domenica 29 ottobre 2006

Aria di Montagna - II

Ecco una possibile spiegazione per il fenomeno "aria di montagna", già segnalato da Bogotalia.

L'immonda cappa di inquinamento che saluta le mattine bogotane dipenderebbe - in gran parte - dalla qualità del diesel utilizzato dal traposto pubblico (e privato - ma solo quello commerciale, visto che di auto diesel in Colombia non ne circolano).

L'articolo de El Tiempo sul tema suggerisce un rapporto tra il tema "qualità del combustibil" e le scelte di Ecopetrol - che infatti si sarebbe impegnata a ridurre il contenuto di Zolfo a livelli dignitosi entro il 2010. Per maggior chiarezza, riporto la mia versione:
- Ecopetrol concentra i suoi sforzi sulla produzione di combustibile per l'esportazione, che serve a portare dollari in Colombia
- il diesel per il mercato interno non è una priorità perchè si vende in pesos; oltretutto, è l'unica che lo rifornisce, per cui può permettersi di vendere qualsiasi "monnezza"
- la scelta tra maggiori profitti da un lato e clamoroso inquinamento dall'altro è presto fatta: che saranno qualche migliaio di morti in più di fronte ai cinque mila miliardi di pesos di profitti dell'anno scorso?

lunedì 23 ottobre 2006

Sicilia e Colombia

Perso su una provinciale tra Siracusa e Caltagirone pensavo con un sorriso alla domanda di un amico catanese.

"Davvero Sicilia e Colombia sono simili, in termini di sicurezza?"

In mezzo ad un nebbione spaventoso, abbandonato dagli (inesistenti) cartelli stradali, circondato dal nulla delle campagne siciliane ero tutto sommato tranquillo. Al massimo - se per dire buchiamo - ci toccherà passare la notte in macchina. In Colombia avrei temuto per la mia vita: ecco la differenza.

martedì 10 ottobre 2006

Sistema Paese II

Dopo aver subito un trattamento cafone e maleducato dalla centralina denunce del Bancomat, il Lunedì m'ha portato un ulteriore dose di servizievole sfottò.

La storia è sempre quella: il Bancomat scaduto. Ieri (lunedì) ho chiamtao il Numero Verde della banca; in mano avevo la carta, la lettera d'accompagnamento ed il cedolino col codice segreto. Ero pronto.

- "Sono Cognome, posso esserle utile?"

Come uno scolaretto alla prima interrogazione (perchè così siamo abituati ad essere serviti, in Italia) recito la storia, come mandata a memoria: mi è arrivata la carta scaduta, qui dice 07/06, come faccio ad averne una nuova e per favore spiegatemi cosa è successo...

- "Mi dia il suo codice personale"

Guardo il cedolino: sotto "codice personale" riporta i 5 numeretti magici che aprono gli sportelli Bancomat e li fanno sputare banconote - il numero che non rivelerò mai.

- "Non basta se le do il numero di carta, o il mio numero di conto?"

- "No guardi, mi serve il suo codice personale, quello che le hanno dato per fare operazioni telefoniche"

Capisco che si tratta di un malinteso (o meglio: di un serio problema del sistema bancario, che chiama tutto allo stesso modo...) e spiego che detto codice telefonico mi è stato assegnato 15 anni fa e che non l'ho mai usato.

- "Ah"

C'è disprezzo, in quella sillaba. E nel silenzio che la segue immagino gli occhi volti al cielo e - miracolo - qualcosa che muove a compassione la signorina Cognome.

- "Guardi che le carte bancomat non scadono mai"

- "Ma come" - mi sento forte nel mio concreto argomento - "la mia dice 07/06"

- "Quello" - colpo di scena - "è un codice, non una data"

***

Ieri stesso ho usato la carta, ed i soldi sono venuti fuori. Aveva ragione Cognome: lo 07/06 (che fin dalle elementari mi avevavo insegnato che vuol dire Luglio del 2006) quando è riportato su un Bancomat non significa nulla - è solo un codice. E mi sono chiesto:
- perchè potendo scegliere tra infinite combinazioni di numeri e lettere la mia banca ha messo sul mio Bancomat una combinazione mese/anno, e proprio nella stessa identica posizione in cui le carte di credito riportano la scadenza???
- perchè la signorina Cognome, amareggiata antipatica e disumana non mi ha detto subito che i Bancomat non scadono ed ha ritenuto di dovremi prima sottoporre al rito vessatorio della richiesta di una password iniziatica?
e soprattutto:
- in un'economia dei servizi (dal verbo "servire", checchè se ne dica) che speranze abbiamo noi italiani?

lunedì 9 ottobre 2006

Sistema Paese

Con grosse difficoltà, ero riuscito ad ottenere che la mia banca mi mandasse il Bancomat nuovo a casa dei miei a Roma: quello vecchio l'avevo perso (probabilmente in Colombia, ma chissà).

Arrivo ed - effettivamente - trovo la carta. Con un certo disappunto (@#%&$£!!) mi rendo conto che è già scaduta da tre mesi. Incredibile: mi hanno mandanto il nuovo Bancomat già scaduto.

Chiamo la banca ma siccome è venerdì e sono passate le 18 mi risponde un simpatico nastro con l'accento milanese che mi rimanda a lunedì mattina. Io però voglio sapere subito cos'è successo e cosa si può fare e chiamo il numero dello smarrimento, unico segnalato come 24/7 sulla lettera d'accompagnamento.

Scelgo l'opzione a toni che meglio s'addice alle mie necessità ("per parlare con un operatore premere 5") e mi risponde un N.N.:

- "ha smarrito una carta bancomat?"
- "no" - dico - "mi hanno inviato una carta scaduta e vorrei sapere cosa posso fare"
- ...

Il silenzio dall'altro lato continua.

- ...

Mi ha passato all'operatore addetto al tema, penso. Ingenuo.

- ...

La realtà si rileva nella sua crudezza: mi ha semplicemente attaccato il telefono in faccia. Così. E magari era pure stizzito. Attacco anch'io e vedo nubi scure sul futuro del Paese.

venerdì 6 ottobre 2006

Problemi europei

All'arrivo allo Charles de Gaulle, l'aereo ha vagato per almeno un quarto d'ora prima di fermarsi in mezzo ad uno sperduto piazzale: "non c'è posto per noi" ci comunica sconsolato il pilota.

Cinque minuti dopo, la lieta sorpresa: "Abbiamo trovato posto vicino all'aeroporto". Proprio così: trovare parcheggio vicino all'aeroporto ormai è una buona notizia anche a bordo di un aereo...

Mattatoio Pereira

La strage continua nella città più violenta del mondo.


Ho ripreso pari pari titolo e sottotitolo di un servizio di Pianeta Dimenticato, programma di Radio1 RAI dedicato al Sud del mondo. Ve ne consiglio l'ascolto, e mi domando: come mai si parla più dello "sciopero delle gambi incrociate" che di quello dei lavoratori di Ecopetrol?

Ringrazio Vivir en una bota per la segnalazione.

Hostess e commissari

Come al solito, il primo contatto col primo mondo sono le hostess e gli assistenti di volo; e raramente è un contatto piacevole.

Il mio volo Air France non é l'eccezione. Le signore sono asciutte, nervose, cortesi a fatica. L'incontro ravvicinato avviene con l'addetta al mio corridoio.

"Could I have more coffee", chiedo. Di fronte all'infastidito "sure" ed al sorriso tirato mi chiedo se non avrei dovuto aggiungere "please". Lei avrà 30, 35 anni: magra, capelli a caschetto, la pelle rovinata e coperta da abbondante trucco.
"And could you please take away my..."... Come si diceva vassoio in inglese?? Sorrido e me la cavo con un "...this thing, how do you call it...". "Tray" - dice seccamente - e se lo porta via.

Mentre medito sul simpatico ed anche umano scambio appena avvenuto mi accorgo che è sparito il portamine col quale sto annotando il libro di Guido Piccoli! Corro dietro al carrello e lo raggiungo quando già è in coda. Spiego alla signora a caschetto cosa è successo e lei inizia a trattarmi come una fastidiosa eccezione alla sua impeccabile routine di "servizio". Dopo un'iniziale resistenza, accede alla mia richiesta di cercare tra i vassoi appena ritirati. Comincia a tirarli fuori, uno ad uno, con movimenti bruschi. Cerco di spiegarle che posso riconoscere i miei resti (cosa ho mangiato e cosa no) ma lei non mi fa caso e continua a strappare vassoio dopo vassoio finchè non fa cadere a terra una tazzina ancora piena di caffè. A questo punto il suo nervosismo oltrerpassa la soglia di tollerabilità e lei si fa indietro e mi dice - senza guardarmi negli occhi, e riattandosi la gonna - "continui lei a cercare se vuole", in un inglese misto a francesse che tradisce il suo stato d'animo.

Never mind", e mentre faccio per andarmene (rinunciando al diletto portamine nero Faber Castell senza clip) mi si avvicina il superiore, che mi offre una penna promozionale di qualche hotel; non accetto perchè - gli spiego - mi serve una matita. "Ma era di valore?", mi domanda - e mi sento come un indio al quale offrono specchietti; "no" dico "ma era una matita e mi serve una matita". Pare capire, e fruga nel taschino interno della divisa: "here you are" - l'accento è stranamente tedesco - e quella che ha in mano è stranamente un'altra penna. Sembriamo personaggi di uno sketch di Totò: "pencil", "here", "no pen, pencil", "what?" e così via.

Non accetto la penna e torno al mio post. Annoto per un po' il libro con una bic, poi ritrovo il portamine: non era finito sul vassoio, ma sul sedile vicino.

Lo nascondo per paura di essere deportato all'atterraggio.

mercoledì 4 ottobre 2006

Bogotalia, con l'accento sulla "tàlia"

Da oggi e per qualche giorno sarò in Italia. Il ritmo di pubblicazinoe ne soffrirà, a meno che non m'inventi qualche pezzo da inviato al contrario....



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lunedì 2 ottobre 2006

Rafael Venegas


Le opere di Rafael Venegas esposte all'Istituto ItaloLatinoAmericano di Roma. Foto tratta da La Opinión.


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domenica 1 ottobre 2006

È record

Medellin festeggia 96 ore senza omicidi.

Si sono conclusi ieri quattro giorni consecutivi senza morti ammazzati : le autorità festeggiano (almeno secondo Caracol Radio).



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