giovedì 11 gennaio 2007

Las cartas del gordo

Dago García ed il suo "combo" affinano la loro arte e ci regalano un lungometraggio divertente, emozionante e - pensa un po' - colombiano (nonostante non si parli nè di sequestri, nè di terrorismo, nè di droga, nè...).

Carlos Julio (el Gordo) e Alfredo Rangel (el Flaco) sono amici fin da bambini; li unisce la passione per il calcio, ma con la differenza che il Gordo é una "chocha" (schiappa) mentre il Flaco è così bravo che finisce per giocare nel Boca Juniors di Buenos Aires. A Carlos Julio non resta quindi che seguire l'amico per televisione, millantando coi vicini ed amici del quartiere un'amicizia che - a dire il vero ha sofferto un po' la distanza e la differenza di stili di vita (Carlos Julio infatti è rimasto a Bogotà, a prendersi cura della parruccheria di famiglia).

Quando "el Flaco" è già pronto a trasferirsi in Italia (eh sì, siamo la mecca del calcio...) una lesione gli guasta la festa. Dopo l'operazione, a Bogotà, la carriera è finita ma ricomincia l'amicizia con el Gordo, tra battute, assistenti procacione, depressioni, allegrie e ricadute.

La storia non è questo granchè, nè per originalità nè per colpi di scena (peraltro quasi del tutto assenti). Neanche la morale vale come punto forte del film: la combinazione di un vero amico fa di tutto per te-ti perdona qualsiasi errore-è sempre lì quando ne hai bisogno con i soldi non fanno la felicità-è meglio la vita semplice di un barbiere che la fama effimera di un calciatore è come minimo scontata.

Eppure, il film è godibile. John Mario Rivera, il protagonista, è un eccelente attore: tempi da commedia, emozioni credibili su tutti i registri, una colombianità popolare che piace, piace, piace a tutti. La fotografia (dello stesso Vasquez che co-dirige con Dago García) è di alto livello, e mostra una Bogotà trasfigurata che da sola vale il film. Le canzoni originali (e la bella voce di Diana Angel) sottolineano i momenti giusti, gli altri attori fanno la loro parte senza esagerare, l'ambientazione è equilibrata ed efficace... insomma, un eccellente lavoro d'equipe di Dago e Co.: i 9 lungometraggi realizzati in dieci anni (un record assoluto per la Colombia di tutti i tempi) si sentono.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Penso un pò- colombiano!
Tan raro, verdad? Tan raro que algo bonito pueda ser colombiano.

Sono nata in Colombia. Vivo in Sicilia. Attenti a voi! Tra narcotraffico e mafia, non sono la persona giusta da far arrabbiare, ma certamente quella più che giusta su cui gravare ogni tipo di pregiudizio che riguardi entrambe le culture.

Scrivo solo per sfogo.

Solo para decir que no aguanto mas. Non ne posso più di sentire gente che mi chiede se Bogotà è fatta di capanne di fango, se la droga si compra al supermercato. Non ne posso più di sentire gente che mi chiede se a Catania bisogna camminare con il portafoglio stretto al petto e vestire sempre di nero.

Ed ecco qui. Sono siculocolombiana e con tale orgoglio e patriotismo che spesso il cuore mi scoppia.

So che non frega a nessuno, ma io intanto urlo "el amor de mi tierra".

Y muchas gracias a Usted.

doppiafila ha detto...

Cara anonima, é un piacere ricevere questo tipo di commenti, ed in particolare il tuo. Siamo d'accordo sul tema (credo): che noia i preconcetti, i pregiudizi... peccato che la conoscenza (quella vera) sia cosí difficle... parlando di paesi e popoli, non c'è altro cammino che il cambio di vita: chi é disposto a cambiare vita - completamente - solo per poter parlare con proprietà di un paese?? Conosco altri siculo-colombiani... chissá che non ci conosciamo (fuor d'alias, voglio dire)!
Saluti, doppiafila

peps ha detto...

Scusate per l'intromissione...ma siamo stati attratti...parlo al plurale perchè siamo un bel pò...un "parche siculo-colombiano e affini" =)
Per puro caso, una volta tanto, invece di entrare direttamente nel nostro blog digitando sulla barra il sito internet abbiamo cercato su google (per semplificare)e ci siamo imbattuti in questo post.
Siamo rimasti stupefatti dallo scoprire che esistevano altri siculo-colombiani...anche se noi lo siamo in modo diverso...
Mi spiego: siamo un gruppo di amici che studiano a Pisa...siciliani, colombiani e per così dire "affini"...ed ovviamente ci influenziamo a vicenda...si parla spagnolo, "cachaco", "costeno" siciliano ed un pò di pugliese eheheh.
Comunque...quello che scrive è uno dei siciliani e per di più il "primiparo"...mi riferiscono di specificare "il più attivo nel blog" =)...un blog nato per le distanze che a volte sono lunghe e non e frequenti e non...forse sembro un pò contraddittorio, ma il succo è che è nato per rimanere in contatto ovunque ci troviamo...ma questo non interessa...anche perchè (come possiamo tutti immaginare) le vite non sono così movimentate e quindi chi trova qualcosa che possa interessare tutti, lo posta...

Mi dispiace ma avete "beccato" la persona del gruppo che si dilunga più spesso su cose inutile eheheh.
Scusate, ma risulto anche logorroico a volte...

Sono qui per dire che ci ha fatto sorridere il commento dell'"anonimo", in quanto siculo-colombiani...e condividiamo (anche se non del tutto).

Ognuno di noi, ogni giorno, grida: "el amor de mi tierra" che a poco a poco sta diventando..."nuestra tierra"...
Chiudo anche io con "muchas gracias a ustedes"...ma proprio tutti...che ci avete fatto notare di non essere i soli...

doppiafila ha detto...

Ciao Peps, che bella sorpresa! Saluti a tutti i siculo-colombiani e arrivederci/rileggerci presto! Doppiafila