martedì 17 aprile 2007

Pablo Escobar è vivo

Pablo Escobar è vivo e si fa ancora rispettare all'interno del gruppo. Sarà per la sua forza fisica, per il suo ruolo di "maschio dominante", o per l'ambiente - tanto diverso da quello di un tempo da far desiderare una guida sicura e stabile, ma ancora oggi Pablo è il leder indiscusso degli ippopotami della hacienda Nápoles.

Lo dimostra l'articolo di José Alejandro Castaño, inviato speciale de El Tiempo a Puerto Triunfo: due immensi animali africani hanno seguito per oltre duecento chilometri la corrente del Río Magdalena ed ora si trovano nei pressi di Barrancabermeja. Le storie di incontri notturni con questi "tronchi animati dalla bocca enorme e dalle piccole orecchie" si sono moltiplicate per settimane, fino al punto in cui le autorità hanno cominciato a prenderle sul serio ed a cercare spiegazioni.

Pare che i due siano parte del gruppo di ippopotami importati da Pablo Escobar per il suo eden personale di Puerto Triunfo, la hacienda Nápoles di circa 3,000 ettari. Morto il Capo, zebre, giraffe, elefanti e leoni sono caduti vittima delle malattie, dell'età e della violenza dei carcatori di tesori che hanno razziato per anni la proprietà in cerca dei tesori nascosti dai narcos per affrontare gli anni di vacche magre. Frustrati dall'esito delle ricerche, è probabile che si siano consolati dedicandosi al safari, chiudendo così il ciclo di vita di quegli sfortunati animali.

Gli ippopotami, però, si sono adattati così bene al clima caldo ed umido del Magdalena da sopravvivere in libertà per tutti questi anni. Pare che abbiano mantenuto intatte anche le logiche del branco: i due maschi "migratori", infatti, li avrebbe espulsi espulsi dal gruppo il maschio dominante (chiamato Pablo Escobar in omaggio al vecchio padrone), in un tradizionale invito a cercarsi le proprie donne - ed a lasciar perdere le sue.

Poverini: fino ad ora hanno trovato solo pescatori impauriti e veterinari impreparati.



PS: della rovina delle proprietà dei cartelli del narcotraffico ha parlato anche Omero Ciai sul supplemento dominicale di Repubblica, una decina di giorni fa.
L'articolo lo trovate sulla rivista virtuale, a partire dalle pagine 50 - 51 (la foto a sinistra è l'illustrazione che apre il servizio).
Anche lui parla degli ippopotami, e prosegue a descrivere l'evoluzione dei cartelli del traffico di droga dai tempi delle mega organizzazioni (Cali, Medellín) fino alla rete di mini strutture di oggi.

2 commenti:

Señorita Decente ha detto...

hola... supe de tu blog por el de victor solano y solo queria felicitarte por llegar tan lejos.

Diego ha detto...

Incredibile sprecare 300 ettari di terra, che il governo colombiano non é ancora stato capace di ridistribuire, poi questi poveri animali estirpati dalla loro terra madre per soddisfare i desideri capitalisti di un uomo considerato un mito qui in Colombia, ma altri non é che un assasino, narcotrafficante e spudarato uomo con troppo potere, ma anche uomo di grande intelligenza (non si puo negare).

Fuori tema: che ne pensi delle parole di Gustavo Petro? accuse pesanti e giuistificate ... o no? mah ...
pd: ti ho lasciato un messaggio in gmail. leggilo please!