giovedì 8 febbraio 2007

Tassisti

La gente è gentilissima, da queste parti. Nei rapporti tra amici, in quelli di servizio o in azienda l'amabilità non manca mai. C'è un'eccezione: i tassisti. Freddi, riservati, sospetti. Al punto che...

I viaggiatori per affari si vantano di poter conoscere un popolo dalle poche persone con le quali entrano in contatto: personale di terra delle aerolinee, maitre d'hotel e - naturalmente - i tassinari. Questo potrebbe essere vero a Buenos Aires, dove rubicondi signori coi baffoni cominciano a man¡gnificarti le lodi dei porteños appena abbassano la bandiera; oppure a Roma, in particolare quando - a fine corsa - dimostrano la straordinaria creatività che i locali applicano all'arte di fregare candidi turisti; o a Milano, città di imprenditori automuniti del trasporto pubblico et esperti commentatori delle vicende di Piazza Affari.

A Bogotà, però, i nostri "viaggiatori" prenderebbero una cantonata: sali su un taxi e sei in un altro mondo. Fino allo sportello giallo sei in America Latina, e la gente ti sorride. Dentro, lotti per la tua vita. E non mi riferisco solo al "paseo milionario": sono i gesti, l'apparenza e l'atteggiamento del tuo autista temporaneo che ti fanno paura.
Ci sono eccezioni, per carità: ma il brutto è che si notano immediatamente. Ho preso molti taxi in questi anni, e non ricordo più di cinque occasioni in cui mi abbiano rivolto la parola. In due di queste, l'hanno fatto per chiedermi se ero "gringo" - curiosità che mi ha preoccupato vieppiù. Gli altri tre "gentili" erano - e questo la dice lunga - tra i più anziani, quasi a suggerire che il problema siano le nuove leve: quelle che sembrano composte da cloni, per tanto sono simili tra loro persino fisicamente.

Io credo che dietro i taxi bogotani ci sia una mafia (ben) organizzata. Che un unico gruppo di "boss" gestisca un traffico di licenze e permessi (veri o falsi), e che decida chi può (o non può) guidare un auto gialla a Bogotà. Che questo gruppo piazza i suoi protetti dietro il volante, tollerando i vecchi del mestiere ma tenendo fuori gli esterni. Che - magari - il canale sia stato sfruttato per re-inserire nella società un gruppo (grosso) di paramilitari smobilizzati.

Non ho prove e non ho mai sentito dire nulla del genere, nè da amici nè sulla stampa. Ma voglio lasciare prova datata che il vostro umile Doppiafila aveva intuito qualcosa...

2 commenti:

Die ha detto...

Guarda sono pienamente d'accordo ma non riesco comunque a recriminare questo atteggiamento visto che le strade di bogota, sopprattutto la notte, sono piene di balordi ... piuttosto mi sorprende vedere sempre piu donne al volante dei taxi essendo comunque un lavoro "pericoloso" ...
mi dissocio pero dell'ultima affermazione, quella sul paramilitarismo, anche se a dir la verita non mi era neanche passato per la mente ...
Saluti Doppia, aspetto ancora tue notizie per la pìzza e birra, quando vuoi nè!

Camminare domandando ha detto...

Ho praticamente appena scoperto questo blog...e ne approffitto er farti i complimenti. Sei una voce importante per capire la Colombia attuale. Tornerò a trovarti spesso.