarra): il vicepresidente Santos gli ha consegnato due AK47 - di proprietà di paramilitari "smobilizzati" - perchè ne faccia due strumenti per le rockeras Shakira e Julieta Venegas (ne ha parlato El Pais a Gennaio).
Juanes ne ha avuta una, e l'ha messa all'asta ricavandone 17mila dollari per il suo progetto contro le mine antiuomo.

Non pensiate - però - che a Bogotà si vedano "escopetarras" ad ogni angolo di strada.



martedì 25 aprile 2006

Feria del Libro de Bogotà

E' iniziata la "Feria del Libro", in contemporanea a Bogotà ed in tante altre città del mondo.

In Italia c'è Torino, Capitale Mondiale del Libro 2006. Per il 2007, questo onore toccherà a Bogotà.



La programmazione di Eurocine

E' finalmente disponibile in rete la programmazione di Eurocine. Si tratta di un file Excel, e lo potete scaricare - cortesia de El Tiempo - qui.



lunedì 24 aprile 2006

"Uribe mi vuole morto"

Chi lo dice - in conferenza stampa, davanti alle telecamere - è Alvaro Leyva, candidato alle Presidenziali di Maggio.

Leyva si presenta come l'"uomo della pace". Grazie ad una lunga esperienza come negoziatore, promette infatti di raggiungere - da Presidente - un accordo con le FARC per porre fine al conflitto armato. Qualche settimana fa, aveva accusato il Governo di aver reso impossibile il rilascio di due poliziotti sequestrati, da lui reso possibile d'accordo con dirigenti fariani.

Ora mostra le foto di un taxi che lo avrebbe seguito ripetutamente, ed il video di un elicottero della Marina che volteggia minaccioso attorno al velivolo in cui lui ed i suoi assessori passavano da un evento di campagna ad un altro.

"Sono i tipici indizi che si sta preparando un attentato contro di me", ha detto Leyva, aggiungendo:"Se dovesse succedere qualcosa a me od alla mia famiglia, considererò Alvaro Uribe personalmente responsabile".

Parole pesanti come il piombo, in un Paese dove l'assassinio di un candidato presidente non sarebbe una novità.



sabato 22 aprile 2006

L'analisi di Tabellini

El Tiempo continua la sua copertura delle elezioni italiane con una opinione di Guido Tabellini, professore di economia alla Bocconi.

Tabellini prevede che sarà difficile che l'Unione possa governare con efficacia senza una maggioranza solida al Senato, e che questa debolezza costringerà Prodi a scegliere tra l'inazione e l'avvicinamento all'opposizione (governo di larghe intese). Se dovesse poi rinascere un partito di centro (altra previsione di Tabellini), potrebbe essersi scritta la parola "fine" sull'esperimento bipolarista nostrano.

L'articolo fa parte di "Project Syndicate", un'associazione di giornali mondiali (per la Colombia El Tiempo e El Espectador, per l'Italia Corriere, Sole, Repubblica, Internazionale ed Unità).





venerdì 21 aprile 2006

Presidenziali in sordina

Cronaca di una vittoria annunciata.

A 45 giorni dal primo turno, le presidenziali colombiane non fanno notizia. La probabilita' che l'uomo morda il cane è minima: dopo quattro anni come il Presidente latinoamericano col piu' alto indice d'approvazione, non sorprende che tutti i sondaggi diano Uribe vincitore. Ciononostante, non solo resta possibile che si vada al secondo turno, ma è pure importante per i destini del Paese quale sarà il secondo più votato, ed a quante lunghezze dal vincitore annunciato.


Si disputano l'argento Horacio Serpa del Partito Liberale (centro, con qualche spruzzata di sinistra) e Carlos Gaviria, del Polo Democratico Alternativo (Sinistra), mentre l'ex Sindaco di Bogotà Antanas Mockus ed Alvaro Leyva potranno far pesare le loro basse percentuali - meno del 3% - solo in caso di secondo turno.

E' di questi giorni il "sorpasso" di Gaviria ai danni di Serpa, e sono in molti a prevedere che la tendenza si manterrà. Serpa - infatti - è alla sua terza campagna presidenziale: perse nel 98 contro Pastrana e nel 2002 si arrese allo stesso ex collega di partito, Uribe. Oltre a non poter contare sull'effetto novità, si trova a rappresentare un partito in declino, a cui lo stesso Uribe continua a sottrarre consensi promettendo mari e monti. Non convincono inoltre i suoi attacchi al Presidente-candidato, visto che pochi mesi fa quest'ultimo ha designato proprio Serpa a rappresentare il Governo presso lOrganizzazione degli Stati Americani.

Diverso e' il discorso per Gaviria: professore universitario (tra i suoi allievi anche Uribe), vicino alla sinistra degli ex guerriglieri dell'M19 ed aiutato da un look rassicurante e da un'ottima capacita' di comunicazione, potrebbe facilmente raccogliere il voto di un buon 20% dei colombiani - a patto che confermi il posizionamento di "unica alternativa realistica" che comincia ad abbozzarsi nel Paese e nei mezzi di comunicazione (che lo hanno preso in simpatia,almeno formalmente).

Uribe, dal canto suo, ha solo da perdere: il 70% di approvazione ed il 55% dei sondaggi sono un capitale enorme, ma 45 giorni sono lunghi. Lo scandalo del DAS (il dipartimento di sicurezza della presidenza), lo smacco di Buenaventura, le cattive relazioni con Venezuela, Ecuador e Bolivia e l'opposizione popolare al TLC sono ostacoli che possono forzarlo ad affrontare quel secondo turno che indebolirebbe gravemente il nascente "uribismo".


Archie's Pizza

Nonostante il nome sappia d'americanata, Archie's e' un vero ristorante italiano. Non mancano le influenze internazionali, ma l'espresso non e' brodaglia, la pasta e la pizza sono buone ed il parmiggiano accettabile.

Il menu è un mix equilibrato di estremi: tra gli antipasti il classico minestrone precede la minestra di tortillas messicana, mentre a fianco della puttanesca troviamo addirittura l'ossobuco. Tra le pizze spicca la famosa - e deliziosa - "del huerto", con verdure, carciofi, rucola e salsa caesar, accanto a tradizionali italiane ed immancabili latinoamericane (hawaiana, pollo, eccetera).

La pasta asciutta è De Cecco,e sempre al dente; i sughi generalmente equilibrati e gustosi, anche se si allontanano a volte dagli "originali" nostrani. Buono l'impasto della pizza, ed anche gli ingredienti base. Peccato i forni elettrici - ma ci si fa presto l'abitudine...

I dessert sono tutti "americani", con la parziale eccezione della focaccia con la Nutella, e l'espresso ha un unico difetto: a volte lo servono tiepido.

Il servizio è buono ed uniforme in tutti i locali - segno dell'attenzione al tema da parte del management centrale. Quando non c'e' ressa, i cuochi sono ben felici di variare le ricette su indicazione; si puo' quindi chiedere una carbonara senza panna (!) o un sugo speciale.

Un pranzo completo da Archie's puo' costare fino a 50,000 pesos, ma limitandosi a pizza e birra non si superano i 20,000 (7 euro): prezzi da Piazza Navona negli anni '70. La marca è ormai un grande successo a Bogotà, e si trova un Archie's praticamente in ogni "zona" (T, G, etc) e centro commerciale.



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No vacancy

Negli ultimi tre mesi, sono arrivati a Bogotà 10,000 desplazados. I profuhi interni non sono una novità, nè in Colombia nè nella capitale. Stavolta - però - il dato allarma perchè segna una crescita rispetto allo stesso periodo del 2005, quando furono circa la metà.

Secondo El Tiempo, il comune di Bogotà avrebbe dichiarato di aver raggiunto il "limite di capienza". Ciò che è certo, è che più di 500,000 profughi interni su una popolazione di 7 milioni di persone rappresentano una delle grandi sfide dell'amministrazione di Lucho Garzòn.



giovedì 20 aprile 2006

Rogelio Salmona al MAMBO


L'esposizione del Museo di Arte Moderna di bogotà sull'opera ed il pensiero di Rogelio Salmona è ben curata, interessante e merita una visita.

A Bogotà Salmona ha progettato (o "composto", come direbbe lui) le Torres del Parque (i palazzoni sopra la Plaza de Toros), la Biblioteca Virgilio Barco (nella foto), il quartiere Nuova Santa Fè, la riqualificazione dell'Avenida Jimenez; sono tante le opere - e tanto coerenti - che lasciano un segno profondo nella città.

Dietro ogni progetto, le idee di Salmona: l'architettura come punto d'incontro della storia e della geografia, all'interno della massima costruzione dell'umanità, la città; il "mattone" come materiale centrale, in quanto disponibile nella zona e "labour intensive"; la necessità di vivere gli spazi democraticamente, di evitare i compartimenti stagni; l'obbligo di rispettare lo spirito del luogo, trasformandolo e non modificandolo.

Purtroppo, ad oggi non è disponibile il catalogo della mostra; forse verrà pubblicato, forse no (neanche al Museo ne sanno di più: bah). La libreria del MAMBO vende l'opera completa a 150,000 pesos (poco meno di 50 Euro); per informazioni in italiano, cercate qui.

Attenzione: sul sito web del MAMBO dicono che il museo chiude alle 7 PM; falso, chiude alle 18.



Juanes all'Europarlamento

Da molti anni Juanes - popolare cantautore colombiano - si spende per far conoscere il problema delle mine anti-uomo in Colombia, che uccidono tre persone ogni giorno e ne mutilano ancor di più (in buona parte bambini).

Accompagnato da un chitarrista, Juanes ha fatto ballare ed applaudire il suo speciale pubblico, che si è alzato in piedi per "Camisa Negra", la canzone che la scorsa estate venne segnalata - incredibilmente - come apologia di fascismo (naturalmente solo in Italia).

A proposito: l'Italia è stato per decenni il maggior produttore europeo di questi ordigni, ma da ormai dieci anni non ne produce più. A quanto pare, inoltre, le mine italiane non sono mai arrivate fino alla Colombia: ne sono state trovate "solo" in Africa, Medio Oriente ed Argentina.



mercoledì 19 aprile 2006

Quanto informano sulla Colombia i telegiornali italiani?


Visto il ruolo della TV nella formazione dell'opinione pubblica, quantificare il flusso informativo può contribuire a spiegare l'attenzione dedicata al problema dagli altri media, dal Governo e dalla gente in generale.

La risposta è contenuta nel Rapporto "Osservatorio sulle Crisi Dimenticate" del 2005, pubblicato da Medici Senza Frontiere e dall'Osservatorio di Pavia, e curato da Monia Azzalini (scaricabile qui).

La base dell'analisi sono tutte le notizie trasmesse dai TG (giorno e Prime Time) di RAI, Mediaset e La7: quasi 2600 ore d'informazione, più di sette ore al giorno.

Di queste duemilaseicento ore d'informazione, neanche mezza è stata dedicata alla Colombia. E non è un modo di dire: si parla - per l'esattezza - di 28 minuti e 30 secondi. Una goccia nell'oceano. E' andata peggio al Congo (8 minuti) ed all'Uganda (4), per non parlare della crisi in Costa d'Avorio che si è meritata zero minuti zero; ma visto che in questo blog si parla di Colombia, grattiamoci la nostra rogna.

Questi 28 minuti abbondanti corrispondono ad un minuto ogni 5500 (di notizie totali). In altre parole, bisogna vedersi quasi 200 telegiornali per incappare in un servizio sulla Colombia. Chi fosse spettatore fedele di Mediaset starebbe ancora peggio, visto che le tre reti hanno dedicato al tema solo 6 minuti, contro i 16 della RAI.

E non finisce qui: visto che la Colombia è una delle dieci "crisi dimenticate" segnalate da MSF, uil rapporto gli dedioca un approfondimento, e scende fino al dettaglio di quali siano state le notizie più diffuse. Il narcotraffico è in testa con 10 minuti, tallonato dal sequestro di Ingrid Betancourt con sette. Si parla anche di sequestri in generale, ma solo per 4 minuti e mezzo - a dimostrazione che le sofferenze si pesano e non si contano; agli aiuti umanitari agli indigeni Nasa ed alla morte di un turista italiano si dedicano gli stessi due minuti, mentre in coda a questa speciale classifica, con soli sessanta secondi, troviamo i colloqui di pace.



Breve Historia de Bogota - recensione

Quando Jimenez de Quesada fondò Santa Fe, non immaginava certo che - più di 400 anni più tardi - sarebbe stata messa a ferro e fuoco dai suoi abitanti. Come si sia passati da quella fondazione coloniale al "Bogotazo" è l'argomento di questo piacevolissimo libro di Alfredo Iriarte.

L'autore - morto quattro anni fa - iniziò come manager di assicurazioni, e una volta raggiunta la vetta della carriera decise di dedicarsi alle sue due vere passioni: la storia e la lingua spagnola. Anni dopo questa scelta, divenne punto di riferimento in Colombia per la purezza dell'idioma, con la sua colonna "Rosario de Perlas" su El Tiempo, e storico autodidatta. Una specie di De Crescenzo colombiano, insomma (anche se meno divulgatore e filosofo).

Questo libro in particolare nasce come "riassunto digeribile" di una Storia di bogotà in tre volumi curata dallo stesso Iriarte. Gli eventi bogotani sono divisi in tre epoche: dai Muiscas all'Indipendenza; il Secolo XIX ed il Secolo XX fino al 9 Aprile del 1948 (data del celebre Bogotazo). Con un occhio alla politica, uno all'economia ed uno - ben aperto - alla vita quotidiana, Iriarte riesce a rendere scorrevole ed interessante il suo lavoro. Manco a dirlo, la padronanza della lingua è assoluta - al punto che parrebbe di leggere un autore ottocentesco.

Grazie ad aneddoti, storie di corna e duelli, resoconti di privatizzazioni e fallimenti, il lettore riesce a cogliere la natura di una Bogotà che resta "paesone" fino a tutta la prima metà del secolo scorso, e che perde la sua innocenza proprio con i disordini del 9 Aprile.

Senz'altro una lettura consigliata.

DATI BIBLIOGRAFICI
Breve historia de Bogotà
Alfredo Iriarte
Editorial Oveja Negra
Prima edizione Dicembre 1988
ISBN 958-06-0078-3



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Lo stemma di Bogotà

Lo scudo civico della città di Bogotà è composto da un'aquila nera coronata su fondo giallo in cornice blu. L'aquila, simbolo della fermezza, sostiene in ogni artiglio una "granada" rossa; la stessa pianta compare nove volte all'interno della cornice (nove quante erano le provincie della Nueva Granada quando Carlo V concesse lo scudo alla città, nel 1548).

Questo "escudo de armas" è stato adottato ufficialmente nel 1932. Negli anni la sua apparenza è cambiata varie volte, come testimonia la seconda immagine qui a fianco.


Per approfondire sull'araldica civica, un bel sito in italiano ed uno - più generale - in spagnolo.


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martedì 18 aprile 2006

Arriva Eurocine

A pochi giorni dalla chiusura del FITB, la scena culturale di Bogotà sposta i riflettori dal teatro al cinema. E' la volta di Eurocine, una trentina di film provenienti in massima parte dai paesi che sponsorizzano l'evento attraverso Ambasciate ed Istituti di Cultura riuniti nella "Fundacion Festival De Cine Eropeo En Colombia": Paesi Bassi, Germania, Austria, Belgio, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Svezia e - buona notizia - Italia.

Si tratta della dodicesima edizione: ecco un'altra bella tradizione bogotana.

Tra i film italiani in concorso troviamo "Del perduto amore" di Michele Placido, "Non è giusto" di Antonietta de Lillo e "Ballo a tre passi" di Salvatore Mereu. Il più recente è quest'ultimo (2003), mentre il primo è addirittura del 1998. Tutti e tre comunque ambientati al Sud, due in Sardegna ed uno in Campania.



Il X FITB è finito: viva il FITB

Domenica scorsa si è concluso il decimo Festival Iberoamericano di teatro di Bogotà (FITB). Più di 300,000 spettatori paganti, quasi tre milioni di persone in strada e nei parchi, centinaia di spettacoli, il pienone in quasi tutti i teatri: un grande successo.

Fanny Mickey - "organizzatrice unica" - è riuscita per l'ennesima volta a sedurre governi ed aziende ed a racimolare i 17 miliardi di pesos (6 milioni di euro) che costa il Festival. Ci riuscirà tra due anni? Come al solito, l'esistenza stessa di questo evento dipenderà dalla sua voglia di farcela.

Vista l'importanza del FITB per la città (e per la Colombia), si è aperto un dibattito sulla necessità che il Distrito Capital e la Nazione si facciano carico dei costi e dell'organizzazione, per garantire continuità e qualità alle prossime edizioni.

Fanny - tra le altre cose - ha pure più di ottant'anni (!), ed è giusto che si cominci a pensare alla gestione della sua meravigliosa eredità culturale.



lunedì 17 aprile 2006

Arriva la notizia

La tragedia - umana ed economica - della Buenaventura Cali arriva sulle pagine de La Repubblica, 6 giorni dopo i fatti.

Tutti i temi colombiani (salvo la droga, le principali elezioni ed alcuni attentati delle FARC) sono di secondaria importanza per la stampa italiana. Si tratta di una scelta più che leggittima, ed incontestabile.

Peccato - però - che quando una notizia supera la soglia di (dis)attenzione si continuino comunque a perdere importanti pezzi d'informazione; Buenaventura non è - infatti - "il principale porto colombiano sul Pacifico" ma l'unico (concetto ben diverso).


domenica 16 aprile 2006

Calcio, di Stella Spinelli

Vi segnalo un articolo di Stella Spinelli, apparso su Peacereporter.

E' un buon modo di ricordarsi che la Colombia non è solo Bogotà. Anzi.



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Buenaventura ancora isolata

Gli esperti stimano in 4 giorni il tempo necessario a ripristinare il collegamento tra Cali e Buenaventura. Le ruspe provenienti dalle due città sono a due chilometri di distanza le une dalle altre.

Sotto le tonnellate di detriti, si stima restino una quarantina di persone. In tre frazioni è tanto il fango accumulato che - per poter interrompere le ricerche - si pensa di dichiararle "cimiteri".

Nel frattempo, gli esperti dibattono: la strada soffre con le piogge, ed anche col clima secco, al punto che sarebbe "irrecuperabile".



venerdì 14 aprile 2006

Tragedia a Buenaventura


Pare che la situazione lungo la Buenaventura - Cali sia ancor più drammatica di quanto si pensasse, e che si possa ormai parlare di vera e propria emergenza.

I morti accertati sono 11, i dispersi una cinquantina. Commuove al Colombia la storia di Jairo Munyoz, giornalista di Telepacifico, travolto da una delle innumerevoli valanghe mentre percorreva la zona col suo cameraman. E cominciano ad arrivare le immagini degli sfollati: centinaia di persone, forse migliaia, che hanno perso tutto sotto le ondate di fango (foto da El Pais).

Si parla di giorni e giorni, forse settimane, perchè sia ripristinata la percorribilità della Buenaventura - Cali, l'unica strada che collega il solo porto sul Pacifico col resto del paese.

Il Presidente Uribe, accorso col suo seguito di telecamere ed assessori, ha promesso un "sussidio affitto" di 200,000 pesos (circa 80 euro) mensili per ogni famiglia senzatetto. Non ha fatto però menzione dell'impatto di questa tragedia sull'economia colombiana: per Buenaventura infatti passa quasi la metà delle importazioni colombiane, e circa un terzo delle esportazioni "generali" (senza contare, cioè, carbone e petrolio. Fonte: Banca Mondiale).
Se con la strada in funzionamento portare merci da Bogotà a Buenaventura è più caro che da Buenaventura a Tokyo, con la strada bloccata è la paralisi.

Quando mancano pochi mesi all'operatività del TLC (Tratado de Libre Comercio) con gli Stati Uniti, le "grandi opere" promesse per migliorare la competitività del Paese non sono nemmeno iniziate - e i drammi dell'infrastruttura stradale sono sotto gli occhi di tutti.


Il Camarin del Carmen


In pieno centro della città, a due passi dalla Piazza Bolivar, il "Camarin del Carmen" è uno dei teatri più tradizionali di Bogotà: prima convento, poi caserma ed ospedale militare, oggi accoglie fino a 500 persone ed offre concerti, "zarzuelas" e spettacoli teatrali.

La facciata ha mantenuto tutto il suo incanto coloniale, mentre la decorazione interna è moderna: quella originale fu infatti saccheggiata e distrutta nel 1861. La sala è composta da un'unico piano inclinato, senza separazioni tra platea e galleria; non essendo molto larga, la visibilità è buona da ogni poltrona (salvo - come sempre - le laterali delle prime file).

Nel complesso del teatro funziona anche un piccolo ristorante. Occhio però che "dopo teatro" è già chiuso, per cui se volete mangiare lì andate prima dello spettacolo...

Occorre fare molta attenzione all'uscita: la Calle 9 è a solo pochi isolati da quartieri molto poco raccomandabili, e perdersi da quelle parti - di notte! - è un esperienza affatto spiacevole. Per un europeo è quasi incredibile, ma a poche decine di metri da un meraviglioso centro storico coloniale ci sono zone che ricordano una zona di guerra: case diroccate, campi incolti, stradine buie in terra battuta, loschi figuri ad ogni angolo. Occhio quindi a non spingervi più a sud del necessario.

Altra notazione logistica: vicino al teatro quasi non ci sono parcheggi, e la tradizione vuole che le auto occupino tutta la salita in pavet che si vede nella foto. Poichè l'estremità inferiore della strada è chiusa da una catena, vige il sistema LIFO (Last in First Out), e vi può capitare di dover attendere un quarto d'ora prima che escano tutte le auto che vi "tappano"...



giovedì 13 aprile 2006

Duro da digerire

Il 22 Settembre scorso, il Presidente Uribe ha designato un nuovo direttore del Programma Colombia Giovane.

La "vision" di questo ente è "Contare su di una gioventù organizzata e partecipativa nei diversi ambiti della vita sociale (...) e dedita al lavoro per ottenere un cambio nella realtà cuotidiana in beneficio di tutti i colombiani".

Il nuovo Direttore si chiama Hitler Rosseau Chaverra Ovalle.

Hitler.


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Una costa appesa a un filo


La Colombia si affaccia sull'Atlantico e sul Pacifico. Alcuni anni fa - addirittura - si coniò lo slogan "Colombia paese dei quattro oceani", con l'inclusione dei bacini dell'Orinoco e del Rio delle Amazzoni, nella miglior tradizione del "patriottimismo" latinoamericano.

La dura verità è che l'unico mare colombiano è l'Atlantico, tale e quale come lo avevano lasciato gli spagnoli duecento anni fa. Il Pacifico infatti è totalmente isolato dal resto del Paese; l'unico porto è Buenaventura, collegato a Cali da un'unica strada ed un'unica ferrovia: interrotte queste, addio Pacifico.

Quest'anno, ad isolare Buenaventura ci ha pensato una valanga: la notizia è di oggi, e purtroppo ci hanno rimesso la vita 8 persone (e restano decine di dispersi).

Nella foto, il destino di ignote importazioni vitali per Colombia nella foto de El Tiempo.



mercoledì 12 aprile 2006

Frattura sociale e nuove elezioni?

Angel Villarino - responsabile della copertura delle elezioni italiane per El Tiempo - non ha dubbi: il virtuale pareggio tra Unione e CdL sancisce la frattura della società italiana e prelude a nuove elezioni. La sua lettura - quando ancora non conosceva i dati definitivi - e' che comunque vada nessuna coalizione potrà governare efficacemente, viste le grandi differenze che, da ambo le parti, esistono tra i partiti alleati.

L'articolo dell'edizione di martedì 11 aprile è pubblicato nella sezione "informacion general", che nonostante il titolo generico ha una buona posizione all'interno del giornale, una specie di "quarta di copertina" del primo quaderno.


martedì 11 aprile 2006

Risultati Bogotà - Camera

Scrutinati anche i voti per la Camera dei Deputati (due sezioni su due) a Bogotà:

>>>>>>Lista>>>>>>>>>>>>Voti>>>>>>%

ASS.ITAL.SUD AMERICA___986-------35,16
FORZA ITALIA___________546 ------19,47
L'UNIONE ______________435-------15,51
UDC____________________203------- 7,45
PER ITALIA NEL MONDO___203------- 7,24
U.D.EUR POPOLARI_______199------- 7,10
U.S.E.I._______________175------- 6,24
LEGA NORD_______________51--------1,82

L'affluenza è stata del 41,1%.


lunedì 10 aprile 2006

Risultati Bogotà - Senato

Con due sezioni scrutinate su due totali (100%), ecco i risultati del voto di Bogotà per il Senato della Repubblica:

>>>>>>Lista>>>>>>>>>>>>Voti>>>>>>%
ASS.ITAL.SUD AMERICA___916-------34,17
FORZA ITALIA____________557 ------20,78
L'UNIONE _______________523-------19,51
PER ITALIA NEL MONDO__225-------- 8,39
UDC____________________180------- 6,71
U.S.E.I.________________133------- 4,96
U.D.EUR POPOLARI_______93-------- 3,47
LEGA NORD_____________54--------2,01

L'affluenza è stata del 44%, su poco più di seimila iscritti a votare.


Cara Bogotà


Mercer Human Resource Consulting, pubblica ogni anno un'indagine - il Cost-of-Living Survey - che analizza 144 città e le ordina dalla più cara alla più economica.

L'edizione 2005 vede al primo posto Tokyo ed all'ultimo Asunciòn, Paraguay.

Bogotà è tra le più economiche, al 133esimo posto. In America Latina ben cinque capitali sono più a buon mercato: San Josè, Quito, Caracas, Montevideo e Buenos Aires. Le più care del continente sono San Juan (74) e Città del Messico (95).

L'Italia è in cima alla classifica: le due città comprese nel Rapporto 2005 sono in 11esima ed in 17esima posizione (rispettivamente Milano e Roma).




domenica 9 aprile 2006

Pazzi (?)

La Bogotà della Colonia era un paesone da 5, 10 mila abitanti. C'erano anche i pazzi, ai quali era destinata un'ala dell'Ospedale San Juan de Dios, amministrato dai frati Ospitalieri.
Sapendo che il trattamento dei...graditi ospiti non era dei migliori, il Vicerè Solis volle interrogare un degente sulla qualità del vitto. Questi gli rispose: "Può stare tranquillo, signor Vicerè. Qui i frati mangiano come pazzi, e noi mangiamo come frati".

(Tratto da "Breve historia de Bogotà", di Alfredo Iriarte)



Doppio attentato - 2° aggiornamento

Le vittime del doppio attentato salgono a due: ieri mattina è' morto anche Brayan Romero, di undici anni.

Quanto alle indagini, poche novità: forse non erano zaini ma valigette. Ad ogni modo, l'attenzione dei media si è già spostata altrove.

sabato 8 aprile 2006

Quanto è grande l'America Latina?


Prima di rispondere, guardate bene questa mappa. Si tratta di una proiezione Dymaxion, inventata da Buckminster Fuller una sessantina d'anni fa. L'idea è proprio quella di consentire una rappresentazione non distorta dei continenti, che vengono proiettati ciascuno su una faccia "dedicata" di un poliedro.

Da questa proiezione risulta più grande l'America Latina dell'America del Nord - come effettivamente è, nella realtà "non proiettata".

In questo post di YYY, confrontate la Dymaxion con la tradizionale proiezione di Mercatore.




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Misteri d'Italia

Angel Villarino scrive per El Tiempo da Roma, e commenta le elezioni di questo fine settimana.

Il suo articolo è un esempio di come - dall'estero - risulti quasi impossibile capire come faccia Berlusconi ad essere ancora lì, a 5% dall'Unione (ovvero serio candidato a vincere, quando si risolvano i dubbi del 20% di indecisi).

Villarino azzarda alcune ipotesi (messe in bocca a non individuati "sociologhi") per spiegare il successo del Cavaliere; egli catalizzerebbe i voti delle seguenti categorie:

- anticomunisti;
- "disinteressati" alla politica
- evasori fiscali
- mafiosi

L'ultimo gruppo di sostenitori sono i piccoli commercianti, ed in particolare quelli che hanno approfittato di "vuoti legali" e piccole truffe per avere successo. "Come Berlusconi", conclude Villarino.



Doppio attentato a Bogotà - aggiornamento

E' morto ieri sera Daniel Beltran Rodriguez, il bambino di dieci anni che era rimasto gravemente ferito nell'attentato dell'altro ieri.

Nel frattempo, i servizi d'intelligenza militari puntano il dito accusatore verso quattro giovani di circa 25 anni, che sarebbero stati incaricati dal fariano "Carlos Antonio Lozada" di riarticolare la presenza delle FARC nella capitale.

Secondo gli stessi servizi - e la Polizia Metropolitana, la dinamica dell'attentato sarebbe stata la seguente:

- gli attentatori salgono sui bus, una coppia per ciascuno, zaini in spalla, e si dirigono all'estremità posteriore del bus;

- estraggono dagli zaini gli ingredienti (artigianali) delle bombe incendiarie: una bottiglia di Coca Cola piena di benzina, una busta di plastica, clorato di potassio, zolfo ed alluminio;

- nei successivi dieci minuti, si dedicano alla preparazione dell'ordigno;

- finalmente aggiungono l'innesco, una boccetta a testa in giù con dell'acido che - gocciolando - corrode il tappo della bottiglia;

- approfittando del ritardo della miccia, scendono dal bus e si allontanano.

venerdì 7 aprile 2006

La priva&%$zione di Telecom Colombia

Telefonica si aggiudica l'asta per il controllo di Colombia Telecom, per 371 milioni di dollari (per i dettagli conviene leggersi il PDF del comunicato stampa della stessa Telefonica, molto più informativo degli articoli sulla stampa colombiana).

Supera così l'offerta dell'unico concorrente rimasto in gara, la CANTV venezuelana del messicano Slim.

I giornali colombiani, secondo tradizione, non usano il termine "privatizzazione" (forse in spagnolo è una parolaccia? O è solo perchè è un concetto un po' impopolare?): non lo fa El Colombiano, nè El Espectador, nè El Pais di Cali, nè i giornali economici Portafolio e Republica. Naturalmente, la parola proibita è accuratamente evitata anche da El Tiempo, completando così uno schieramento compatto contro ogni legge statistica...

Doppio attentato a Bogotà

Nel pomeriggio di ieri, 6 Aprile, in contemporanea attorno alle 15 ora locale, due piccoli ordigni incendiari sono esplosi a bordo di due autobus del servizio pubblico. Venti feriti, tra cui molti bambini - due dei quali in gravi condizioni.

Gli autobus presi di mira erano due "alimentatori" del Transmilenio, ovvero parte del servizio complementare al sistema di trasporto veloce su gomma della capitale. Non è la prima volta che questo simbolo di Bogotà è preso di mira - succede almeno ogni anno.

Come nel 2004, non c'è certezza sugli autori, ma i media e gli organismi di sicurezza suggeriscono che si tratti delle FARC e che il loro obiettivo sia dimostrare il fallimento della politica di sicurezza del Presidente Uribe, in vista delle presidenziali di Maggio.

Alle 6:30 di oggi, il sindaco Lucho Garzon ha iniziato una marcia di protesta anti-terrorista lungo il percorso del Transmilenio, invitando i passegeri del sistema a sventolare fazzoletti bianchi dal finestrino in segno di protesta.



giovedì 6 aprile 2006

Il Jorge Eliecer Gaitan


Anno 1936. Anche a Bogotà arriva la rivoluzione del cinematografo e la città - seppur ancora piccola sente la necessità di uno spazio per godere della nuova, rivoluzionaria attrazione.
Nasce così il "Teatro Colombia", enorme sala da 1,700 spettatori. Le dimensioni (ancora oggi è il più grande), la posizione (è sulla Carrera Septima, centro della vita cittadina) e l'impressonante facciata art deco ne fanno rapidamente un'icona della città.

Quando la gente smise di andare al cinema tre volte a settimana, il Colombia entrò in crisi, fino alla decisione del Comune di acquistarlo per farne il Teatro Municipale, nel 1971. Oggi - dedicato a Gaitàn, uno dei personaggi fondamentali della vita di Bogotà e della Colombia - accoglie gli spettatori con un "cartellone" stile Broadway (di quelli coi caratteri stampatello neri su fondo bianco, tipo incontri di boxe) e con un interno totalmente ristrutturato per accogliere spettacoli teatrali, concerti, balletti eccetera.

Un consiglio pratico: occhio a non parcheggiare troppo lontano! La passeggiata di "ritorno" all'automobile potrebbe trasformarsi in un'esperienza poco piacevole: il centro di Bogotà è pieno di personaggi poco raccomandabili, ai quali occore abituarsi prima che diventino semplicemente pittoreschi...

Teatro Jorge Eliecer Gaitàn
Carrera 7 n° 22 - 47
tel (+57 1) 334 6800


mercoledì 5 aprile 2006

Huevones

Così El Tiempo ha tradotto l'insulto rivolto da Berlusconi agli elettori del CentroSinistra. E' praticamente letterale, la traduzione, visto che si riferisce alle stesse anatomie (ed è usato correntemente dalla gente comune, con un significato molto simile).

Non hanno potuto usare lo stesso termine in TV: la massa dell'audience non l'avrebbe digerita. RCN, ad esempio, ha dato la notizia tra le "curiosità" da mondo, assieme al panda nato in cattività ed al gatto che ha imparato ad usare la tazza del gabinetto.

Impossibile da dimenticare, l'espressione con cui le presentatrici commentavano l'uscita del nostro Presidente del Consiglio.


martedì 4 aprile 2006

Sobborgo lunare - spigolatura


I Muiscas, antichi abitanti dell'altipiano di Cundinamarca, per identificare la Luna usavano la parola "Chia" - oggi toponimo di un sobborgo all'estremo nord della città.

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domenica 2 aprile 2006

El Patio


El Patio è un delizioso ristorantino de La Macarena: la sala è minuscola, pochi tavoli - la maggior parte da due, e l'atmosfera è così intima e raccolta che la strada sembra lontana anni luce.

Sulle pareti, varie testimonianze d'italianità: dai programmi della Scala al gagliardetto del Napoli, da una veduta del Canal Grande al menù della trattoria Palle D'oro di Firenze (versione 1982), mischiate a ritagli di giornale sul ristorante o sulle altre attività di Fernando, il propietario. La cucina è anch'essa minuscola, e pare impossibile che possa soddisfare la domanda del locale. A dire il vero, alcuni piatti sono elaborati nel locale vicino (anch'esso El Patio, ma dedicato alla pizza), aperto per far fronte al grande successo dell'originale...

Il menù è molto "paesano", anche se contiene la maggior parte degli strafalcioni (linguistici e culinari) tipici dell'America Latina. Tutto però si perdona, di fronte alla magia del posto ed alla qualità del cibo.

Nella visita di ieri, primo aprile 2006, ho provato le lasagne (ottime, con sugo di tre carni e formaggi pregiati) e gli spaghetti all'amatriciana (deliziosi, anche se poco piccanti e leggerissimamente scotti). Il vino della casa, cileno, è buono. Il caffè non l'ho potuto provare perchè la macchina era guasta, ed ho naturalmente disdegnato il "tinto" (anche se l'offerta è stata gentile).

Oggi ho bissato con "El Patio pizza gourmet", a solo pochi passi lungo la stessa strada della Macarena. Il locale è meno speciale, ma comunque piacevole con le sue poltroncine in velluto colorato. Carina la terrazza - riservata ai fumatori - e molto vario il menù delle pizze: ce n'è per tutti gusti, dalla margherita (strana, colle fette di pomodoro fresco) all'immancabile hawaiana.

Se siete in giro al centro, ricordate che a due isolati dalla Plaza de Toros vi aspettano questi due locali italiani; e anche se non siete da quelle parti, il ristorantino merita una visita - l'inclusione nella Top100 dei ristoranti colombiani non è un caso.


El Patio
Carrera 4a n° 27 - 86
El Patio Pizza Gourmet
Carrera 4a n° 27 - 38


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L'Astor Plaza

Tra i più grandi teatri di Bogotà, l'Astor Plaza è stato riaperto di recente - dopo anni di inattività - grazie all'interessamento di Caracol TV, uno dei due canali privati colombiani.

Tornano così ad essere disponibili quasi 1.200 poltrone, una benvenuta boccata d'ossigeno per la città, che di spazi teatrali ha certo bisogno. Tra i primi ospiti, nel gennaio scorso, l'italianissimo (?) Nicola di Bari: bisognerà seguire attentamente la programmazione dei prossimi mesi per verificare se questa sarà la linea del direttore artistico!!

Scherzi a parte, la sala (nata originariamente come cinematografo) consiste in un unico piano inclinato sul quale platea e galleria sono ubicate senza soluzione di continuità (se si esclude la bocca d'accesso dall'ampio foyer). Gli ultimi posti sono forse un po' troppo lontani, ma la forma allungata della sala garantisce buona visibilità anche a i posti laterali.

Un consiglio: se potete, andate in taxi, o quantomeno arrivate presto. Nella zona, infatti, ci sono pochi parcheggi, e potreste essere costretti a lasciare le chiavi al posteggiatore...

Teatro Astor Plaza
Calle 67 n° 11 -58
Telefono (+57 1) 235 85 09

Il Teatro Colsubsidio


Il Roberto Arias Pérez è uno dei teatri più conosciuti di Bogotà, ma se lo chiamate così nessuno vi capirà: meglio chiamarlo - come tutti i "rolos" - semplicemente "Colsubsidio", col nome dell'istituzione che lo ospita.

Nonostante le dimensioni (ha una capienza di 1000 persone), il Colsubsidio mantiene un'ottima acustica ed una ambiente relativamente intimo, grazie alla disposizione avvolgente; il palco è enorme, e dispone di fossa orchestrale.


Dal punto di vista architettonico, l'esterno non è un granché: un cubo di cemento all'incrocio tra la Calle 26 e la Carrera 25, che ospita anche un supermercato (il che si tramuta in un grosso vantaggio, perchè il parcheggio sotterraneo è grande e sempre disponibile). All'interno, spiccano i palchi di galleria, elementi indipendenti che si proiettano verso il palco come i vani portabagli superiori di un aereo di linea (se l'immagine è troppo ardita, fate riferimento alla foto qui a lato...).

Un suggerimento pratico: è vero che il parcheggio è grande e sempre disponibile, ma non arrivate all'ultimo minuto! Si forma spesso una fila molto lunga, soprattutto per gli spettacoli delle 20, orario in cui il supermercato è ancora molto frequentato...

Nella scelta dei posti, evitate i laterali estremi di platea: l'angolo di visione è veramente troppo ridotto.

Teatro Roberto Arias Pérez - Colsubsidio
Calle 26 n° 25 - 40
Telefono (+57 1) 343 26 73/74/75

sabato 1 aprile 2006

Capitale del Teatro


Inizia oggi il decimo FITB, il Festival Internazionale di Teatro di Bogotà.

Per quasi tre settimane, la città è capitale mondiale del teatro: 65 compagnie di 40 paesi dei 5 continenti e 140 gruppi colombiani daranno vita ad oltre 600 spettacoli, distribuiti tra decine di sale, parchi, palasport, la Plaza de Toros, la Fiera, le strade e le piazze del centro.
Nel solo circuito dei teatri, si calcola che gli spettatori saranno più di 300,000. Centinaia anche i giornalisti accreditati, tra i quali almeno 50 inviati speciali. Duemila gli artisti, che oltre a presentarsi sul palco tengono decine di conferenze, incontri, seminari relativi alle loro specialità.

Per tre settimane - e per chi se lo può permettere, naturalmente - Bogotà è puro teatro. E sono ormai vent'anni che la vita culturale della città subisce questo positivo shock rianimatore; dal 1988, quando Fanny Mickey - la musa ed organizzatrice di tutte le edizioni - compì questo "atto di fede" tra lo scetticismo dei suoi colleghi. In effetti, il Festival è come un'oasi nel deserto: l'offerta teatrale è minima, con poco più di dieci sale attive per sette milioni di abitanti.

Ad ogni modo, le prime rappresentazioni di ieri sera e la sfilata inaugurale di oggi aprono il sogno del Festival, come succede ogni due anni: viva il teatro, viva il Festival, viva Bogotà!