giovedì 29 marzo 2007

Lettera di Francisco Santos al Corriere della Sera

Il vice-presidente della Repubblica colombiana, sull'onda dell'interessamento di Veltroni alla vicenda Betancourt, scrive al Corriere della Sera. La lettera è stata pubblicata il 21 Febbraio scorso. Di seguito, il testo completo.

Caro Direttore

Ho letto con molto interesse sul Corriere della Sera di domenica scorsa la lettera del sindaco di Roma, Walter Veltroni, in merito ai sequestri in Colombia ad opera delle Farc.

Apprezziamo molto — e ne siamo grati al sindaco — l’interesse dimostrato e la voglia di sensibilizzare gli italiani in relazione a questi abusi, nonché agli atti terroristici dei gruppi armati illegali subiti dalla popolazione colombiana.

Allo scopo però di avere una percezione giusta e concreta dell’argomento, è di grande importanza rilevare che le Farc (le cosiddette Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) non hanno soltanto sequestrato Ingrid Betancourt cinque anni fa. Prima che il nostro governo riuscisse ad ottenere la più alta riduzione della pratica dei sequestri nella storia del Paese, le stesse Farc sono state responsabili di più di 2.000 sequestri tra uomini, donne e bambini.

Per questo motivo sarebbe idealmente necessario estendere l’iniziativa del sindaco Veltroni — che ha annunciato l’intenzione di tornare a esporre la foto di Ingrid Betancourt in piazza del Campidoglio — a tutte le altre persone imprigionate in modo illegale e brutale, alcune di esse già da più di otto anni. Perché l’obiettivo deve essere la restituzione immediata ed incondizionata da parte delle Farc di tutti gli ostaggi.

Desidero inoltre rilevare che questo argomento è in diretto rapporto con l’opportuno allarme lanciato di recente dal ministro dell’Interno italiano, l’onorevole Giuliano Amato, il quale metteva in risalto l’enorme incremento della domanda di cocaina in Italia. La coltivazione e la commercializzazione della coca costituiscono la prima fonte di finanziamento delle Farc (il sequestro è la seconda).

Soltanto due settimane fa alcuni giornali in Italia illustravano come veniva acquistata e venduta la droga per le strade delle principali città del Paese. Desidero dunque ringraziare il sindaco Veltroni per il suo appoggio alla nostra causa e alla nostra richiesta di una responsabilità condivisa nella lotta contro il consumo delle droghe.

Dobbiamo chiudere tutti gli spazi possibili ai narcotrafficanti, ostacolare drasticamente la loro attività e perseguire incessantemente i patrimoni illeciti, frutto del loro commercio. Bisognerebbe inoltre persuadere i consumatori, affinché capiscano che ogni grammo di cocaina che viene consumato in Italia — come pure in qualunque altro posto del mondo — contribuisce ad incrementare il potere economico dei gruppi terroristici e facilita il sequestro e gli altri atti criminali che vengono commessi contro la popolazione civile.

Distinti saluti,

Francisco Santos Calderon

Vicepresidente della Repubblica di Colombia

1 commento:

AnnalisaM. ha detto...

Che io sappia le FARC controllano solo le fasi preliminari del processo produttivo della cocaina e cioè la tassazione ai contadini come del resto fanno con tutti gli altri prodotti, la fase finale del commercio vero e proprio è in manoa i paramilitari, non è così Sig. Santos?