domenica 28 gennaio 2007

Colombia connection

L'"Ambasciatore" d'Italia . Così titola la rivista Cambio (di proprietà della Casa Editorial El Tiempo), e per fortuna mette le virgolette: non si tratta infatti del nostro rappresentante diplomatico ma di un connazionale che ha portato - secondo Cambio, s'intende - un po' dello stivale in Colombia.

Si tratta - udite udite - di Mario Scaramella, sedicente professore, agente segreto, esperto ambientale, presidente di ONG, inviato della CIA e - unico incarico accertato - consulente della Commissione Mitrokin.

Il curriculum vitae è così confuso e difficile da verificare che in molti ancora oggi si domandano chi sia realmente. Di certo sappiamo dove si trovi: a Regina Coeli (Roma) accusato di traffico internazionale d'armi.

Qui in Colombia, lo Scaramella ha tenuto alto il nome del Paese: millantatore? Sbruffone? Ammanicato? Furbo? Ammaliatore? Disonesto? Ipocrita?

Un "Ambasciatore" d'Italia!

4 commenti:

o-lu ha detto...

Es posible que los italianos sean los mas habiles en descrestar calentanos! :)

Annalisa ha detto...

Certo che tra lui e Mancuso che bella fama...che ci rimane poi Pavarotti?

pazzo-col ha detto...

Dai ragazzi, non possiamo pensare che tutti gli Italiani in Colombia sono mafiosi, e come pensare che in Italia i Colombiani sono tutti delinquenti..io non ci sto...

doppiafila ha detto...

*** o-lu: que es exactamente un calentano??? :-)
*** Annalisa: punterei piuttosto su Laura Pausini.. :-(
*** Pazzo-col: purtroppo dobbiamo portare questa croce (di mafiosi)= come i colombiani portano quella di narcotrafficanti... Strano piuttosto che da allora (quando ha pubblicato quest'articolo) Cambio non abbia mai più parlato di questo signore: ma come, qualche mese fa era così importante da andare in prima pagina e fino ad oggi silenzio? Mah...