venerdì 29 settembre 2006

Le dovute proporzioni

Qui a destra, un esempio di quali siano le proporzioni della copertura giornalistica de El Tiempo (unico quotidiano generalista a diffusione nazionale del Paese).

In alto, l'intestazione della sezione "Bogotá".

Al centro, un articolo intitolato "10 feriti durante un'operazione a sorpresa a San Andresito". Il testo in spagnolo lo trovate qui, tra le "brevi" del giorno; la traduzione italiana (anzi, bogotaliana) recita: "Un'operazione della Polizia Fiscale e Doganale nel San Andresito della Carrera 38 in cerca di contrabbando é terminata in scontri tra la forza pubblica ed un gruppo di commercianti del settore, che ha denunciato che almeno dieci persone sono rimaste ferite".

Il "San Andresito" é un enorme mercato, un formicaio di negozi e negozietti distribuito in una mezza dozzina di centri commerciali grandi un isolato ciascuno. Deve il suo nome all'isola di San Andrés, zona franca colombiana in cui si trovano a basso prezzo tutti gli articoli tipici del duty free: alcolici, elettrodomestici, profumi, piccola elettronica, sigaretta.
La "succursale" di Bogotá è una sorta di "zona franca informale", dove l'evasione è la norma, il contrabbando una tradizione secolare ed il riciclaggio di denaro sporco una realtá inoccultabile. Tutto ció é - naturalmente - vox populi e sono centinaia di migliaia i bogotani (me compreso) che visitano la Carrera 38 (o un'altra delle numerose sedi) in cerca di "affari".

Che la polizia abbia penetrato questo santuario dell'illegalità è un evento; che sia stata respinta a sassate, una bella notizia ; che abbia risposto con i robocop e con gli idranti, una vera e propria bomba. eppure, la "copertura" de El Tiempo non supera le 14 righe su una colonna (titolo compreso).

A proposito: l'ultimo elemento nella foto in alto a destra è una monetina da 200 pesos colombiani.



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giovedì 28 settembre 2006

Un Vlog da vedere

Paro Diario è un vlog (videolog, l'evoluzione multimediale del blog) colombiano che vale la pena visitare.

Ogni giorno il gruppo di Paro Diaio pubblica un breve video; il tema più frequente è il commento dell'attualità. Il nome (che suona come un film di Nanni Moretti, ma non credo l'ispirazione sia quella) suona come "serrata di giornata", o "sciopero quotidiano".

Ringrazio Equinoxio per la segnalazione.




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mercoledì 27 settembre 2006

Se lo meritano


Una fetta (più Coca Cola) ad 1 Euro? Nonostante la grammatica se lo meritano, il loro "suchesso".


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martedì 26 settembre 2006

Università: abbondanti (ed ottime?)

Approfitto della "guia del bachiller" (guida del diplomato) della rivista Cambio per fare un po' di statistiche casarecce.

La lista che occupa le ultime pagine del supplemento contiene 238 università (escludendo le sedi duplicate, naturalmente). Di queste, sedici hanno nomi apertamente "confessionali", dalla Pontificia Universidad Javeriana alla Universidad Pontificia Bolivariana (dove a giudicare dall'abito del Rettore ha prevalso la parte Pontificia...), mentre otto sono militari (dalla scuola di formazione per marines col suo imperdibile URL allo sforna CSIs della Polizia).



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lunedì 25 settembre 2006

Segue a ruota


Dopo l'allarme lanciato dall'Ambasciata americana, il Foreign Office inglese segue a ruota: "There is a high threat of terrorism in Colombia. There are reports that the FARC are currently intending to attack a shopping mall or place of entertainment in the north of Bogota. We advise against all visits to such locations between Calles 72 and 127, and east of the Autopista Norte at the present time but you should be aware that attacks could be indiscriminate and could occur anywhere ".

Le "locations" tra la Calle 72 e la 127 corrispondono esattamente al Nord della città (buona parte è compresa nella foto qui sopra a destra), ovvero la zona ricca in cui si concentrano le 500,000 persone circa che contano su di uno stile di vita e di consumo corrispondente alle nostre classi medie ed alte. Lí si trovano la gran parte dei centri commerciali citati dall'Ambasciata Americana ed anche le "zone" della vita notturna.

Le autorità colombiane insistono che di questo rischio attentati non se sanno nulla, e chiedono alla popolazione di mantenere la calma.

Per quanto mi riguarda, vivo fuori dalla zona a rischio e la evito finchè posso - ma se dovessi andarci lo farei tranquillamente (col solito occhio allenato a valutare l'ambiente circostante come una minaccia potenziale, voglio dire).



Triste realtà

In un panorama desolante come quello dei mass media colombiani, neppure il Polo Democratico Alternativo (PDA) si salva.

Un quotidiano a diffusione nazionale, affiancato il sabato da un foglio settimanale; due canali TV fotocopia; duopolio nelle radio; due o tre settimanali di proprietà del suddetto giornale (o amministrati da parenti); la rete occupata da "edizioni on line" dei sopra elencati.

In questo panorama, è triste scorrere la pagina web del PDA: su sei articoli in home page, tre sono tratti da El Tiempo, El Espectador e Caracol Radio; due sono bollettini organizzativi interni ed uno - solo uno - è una dichiarazione di Antonio Navarro Wolff.

Possibile che sia questa la presenza media della sinistra colombiana? Capisco che non abbia un giornale, nè una radio, nè una stazione TV ma almeno su internet uno sforzo si poteva fare...



domenica 24 settembre 2006

Pochi, maledetti e squallidi

Per capire la Colombia bisogna capirne i media. Il titolo vi dà un'idea di come al pensi io, ma spero che i miei post possano darvi qualche elemento più concreto.

Questo, ad esempio.

Stamattina ho consultato la pagina web de la Republica, quotidiano economico paisa. Per un attimo ho pensato di aver sbagliato link - ho premuto refresh. Era ancora tutto lì, tutto vero.

Eccovi i titoli che erano davanti ai miei occhi increduli:


Sacar adelante TLC con EE.UU., prioridad de Minagricultura
9:30 p.m.
Entre los cinco frentes que trabajará el ministro de Agricultura, Andrés Felipe Arias, en los próximos cuatro años, uno de los prioritarios será el de sacar adelante la aprobación del Tratado de Libre Comercio (TLC) con los Estados Unidos.

Mincomercio invertirá US$6 millones en desarrollo empresarial
8:51 p.m.
Una ofensiva comercial que abarca el cierre de acuerdos con el Triángulo Norte y Chile, de aquí a diciembre, así como nuevos recursos para el desarrollo empresarial, anunció el titular de la cartera de Comercio, Industria y Turismo, Jorge Humberto Botero.

Colombia puede mejorar nivel de competitividad: Minhacienda
8:37 p.m.
El ministro de Hacienda y Crédito Público, Alberto Carrasquilla, aseguró durante el Consejo de Ministros que una vez se apruebe la reforma tributaria que cursa en el Congreso, el país ascenderá en el ranking de competitividad mundial.

Minminas desarrollará nuevas reservas petroleras
7:22 p.m.
Intensificar la explotación e incorporación de nuevas reservas petroleras es para el ministro de Minas y Energía, Hernán Martínez, el principal reto que enfrentará la cartera en el próximo cuatrienio.

Trabajar por un mayor acceso a tecnología: Mincomunicaciones
6:25 p.m.
En el marco de la rendición de cuentas, el Ministerio de Comunicaciones presentó los proyectos que planea desarrollar para 2007 y lo que queda de 2006.

Pago de peajes se hará electrónicamente
6:19 p.m.
El Ministerio de Transporte anunció que el Gobierno Nacional estudia la posibilidad de implementar un sistema electrónico para el pago de peajes en las carreteras nacionales.

Colombia no será un cementerio de desechos tóxicos: Minambiente
5:55 p.m.
El jefe de la cartera de Ambiente, Vivienda y Desarrollo Territorial, Juan Lozano, dijo que no permitirá que el país se convierta en cementerio de desechos tóxicos.

Canciller anunció rendición de cuentas para diplomáticos
5:40 p.m.
Siete horas completa el Consejo Público de Ministros que se realiza en la Casa de Nariño. Hasta este momento, han rendido cuentas el Vicepresidente Francisco Santos, el Departamento Nacional de Planeación, Acción Social y los ministerios de Educación, Protección Social, Ambiente, Vivienda y Desarrollo Territorial y Cultura, y la Cancillería.

Presentarán plan de Uribe para trabajadores temporales
3:31 p.m.
El ministro de Protección Social, Diego Palacio presentará en unos meses los resultados del plan anunciado por el Presidente Uribe para que los trabajadores temporales ubicados en actividades permanentes sean contratados a término indefinido en las empresas.

Lanzarán plan piloto para 1.000 familias colombianas
3:08 p.m.
Según el Presidente Uribe en Bogotá se iniciará un plan piloto de proyectos demostrativos con 1.000 familias colombianas que se capacitarán con el Sena y se apoyarán con créditos del Banco Agrario.

Reducir el desempleo a 8,5 por ciento
3:00 p.m.
El ministro de Protección Social, Diego Palacio, se comprometió a lograr la cobertura universal en salud y a reducir la tasa de desempleo a 8,5 por ciento en el año 2010.

Gobierno acepta meta de reducción de pobreza en 39%
2:56 p.m.
La directora de Planeación Nacional, Carolina Rentería, reiteró que la meta de reducción de la pobreza en el Plan Nacional de Desarrollo es del 39 por ciento en 2010, y el Presidente aceptó que si esa es la meta del Plan la mantenga, pese a que en el comienzo del Consejo de ministros pidió reducirla a 35 por ciento.

Presidente propone reducir la pobreza al 35% en 2010
11:48 a.m.
En el primer Consejo de Ministros Públicos de este gobierno el presidente de la República, Álvaro Uribe Vélez, propuso a Planeación Nacional y a todas las entidades relacionadas con la inversión social hacer un mayor esfuerzo para reducir la pobreza a 35 por ciento en 2010 y no al 39 por ciento como estaba previsto inicialmente.

Inicia Consejo de Ministros Público
11:04 a.m.



Non avevo mai visto un velinario cosí completo ed acritico. Uribe (anche lui paisa: sará una coincidenza?) decide di fare un consiglio dei ministri pubblico, e La Republica decide - coraggiosamente - di rilanciare praticamente in diretta le promesse di ogni Ministro.

Zero approfondimenti, zero critica, zero giornalismo: solo una collezione di veline. Come sarà l'edizione cartacea di oggi? Quasi quasi lascio vincere la curiosità sulla ripugnanza e me la compro...




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sabato 23 settembre 2006

Capitali del Libro


La T di Torino alla Feria del Libro 2006, a Bogotà.



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venerdì 22 settembre 2006

Considerable risk

"Travel to Colombia can expose visitors to considerable risk" - così recita la pagina Travel del Ministero degli Esteri statunitense.

L'Ambasciata locale rincara la dose e consiglia ai cittadini americani di non visitare i centri commerciali del nord della città (e li cita per nome) ed alcune zone di "rumba" (ovvero di ristoranti,bar e locali notturni).

L'annuncio avviene sulla base di "informazioni provenienti da autorità colombiane". Di queste ultime si fa portavoce il Ministro della Difesa Juan Manuel Santos, che si sta specializzando in gettare acqua sul fuoco: "non ne sappiamo nulla", dice.

Chi prende in giro chi?
Possibile che l'Ambasciata generi un allarme così profondo senza solide basi?
Possibile che il Ministro degli Esteri ignori quali siano queste basi?

Purtroppo la risposta ad entrambe le domande è un rotondo sì, per cui resteremo nel dubbio. Nel frattempo eviteremo l'Andino, l'Atlantis, Unicentro, Usaquen etc etc etc: no creo en las brujas, pero que las hay las hay.




Un saggio invito




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Coi piedi per terra


Riporto da uno dei miei blog preferiti (che a sua volta riprende un altro blog nordamericano) :

Neil Cavuto, conduttore di "Your World" su FOX ha iniziato la sua intervista ad Álvaro Uribe con la seguente domanda: "Lei crede che Chavez sia pazzo?".

Sulle prime Uribe non ha capito (forse per l'inverosimiglianza della domanda stessa) tant'è che Cavuto ha dovuto ripetere aggiungendo il sinonimo più scolastico, "crazy".

La risposta di Uribe viene descritta come "uno schiaffone in faccia": "No. Ah, mis cusi. NOn può fare questa domanda ad un presidente che è presidente di una nazione sorella del Venezuela. Colombia e Venezuela sono nazioni sorelle. Abbiamo una fratellanza storica. Abbiamo un rpesente in comune e naturalmente abbiamo bisogno di un futuro assieme. Riguardo al Venezuela posso ammettere solo espressioni amichevoli."

Non succede spesso, ma stavolta mando i miei complimenti al Presidente Uribe.



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giovedì 21 settembre 2006

ItaliaColombia a Civitavecchia

La nave scuola colombiana ARC Gloria ha lasciato ieri il porto di Civitavecchia. Era arrivata per inaugurare la "festa dei due mari di mezzo" (il Mediterraneo ed il Mar dei Caraibi) organizzata nell'ambito del Programma Italia - Colombia. La nave se ne va, ma restano tre mostre.

Come apprendiamo dal sito del Comune di Civitavecchia, la prima mostra riguarda il pittore colombiano Pedro Nel Gómez (già fiorentino d'adozione) sul quale potete consultare on line lo splendido libro di Villegas Editori; la seconda esposizione è una raccolta fotografica dedicata ai pescatori Wayuu del Caribe; terza manifestazione una mostra sull’emigrazione italiana in Colombia con immagini che testimoniano lo sbarco di italiani al Puerto Colombia alla fine del secolo scorso e degli anni ’50.

La distanza da qui (Bogotà) a Civitavecchia mi impedisce di verificare in prima persona: come sarebbe bello che capitasse su questa pagina un lettore tirrenico e ci commentasse le tre mostre...

Ringrazio Àlvaro Duque di "Vivir en una bota" per la segnalazione e TRCgiornale per la fotografia.



Aria di Montagna

Sei e venti del mattino. Il sole è già alto, ma i cerros orientales coi loro tremila metri ancora tengono in ombra buona parte della città.

Ma... cos'è quella striscia nera sopra le case?

E l'aria pura di montagna?


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mercoledì 20 settembre 2006

6 - 4 - 1

Sono stato stamattina in ambasciata. Prima di entrare, ho aspettato una mezz'oretta seduto sul muretto davanti all'entrata principale: la giornata era meravigliosa, il cielo blu, un bel calduccio ed un sole che ancora non bruciava (erano le 8 e mezza del mattino).

La strada non é troppo trafficata, e ad ogni auto che passa posso dedicare un po' d'attenzione. noto quindi che la prima a passarmi di fronte è un grosso fuoristrada, guidato da una signora; di seguito ne passa un altro, e poi un'altro ancora.

Alla sesta 4x4 consecutiva, penso che ci scriveró un post - ma il meglio doveva ancora venire.

A rompere la serie dei gipponi é infatti una BMW nuova fiammante; due minuti dopo, un'altra , poi un'altra, ed un'altra ancora: quattro BMW una di seguito all'altra, in dieci minuti (tutte guidate da maschi tra i 30 ed i 50 anni).

L'undicesima macchina é una "normale" Renault Megane tre volumi.



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martedì 19 settembre 2006

La "minaccia" paramilitare: rischio ed opportunità

"Non vogliamo che continuino a sterminarci poco a poco senza dire nulla, il nostro silenzio deve diventare un solo grido" (Lisardo Domicó, ONIC). "Durante un sit-in sotto l'ambasciata colombiana siamo stati filmati e fotografati. In seguito, la nostra sede è stata "visitata" da qualcuno interessato soprattutto agli hard disk. E dopo le minacce dei paramilitari [...] il nostro sito è stato misteriosamente oscurato" (Giuseppe De Marzo, ASud).

Si prepara così la Missione Internazionale di Verifica voluta dall'ONIC (Organización Nacional Indigena de Colombia) per verificare la "grave crisi umanitaria e di diritti umani dei popoli indigeni colombiani". Da oggi
e per dieci giorni rappresentanti di parlamentari, ONG e media di paesi sviluppati percorreranno il Cauca, il Cesar, il Guaviare in cerca di informazioni di prima mano che non abbiano passato il "filtro rosa" del Governo.
Ci sarà anche un italiano, Giuseppe De Marzo, dell'associazione ASud (il cui sito é ancora "fuori onda", o almeno così m'è parso), già attiva in Ecuador ed in Bolivia negli anni scorsi.

L'obiettivo della Missione è produrre un rapporto che poi possa essere discusso in Europa e negli Stati Uniti durante un road show di sensibilizzazione sul tema (i dettagli in questo lungo comunicato). L'ONIC sa bene che la "carta internazionale" è fondamentale: é ben difficile che la questione indigena sia sollevata dai media o dal Governo colombiano, che non hanno nessuna voglia di immischiarsi nel sistema di potere della selva, nella violenza degli espropri e nella ragnatela della coca e del narcotraffico.

Sul Manifesto dell'altro ieri, Geraldina Colotti pubblica un articolo basato sulla minacciosa mail di un sedicente gruppo paramilitare inviata al Colectivo de Abogados José Alvear Restrepo; il testo completo della minaccia - in spagnolo - é qui. Sgrammaticata, poco diplomatica (chi se l'immagina i veri paramilitari affermare esplicitamente che Uribe è il loro "leader massimo"???), adolescenziale, non somiglia alle altre comunicazione con cui le AUC o le loro cellule urbane dichiarano obiettivi militari.

La minaccia - però - è comunque presente: la pratica di eliminare fisicamente i "terroristi" (e vi s includono anche le ONG, grazie anche a dichiarazioni poco felici dello stesso Uribe) è ancora in voga ed il binomio "paramilitare in azione" e "poliziotto voltato dall'altra parte" funziona da decenni - ancor più oggi, che le AUC sono state "sdoganate" dalla legge cosiddetta di "Giustizia e Pace".

Non credo però che succederà nulla alla "carovana" delle ONG, per il semplice motivo che accà nisciun'è fesso: se qualcuno torce un capello ad uno straniero, i media ed il Governo dovranno dedicare attenzione al tema; se invece la missione passa liscia, se la caveranno con un trafiletto ed in pochi giorni (uno o due, come avvenne addirittura per i cinque indigeni uccisi ad Agosto) tutto torna come prima.




lunedì 18 settembre 2006

Soñar no cuesta nada - recensione


Di come un film di buona fattura tecnica ma scarsino da ogni altro punto di vista possa diventare il successo dell'anno in Colombia .

Tre anni fa, un pattuglia dell'Esercito scoprì - in piena selva - un deposito di denaro delle FARC. Contro ogni regolamento - ma seguendo alla lettera i dettami della "viveza" colombiana o della "furbizia" italiana - decisero di spartirsi i circa 35 milioni di Euro e di non dire niente a nessuno. Superato il problema del trasporto di tali quantitá di denaro negli zaini d'ordinanza, ebbero maggiori difficoltà a nascondere il balzo del loro stile di vita: da 400.000 pesos a 400.000 dollari c'è una differenza evidente anche all'occhio meno attento.

Questa è la trama: una storia vera, che di spunti comico/drammatico/sociologici ne offrirebbe davvero tanti. Eppure il film scorre senza punti alti lungo un percorso di luoghi comuni, conflitti prevedibili e sogni che davvero non costano nulla: la redenzione di una prostituta, una 4x4, bei vestiti e bei ristoranti.

Spettacolare successo di pubblico e critiche entusiaste (basti vedere che ne pensano del film i lettori di questa pagina): la produzione cinematografica colombiana è così scarsa che spesso basta mostrare una storia locale filmata in modo decente per sfondare il botteghino.

Garantito quindi che il regista Rodrigo Triana (a sinistra nella foto tratta da Eskpe.com) arriverà al suo terzo lungometraggio. Speriamo che approfitti di questo privilegio per darci un film un po' più bello: soñar no cuesta nada.



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sabato 16 settembre 2006

Puzza di bruciato

Una umile coppia con bambino all'Hotel Tequendama (1) viene avvicinata da una signora che si spaccia per medico statale e chiede loro di passargli la bimba per un "controllo vaccinazioni"; loro gliela passano (2). La signora si allontana, i due si disperano: gli hanno sequestrato la bimba! Un equipe di Caracol Televisión passava da quelle parti (3) e decide di seguire il caso. Radio, TV e giornali si lanciano sulla storia, che occupa percentuali bulgare del prime time (4). Le telecamere dell'hotel - con una definizione eccezionale (5) hanno ripreso il volto della malvivente: scatta la caccia all'uomo. Un taxista chiama (6) La stazione TV (7) e dice:"quella donna l'ho portata a Cedritos". I genitori disperati stampano un volantino (8) e vanno in quel quartiere del Nord a cercare la bimba; Canal Caracol li accompagna (9) ed incentra l'edizione della sera su questo episodio. Intanto si scopre dal circuito chiuso della stazione dei bus (10) che la signora é andata ad Armenia. Lí si ospita in una epnsione (11), che lascia per andare a comprare il latte per il bimbo. non torna, ma chiama l'hotel (12) per avvisare che lei è la sequestratrice che cercano a Bogotà, e che il bimbo é in camera. Chiude il cerchio sua mamma, che la denuncia (13) e la consegna alla polizia.

Ogni numero della storia qui sopra corrisponde ad una stranezza. Tredici sono troppe, ancor di più in un momento in cui serve distrarre l'opinione pubblica ed offrire esempi di efficienza delle forze dell'ordine. Sospetto un falso.



venerdì 15 settembre 2006

La Baranda

In pieno Chapinero, ad un passo dalla Carrera Séptima, La Baranda è un petit théâtre che merita una visita - non foss'altro che per godersi l'ambiente del ristorante.

Sono ventun'anni che La Baranda propone ai bogotani il suo mix di teatro, beneficenza e diffusione culturale: fondato nel Gennaio del 1985 è una delle istituzioni della città in campo culturale. La grande casona anni '50 si affaccia su di una gradevole piazzetta, che a sua volta sbocca nella trafficatissima Carrera 7ª.

Al primo piano, il ristorante bar é la prima sorpresa: un ambiente piacevole, ben arredato, che invita alla conversazione prima (o dopo) dello spettacolo. Candelabri, lampade art nouveau, tavolini e sedie in ferro battuto ed un pavimento in legno dell'epoca creano un'atmosfera rilassata ed allo stesso tempo stimolante, che s'adatta bene tanto al brusio degli spettatori in attesa d'entrare quanto al silenzio che accompagna gli spettacoli.

La sala si trova al secondo piano, ed è stata ottenuta unendo tre stanze della vecchia casa: una è riadattata a palcoscenico, le altre due accolgono le 60 sedie (circa) della platea. Sala e palco sono minuscoli, indicati solo per piccole piece, monologhi o cabaret - che di fatto compongono gran parte del cartellone.

Non ci sono parcheggi in zona, per cui vi consiglio di andare in taxi. Se proprio volete andare in auto, dovrete fidarvi del parcheggiatore che - di solito - staziona proprio all'angolo.


Teatro La Baranda
Carrera 6 No. 54-04
Tel: 2353708



Una signora qualunque

Maria Isabel Santos Caballero non è colpevole di riciclaggio di denaro sporco. Lo ha stabilito il massimo tribunale penale argentino; anzi - per essere precisi - ha confermato che l'intero processo é da ritenersi nullo.

La Signora María Isabel in verità si chiama Isabel Henao, colombiana, giunta a Buenos Aires coi due figli nel 1995, due anni dopo la morte di suo marito, Pablo Escobar Gaviria.



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Gli ultimi saranno i primi


La Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale hanno eletto Alberto Carrasquilla Ministro dell'Anno in America Latina.

Sarà perchè è l'ultimo che gli dà retta?



giovedì 14 settembre 2006

Llamame Peroni...


...serè tu cerveza.

SAB Miller - che acquistando Bavaria si é aggiudicata un monopolio sul mercato colombiano - approfitta di questa posizione di favore per "testare" Nastro Azzurro in America Latina.

Il lancio - limitato a Bogotà, Medellìn e Cartagena - si é basato su outdoor che riportavano solo la parola "Peroni" e la dicitura "Made in Italy". Questa semplicità (unita alle capacità di PR del monopolista della birra in Colombia) hanno generato una certa curiosità, che i potenziali consumatori correranno a sfogare nelle prossime settimane.



É 'na Camboggia

Così si dice(va?) a Roma - con le regolari due "g" - per intendere "è una situazione di grande confusione", un casino. Forse da oggi in poi dovremmo inziare a dire "è 'na Colombia".

I portavoce della Campagna Internazionale contro le mine antiuomo (qui l'articolo pubblicato su El Tiempo) hanno comunicato l'hit parade 2005: il primo posto va alla Colombia che per la prima volta supera - appunto - la Cambogia. Con 1.100 vittime (tra morti e feriti) supera anche l'Afghanistan e segna un record nazionale: dalle 52 vittime del 1999 il balzo in avanti è impressionante.



martedì 12 settembre 2006

Colombia numero uno

In questa splendida foto di Peter Doucet (questo il suo blog) gli istanti finali della maratona femminile ai mondiali di pattinaggio di Corea 2006.

Questa gara la vincerà Cecilia Baena e la sua medaglia d'oro sarà la 15ª per la Colombia - abbastanza per laurearsi Campione del Mondo.

La seguono nel medagliere la Corea del Sud (padrona di casa) ed in terza posizione l'Italia.



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Il cinema Lux


Il Cinema Lux - riconoscibile dalla galleria, ancora attrezzata, è diventato un parcheggio coperto da 400 pesos per quindici minuti (o frazione).
La fotografia di Orlando Gomez è tratta dal suo blog, 2600metros.



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XIV vertice dei Non Allineati


Ieri, 11 Settembre, è iniziato a L'Avana il quattordicesimo vertice dei Paesi Non Allineati. La Colombia manda il VicePresidente Francisco Santos, che trova un messaggio di pace di Raul Reyes, portavoce delle FARC.


Dal messaggio finale mi aspetto - come minimo - che mi spieghino rispetto a che cosa non siano allineati.


Nell'attesa, eccovi alcuni link sul tema:

- Maurizio Campisi, sul suo AmericaLatina, con un rimando al sito ufficiale;
- Antonio Pagliula, su Vero SudAmerica;
- un post molto esteso di ElioLibre su Notizie dall'Impero;
- e per finire un accenno su Argentina, di Manlio Masucci.




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lunedì 11 settembre 2006

Un altro 11 Settembre


Un anno fa, veniva ucciso in Colombia Maurizio Maria Bisignano, 29 anni. Lo hanno ritrovato dopo quasi 30 giorni, in una buca, con addosso una mimetica. Una storia tragica di violenza e perversione.

Non gli hanno dato neppure il tempo di scendere dall'aereo. Secondo l'inchiesta di Semana, i suoi "amici" lo aspettavano all'aeroporto ed erano già pronti al "colpo": un piano semplice ma condito d'incredibile crudeltà - fa quasi male descriverlo. Bisignano era già stato a Barranquilla, con Arturo López Castro - un colombiano conosciuto in Italia qualche mese prima.

Proprio Lopez Castro lo aspetta all'aeroporto, accompagnato da due altri "amici". Invece di portarlo in città vanno in direzione di Cartagena, si fermano ai piedi della sierra ed iniziano a camminare in salita. Non sappiamo cosa gli avranno raccontato per non fargli sospettare la trappola; a quanto pare a Maurizio piacevano le "avventure" e non dev'essere stato difficile inventarsi una storia credibile.

Alle 11 di sera, arrivano. Ed invece dell'avventura, Maurizio trova una pala, un piccone e due buche. I tre si rivelano: non amici ma assassini.

Lo costringono a spogliarsi, e bruciano tutti i suoi vestiti, bagagli e documenti nella prima buca, la più piccola. Salvano solo le carte di credito e di debito, obiettivo finale della banda. Costringono Maurizio a rivelare i codici e poi gli passano un paio di pantaloni ed una giacca, entrambi simili ad una divisa di campagna dell'esercito.

"Mi lasciano andare", deve aver pensato Bisignano. Invece lo colpiscono; lo incatenano; gli mettono in bocca una palla antistress, gli coprono la testa di scotch, lo gettano nell'altra fossa e lo seppelliscono. Vivo.

È difficile raccontare un storia come questa. Fa male pensare che un essere umano sia capace di tanto; ci piace associare l'aggettivo "umano" ad altre qualità. Purtroppo anche la ferocia fa parte della nostra palette di comportamenti.

Tornati in città, i tre cominciano a ritirare i risparmi della loro vittima. Se ne accorgono in Italia, ma è lo stesso carnefice - Lopez Castro - a scrivere mail alla famiglia con la sua versione dei fatti: l'hanno drogato, è andato a stare con la guerriglia, dove è diventato un leader militare. L'estratto conto - però - parlava di ritiri al centro di Barranquilla. La famiglia non si beve la storia dell'"amico" ed iniziano le indagini.

Il piano (far credere che Bisignano fosse stato sequestrato dai paramilitari, e magari poi offrirsi come intermediario per il riscatto e "scoprire" il malcapitato) fallisce e i tre vengono catturati.

Intanto, Maurizio è morto.




Dietro l'ambulanza



"[Noi colombiani] siamo gli unici che ci accodiamo dietro un'ambulanza in un ingorgo"


Sábados Felices, Canal Caracol, 9 Settembre 2006



domenica 10 settembre 2006

Corferias


L'arco di Corferias (la "Fiera di Bogotà") l'8 Settembre del 2006, durante l'edizione annuale della Feria del Hogar. Sullo sfondo, i cerros orientales.


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sabato 9 settembre 2006

D'interesse locale


Una buona notizia per gli Italiani residenti a Bogotà: Del Vecchio (marca locale di formaggi italiani) ha appena lanciato una linea di mozzarelle!

Finora ci sono due presentazioni: bocconcini e mozzarella "monoblocco". Non le ho ancora provate, ma oggi stesso passerò al negozio della Calle 53 per fare il primo acquisto - seguito a ruota da una recensione per Bogotalia!

Ad ogni modo, dal primo assaggio alla "Feria del Hogar", mi pare che siamo molto vicini alle marche commerciali italiane, quelle che si trovano - per intenderci - al supermercato: un po' sciapette, ma con la consistenza e la "sugosità" giuste per prepararsi un bel panino o una caprese...



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È ufficiale: Sabas Pretelt in Italia


L'annuncio di Bogotalia del 16 giugno è finalmente diventato una verità ufficiale: proprio ieri Uribe ha "unto" Sabas Pretelt de la Vega e lo ha spedito sulle rive del Tevere, a rappresentare la Colombia presso l'Italia, la Grecia, San Marino e Malta (ma non presso la Santa Sede: un'altra poltrona a Roma fa sempre comodo, molto più di una ad Atene...).
Li vediamo qui a destra, nella foto dell'SNE, nel momento del giuramento. Tanto è contento Sabas di lasciare le patate bollenti colombiane che la mano giurante gli si dispone in forma di OK.

Questo minuscolo ritaglio del quotidiano economico La Republica lo elegge "Personaggio del Giorno" e gli dedica il seguente testo: "L'ex Ministro degli Interni e nuovo ambasciatore di Colombia in Italia [...[ riceverà un caldo omaggio organizzato dalla direzione di FENALCO, associazione che ha presieduto per diversi anni. Giusto riconoscimento."

Ancor più piccolina - ma leggibile con un po' di sforzo - la riproduzione dell'invito: una caricatura (benevola) dell'ex-ministro ed il seguente testo (nel quale ho rispettato le maiuscole originali):" COLOMBIA E ITALIA sono due punti molto distanti che SABAS PRETELT DE LA VEGA unirà come Ambasciatore".



giovedì 7 settembre 2006

Ancora un falso attentato

Pare che l'autobomba esplosa il 1º di Agosto scorso - ed inclusa dal Governo in una "ondata di terrorismo" precedente all'insediamento di Uribe - sia stata preparata da ufficiali dell'Esercito in combutta con un "desmobilizado" delle FARC.

Prima di commentare questa notizia (e le modalità della sua diffusione) devo chiedere scusa ai lettori per aver precipitatamente attribuito quell'attentato alle FARC; meglio avrei fatto ad esmprimere da subito i dubbi sulla sua autenticità (pubblicati 5 giorni dopo in questo post). Non credevo possibile si arrivasse a tanto; quel primo d'Agosto è morta una persona e sono stati feriti 10 militari - non è uno scherzo, neppure per un militare col pelo sullo stomaco....

Oltre a quell'episodio, la banda dei militari (sarebbero quattro) si è inventata anche alcuni ritrovamenti d'esplosivo nei mesi di Luglio ed Agosto: se togliamo questi eventi, l'"ondata" del Governo si riduce a poche gocce.

Difficile commentare un fatto del genere. O forse troppo facile: siamo di fronte al braccio armato dello Stato (l'Esercito), quello che - se vince la guerra civile contro le FARC - riconquisterebbe il monopolio della forza nel Paese. L'Esercito colombiano fa da guardia del corpo a narcotrafficanti (e non esita a sterminare un corpo d'elite della Polizia per difenderli, come nel caso Jamundì), organizza attentati fasulli, tortura e "sparisce" (verbo che qui è diventato transitivo: l'hanno sparito, si dice), uccide civili e li veste da guerriglieri per incassare il "premio d'abbattimento": proprio un bel biglietto da visita.

Ma anche le modalità di diffusione di questa storia degli attentati "inventati" merita un commento.

Il primo ad alzare il velo è stato El Tiempo. L'unità investigativa del quotidiano aveva qualcosa per le mani, e stava per pubblicare l'articolo sulla pagina web quando - sorpresa - il Ministero della Difesa convoca una conferenza stampa (assolutamente fuori programma) ed il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito legge questo comunicato e si ritira senza rispondere ad alcuna domanda.

Riassumendo:
1) El Tiempo ottiene prove e testimonianze sul caso
2) decide di pubblicare la storia (domani sull'edizione cartacea, oggi stesso in linea)
3) qualcuno avvisa il Ministero della Difesa
4) Il Ministero della Difesa convoca una conferenza stampa ed ha la sfacciataggine di dire "il Paese deve (sic) esser certo que saremo i primi a comunicare (fatti come questi) all'opinione pubblica".

Un po' di spezie colombiane: il ministro della Difesa è Juan Manuel Santos, azionista de El Tiempo e suo vicedirettore per dieci anni: abbastanza per lasciarsi alle spalle una buona rete di informatori...

Come non pensare che il Ministero sapesse della partecipazione dei militari (quattro ufficiali, non reclute qualsiasi)? Come non pensare che la decisione di "rivelare" il caso sia nata solo per non essere anticipati dalla stampa? Se così fosse (e non dovrebbe essere complicato verificarlo), come non aspettarsi un editoriale de El Tiempo che chieda le sue dimissioni?

Amanecerá, y veremos. Nel frattempo, il Canal Caracol nel suo telegiornale non ha dubbi: gli ufficiali volevano mostrare l'efficienza dell'Esercito (ben intenzionati, quindi) ed incassare i premi previsti per gli attentati sventati. Neppure per un momento si solleva l'ipotesi che la loro intenzione fosse quella di creare un cliema di tensione prima dell'insediamento, per poi far incassare ad Uribe un altro "successo" della sua politica di "Sicurezza Democratica". Non un accenno - poi - al fatto che El Tiempo fosse al corrente del caso: il Generale Montoya è presentato come il "buono" della situazione, che umilmente si presenta di fronte alle telecamere per denunciare le mele marcie.

Uno scandalo nelllo scandalo.



Benito Uribe


Ecco un esempio di come si crea la leggenda mussoliniana del "se solo Uribe lo sapesse".

La Republica - quotidiano economico dei paisa, i milanesi colombiani - titola così: "Uribe rivedrà le imposte all'industria grafica". Fin qui, nulla di grave: ogni capo del Governo ha diritto di toranare sui suoi passi.

Ma - ed ecco il problema - l'articolo inizia così:"Avvisato dei danni che l'estensione dell'IVA a libri e riviste [...] potrebbe causare alla cultura, il Presidente delle Repubblica Álvaro Uribe si è mostrato disposto a rivedere questi aspetti della finanziaria".

Il nostro Uribe ignorava - poverino! - che gravare d'IVA libri e riviste avrebbe portato aad una diminuzione delle vendite... Ma certo - oh, anima beata! - come poteva anche solo sospettarlo... Ma - benedetto uomo! - appena l'hanno informato ha promesso di prendersi cura di noi! Grazie, grazie, grazie... se solo Uribe sapesse di tutti in nostri problemi! Ma glieli tengono nascosti!!!

Naturalmente, al responsabilità è tutta de La Republica: nessuno le ha impedito di titolare "Uribe fa un passo indietro" e di spiegare come - passo a passo - l'intero progetto di riforma tributaria sta franando sotto la pressione dei vari gruppi di potere.



mercoledì 6 settembre 2006

Sabas Pretelt scade nel 2009?

La rivista Semana pubblica un'inchiesta di difficile comprensione ma interessante per noi italiani.

È difficile capirla sia perchè la metodologia resta oscura, sia perchè mancano ancora 4 anni alle prossime elezioni presidenziali: ha senso iniziare a parlare di candidature?

È invece interessante perchè ne emerge che il candidato più quotato tra i conservatori è Sabas Pretelt de la Vega, prossimo ambasciatore colombiano a Roma. E questo nonostante che il suo grande risultato in tre anni da Ministro degli Interni sia stata la Legge di Giustizia e Pace...

PS: sono già tre i lettori che giungono a Bogotalia cercando notizie su Sabas Pretelt: si vede che la notizia ha iniziato a circolare anche in Italia.




Carlos Castaño


Era il capo delle Autodefensas Unidas de Colombia, i paramilitari. Ora è uno scheletro sbattuto in prima pagina su tutti i giornali. L'ha mandato ad ammazzare il fratello, forse perchè insisteva troppo sull'importanza - per i paramilitari - di non diventare semplici narcotrafficanti.

Sul tema, vi segnalo un articolo di Blog Americalatina.



martedì 5 settembre 2006

Noche de lobos - Recensione

"L'incapacità di affrontare pubblicamente i fatti del Palazzo di Giustizia è la proiezione di questo carattere infame del quale fino ad oggi non si è riuscito a disfare quel settore dei dirigenti nazionali che crede fermamente nel terrore e nella violenza come tattiche per sconfiggere i nemici che (di volta in volta) s'inventano".

Così Ramòn Jimeno, nel prologo a questa seconda edizione rivista di "Noche de Lobos - Una investigación sobre los hechos del 6 y 7 de noviembre en el Palacio de Justicia". Sono passati più di 20 anni da quei giorni del 1985 e solo oggi pare esista la volontà politica di individuare i responsabili della tragica reazione dei militari.

Ma andiamo in ordine.

Sei di novembre del 1985; mancano pochi minuti a mezzogiorno. Tre automezzi (tra cui un camion) zeppi di guerriglieri dell'M-19 sfondano la sbarra del Palazzo di Giustizia; dalla prima auto partono i colpi che uccidono le due guardie armate dell'ingresso, mentre dal camion scendono una ventina di uomini e donne che s'impadroniscono del piano interrato. Gli occupanti del fuoristrada che chiude la colonna - una volta entrati - si chiudono la porta alle spalle, e restano dentro con centinaia d'ostaggi.

Inizia così la "toma del Palacio de Justicia", in pieno centro di Bogotà - dirimpetto al Parlamento, a fianco della storica "Casa del Florero" ed a pochi metri dalla Cattedrale. Doveva essere la risposta militare dell'M-19 alla farsa dei colloqui di pace; poteva essere l'occasione di dimostrare l'efficacia del Governo e dei Militari colombiani nella gestione di una crisi. Si risolse invece in tragedia, con la morte di cento persone, la decapitazione del potere giudiziario, la distruzione del Palazzo ed una scia di misteri ed insabbiamenti da far invidia alla nostra Ustica.

Le Forze Armate (ed il presidente Betancur) decidono di reagire militarmente e mandano i carri armati a riconquistare il Palazzo palmo a palmo. La priorità è sconfiggere i sovversivi ed a suggerire tattiche prudenti no basteranno neppure le vite degli ostaggi: decine di questi verrano uccisi dagli stessi militari.

Il libro (edito per la prima volta a 4 anni dai fatti) é coraggioso, asciutto e ben documentato. Solo pochi giudizi sfuggono all'evidente sforzo dell'autore per contenersi e rimanere "giornalisticamente imparziale". Si sente comunque che dietro il lavoro d'indagine e redazione ci sono la passione e lo spirito civico di un colombiano che al futuro del suo paese ci vuole ancora credere.


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Noche de Lobos
di Ramón Jimeno
Edizioni: Folio Ediciones
Prima edizione: 1989
Questa edizione rivista: 2005



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lunedì 4 settembre 2006

Centro Cultural del Gimnasio Moderno

Forte di quasi 600 posti (numerati e ban ampi), il Centro Cultural del Gimnasio Moderno è uno dei grandi teatri di Bogotà.

Il Gimnasio Moderno occupa l'isolato tra le Carreras 11ª e 9ª e le Calles 74 e 75 fin da quando - nel 1919 - questa zona era in aperta campagna e non - come oggi - nel cuore della città degli affari.
Il complesso è formato da una decina di edifici: biblioteca, scuola elementare, media e superiore, piscina, palestra multidisciplinare ed il Centro Culturale (nella foto a destra, tratta dal sito della scuola). Lo stile "scozzese" e gli ottant'anni di storia fanno del Gimnasio un'isola architettonica così unica da essere stata dichiarata "monumento nazionale" nel 1995.

Il centro culturale sorprende per proporzioni ed organizzazione: somiglia all'aula magna di un'università; si usa probabilmente più per eventi accademici che teatrali, tanto che - per dire - non esiste un botteghino vero e proprio.
Grazie alla forma allungata della sala, i 572 posti numerati distribuiti tra platea e galleria godono di ottima visibilità; l'acustica poi è meglio di quanto la struttura "a capannone" in mattoni e cemento possa far pensare.


Centro Cultural del Gimnasio Moderno
Calle 74 entre Cra. 11 y Cra. 9
tel (+57 1) 540 1888
http://www.gimnasiomoderno.edu.co/centrocultural/index.htm



sabato 2 settembre 2006

Alitalia a Bogotà


Io ci ho messo un po' a trovarla; per spirito di servizio (verso gli Italiani a Bogotà o chi ci viene in vacanza, come Paoliño) vi dico dov'è.

La nostra compagnia di bandiera è rappresentata da Strategic Travel, un'agenzia che sbriga pure le faccende locali di Czech Airlines, LOT ed Air Namibia. Chi sperava di vedere le insegne tricolori all'ingresso di un lussuoso ufficio nel Chicò dovrà seriamente riconsiderare l'importanza della Colombia per l'Italia, e ripetere cento volte "La Colombia non è l'Argentina, la Colombia non è l'Argentina"...

Superato il primo trauma post-coloniale, l'agenzia pare tutto sommato efficiente.

Ecco l'indirizzo:

Strategic Travel
Agente Alitalia per la Colombia
Calle 100 nº 19 - 61
Oficina 1101
Telefono 6356915 / 16

Ci si arriva percorrendo la Calle 100 dall'Autonorte in direzione Est (verso i cerros); c'è un parcheggio a pochi metri, sulla Carrera 19 appena svoltato l'angolo.

venerdì 1 settembre 2006

OLA a Millicom

Unico partecipante all'asta dopo il ritiro di Digicel, Millicom torna al mercato colombiano della telefonia mobile come salvatore di OLA, l'impresa delle municipalizzate di Bogotá e Medellín. Non pare possibile che affronti ad armi pari i giganti (América Móvil e Telefónica) e dimostra lo scarso interesse internazionale per il mercato locale.

Per poco meno di 480 milioni di dollari, i lussemburghesi di Millicom si portano a casa il 50% (più una) delle azioni di OLA, terzo operatore mobile colombiano fondato tre anni fa da EPM (Empresas Públicas de Medellín) ed ETB (Empresa de Teléfonos de Bogotá). Si conclude così la caccia al "socio strategico" intrapresa dal management locale una volta verificato che il prezzo da pagare per creare una marca di valore nel mobile era ben piú alto di quanto potessero permettersi.

Ora passa a Millicom il testimone, e la sfida di portare il bilancio di OLA verso il nero dopo le perdite di un centinaio di milioni di dollari dell'anno scorso. Dalla loro hanno una buona conoscenza del mercato colombiano: furono soci di Celcaribe fino al 2002, anno in cui vendettero a Comcel (dei messicani di América Móvil), impegnato a costruirsi la rete nazionale. Millicom è anche specializzata in mercati "poveri": le sue principali operazioni sono Guatemala, Pakistan, Honduras e Cambogia.
Da ieri, la Colombia diventa il loro mercato principale, almeno per numero di clienti (due milioni e mezzo). Da vedere resta se il loro basso ARPU (Average Revenue Per User) - causato anche dalle folli promozioni degli inizi - si potrà elevare a sufficienza. Ci penserà Mario Zanotti, Vice Presidente per l'America Centrale, conosciuto in Italia come direttore generale di Tele2.

Tra i vari articoli apparsi sulla stampa colombiana, vi segnalo la copertura molto completa de El Colombiano, come sempre più approfondita di quella de El Tiempo.



Bogotà è una città violenta?


Sì, ma probabilmente meno (ed in modo diverso) di quanto si pensi.

Se la Colombia è in guerra e Bogota è la capitale, figuriamoci che casino ci sarà.

Sbagliato.

La guerra civile colombiana si svolge - almeno militarmente - in campagna e nella selva, comunque lontana dai principali centri. Paradossalmente, il Putumayo è lontano da Bogota quanto l'Iraq da Washington. Non è sempre stato cosi: non più di 10 anni fa, Medellin era al centro di violentissimi scontri, e tutta la Cundinamarca (la regione che circonda il Distrito Capital) era contesa tra l'Esercito e le FARC. Secondo molti analisti, buona parte della fortuna elettorale di Uribe dipende dall'aver "protetto" le grandi città e le principali vie di comunicazione terrestri dalla guerra, "contenuta" in zone meno popolose e soprattutto meno visibili.

Bogotà oasi di tranquillita, dunque? Non esageriamo. Diciamo piuttosto che non è un altro pianeta rispetto a San Paolo, Città del Messico o Buenos Aires - tutte capitali violente nonostante non ci sia la guerra, dove ti puo capitare di tutto e dove la vita vale spesso meno di un'automobile o di un orologio.

Qui (come nel DF da almeno dieci anni) va di moda il paseo milionario: uno va in giro tranquilamente in taxi finche il tassista non prende una strada secondaria, rallenta fino a fermarsi e fa salire tre complici. Due dei signori - piu o meno armati - prendono posto ai fianchi del malcapitato ed iniziano a minacciarlo di morte (l'uno) ed a tranquillizzarlo (l'altro) dicendogli che vogliono solo i suoi soldi. La modalità (da cui l'espressione "paseo", passeggiata) prevede una peregrinazione di bancomat in bancomat fino ad aver esaurito il limite giornaliero di tutte le carte di credito e debito della vittima. L'orario più a rischio è dopo le 11 di sera, visto che dopo la mezzanotte si resettano i contatori e si puo far fruttare doppio la giostra.

Qui (come a Buenos Aires) non è raro che un'automobile ti tagli la strada e ne escano tre o quattro incappucciati che - armati fino ai denti - ti consigliano caldamente di proseguire a piedi. Non è dato sapere quanto spesso capiti, visto che sui giornali eventi del genere non vengono neppure riportati in quanto ben al di sotto della soglia d'interesse, ma se solo io ho sentito di una mezza dozzina di casi in un anno deve trattarsi di un fenomeno importante.

Qui (come a Rio de Janeiro) circolano personaggi esperti in seduzione ed in sedazione, che possono offrirti sei drink "puliti" e nel settimo mettertici una dose di "comesichiamina", che ti fa diventare una specie di pupazzo ai loro ordini - ordini il piu delle volte mirati a ripulirti dei tuoi beni più preziosi in modi dei quali non avrai alcuna memoria.

Qui (come a Roma) esistono schiere di pittoreschi personaggi che passano la vita a cercare polli da spennare, e che appena adocchiano un turista lo abbordano con dubbiose credenziali per chiedergli di produrre la "carta del turista", e di fronte all'ingenuo diniego del malcapitato si offrono gentilmente di portarlo all'ufficio preposto che - guarda caso - è proprio dietro l'angolo e - guarda caso - è molto scuro all'entrata acciocchè non ci si avveda della mazzata che ci dà il benvenuto al club degli ingenui lasciati in mutande.

Qui (come a San Paolo) - dopo qualche settimana di studio delle tue abitudini - ti possono addirittura sequestrare e vendere poi al miglior offerente: le FARC (se sei "scambiabile"), i Paramilitari o le gang specializzate.

Qui (come a Roma, sul 64) i palpeggiamenti sul Transmilenio non cercano solo malintesa seduzione ma anche ben mirata appropriazione dei beni altrui, specialmente di quelli custoditi in tasche posteriori o borse a tracolla.

Qui (come nelle ville del Nord) casa tua è tua solo finchè un gruppetto di delinquenti più o meno avanzati tecnologicamente non decide di farcisi un giretto e di portarsi via come souvenir il tuo stereo, il tuo PC ed i tuoi risparmi, magari lasciandoti qualche ricordino lamettuolo sul viso.

Ma allora... Chi fosse gia stato in un'altra capitale latinoamericana cosa troverebbe di nuovo a Bogotà?
Certamente una cultura del divertimento molto piu "etilica" che - unita al machismo tipico del colombiano medio - è alla radice di una percentuale impressionante degli omicidi e delle risse violente che ogni fine settimana insanguinano la citta.
Anche certe forme di terrorismo urbano (le autobomba, per esempio) sono molto piu frequenti - per quanto siano rare quelle che si spingono fino ai quartieri del Nord, protetti dalla polizia e dall'esercito (oltre che dalle decine di migliaia di vigilantes privati di aziende, negozi e condomini).
I sequestri poi se è vero che avvengono anche altrove qui sono ancora considerati normali, al punto che per andare oltre il trafiletto di cronaca locale e necessario che il movente sia politico, la vittima straniera (o facoltosa) o le modalita particolarmente spettacolari.

E per concludere, niente scampagnate: fuori - ve l'ho detto - c'e la guerra.