giovedì 29 marzo 2007

Ma che fa, signor Generale?

Dopo un articolo del Los Angeles Times che - citando fonti CIA - puntava il dito contro l'attuale Capo dell'Esercito Colombiano e lo accusava di collaborare coi paramilitari, Uribe ha chiesto le prove, il ministro della Difesa pensa di denunciare il giornale americano ed il Generale Montoya - il diretto interessato - ha reagito in modo più incredibile e quasi farsesco.

Un elefante in una cristalleria; un adolescente in sicuro; Rip Van Winkle. Uno qualsiasi di questi personaggi di fantasia avrebbe potuto farlo, ma lui no. Il Generale Montoya è il Capo di Stato Maggiore dell'esercito colombiano, l'arma più grande ed importante di un paese in guerra civile, destinatario di centinaia di milioni (di dollari) in aiuti USA e spesso accusato (e condannato) per violazioni dei diritti umani.
Lui non avrebbe dovuto fare una cosa del genere. Ci si immagina che per arrivare così in alto abbia dovuto fare almeno un corso di comunicazione, ed abbia dovuto sviluppare quel minimo di rispetto per l'intelligenza altrui che aiuta a tarare le proprie attività in modo che risultino - quanto meno - non offensive. Ci si aspetterebbe che lui più d'ogni altro sappia gestire una voce o un articolo di giornale che accusi la sua arma: in fondo, che non siano 300,000 santarellini lo sanno tutti, ed alui si chiede solo di non dirlo mai esplicitamente.

Invece il signor Montoya Uribe, nato un 29 di Aprile a Buga (Valle), titolare di un master in Alta Direzione (!) e già addetto militare presso l'Ambasciata colombiana di Londra, riesce a sorprenderci con una manovra che persino due secoli fa sarebbe apparsa sospetta.

Vediamo i fatti.

Domenica 25 Marzo il Los Angeles Times pubblica un articolo in prima pagina intitolato "Capo dell'Esercito colombiano associato a milizie criminali". Un rapporto CIA - fatto filtrare al giornale californiano - sosteneva che Montoya aveva collaborato coi paramilitari nell'Operazione Orión, ovvero la liberazione della "Comuna 13" di Medellin dalle guerriglie della FARC e dell'ELN.

Le prime reazioni del Generale non sono male: l'intervista che rilascia a caldo ai media colombiani è composta, e pare azzeccato il riferimento ad un particolare inverosimile del rapporto inviato alla CIA (ovvero che Montoya abbia addirittura firmato un documento assieme al boss paramilitare della Comuna 13). Anche il dialogo con Yamid Amat è ben condotto, al punto che un buon consigliere avrebbe suggerito al Generale di lasciare il resto alla corta memoria dei giornali locali. Averceli, i buoni consiglieri...

Martedì 27 Marzo, appena due giorni dopo, il Generale arriva alla "Comuna 13" (nella foto qui a sinistra) ed in una scuola del quartiere Independencia trova una massa festante ad accoglierlo. Alcuni leader sociali del settore gli consegnano una targa di ringraziamento per averli liberati dalla guerriglia. Una trentina di minuti dopo, esce tra due ali di bambini festanti (foto di Èdgar Domìnguez, da eltiempo.com) che - secondo El Colombiano - hanno "superato il cordone di sicurezza per poterlo toccare".

Di seguito, alcuni piccoli dettagli riguardanti questa "celebrazione":

- è stata convocata dall'Esercito Colombiano e non - come ci si sarebbe aspettati - dagli abitanti della Comuna 13;
- Montoya ha detto che l'evento era stato organizzato 20 giorni prima, ma il signor Vargas della Junta de Acción Comunal locale candidamente confessa a El Colombiano: “l'Esercito ci ha detto ieri che il Generale sarebbe venuto, ed assieme abbiamo organizzato la cosa";
- tre ore prima dell'incontro, si sono visti soldati appendere ai lampioni cartelli di ringraziamento al Generale - e se lo dice El Tiempo, della famiglia del Ministro della Difesa, siamo costretti a crederci...
- due ore prima, secondo l'agenzia IPC, pick up dell'esercito percorrevano la zona in cerca di partecipanti ai festeggiamenti. La signora Maria Quiñones avrebbe detto, prima di accedere all'auditorio: "Non so chi sia questo Montoya, ma spero che in questa riunione mi diano un mano perchè sono molto povera". Ana Barrientos, anche lei all'oscuro dell'identità del festeggiato, sperava di ricevere un po' di cibo.
- oltre alle pick up dell'Esercito, l'organizzazione dell'evento ha utilizzato anche i mezzi di trasporto delle ditte "Bellanita" e "Tax & Col", entrambe sospettate di vincoli coi paramilitari.






2 commenti:

Flavio Ferrari ha detto...

Meu amigo... ler um texto deste tamanho em italiano, nem se você usasse saia ...
Mas que o cara é uma anta, isso é.

doppiafila ha detto...

Je je je... de qualquer maneira, obrigado pela boa vontade!!! :-) Um abraço