mercoledì 9 maggio 2007

Cooperazione e luoghi comuni

"Diciamo che l'Italia destina alla Colombia 10 milioni di Euro. Di questi 10 milioni, 8 si spendono per i viaggi, stipendi e bonus di un mucchio di cooperanti italiani (da alti funzionari burocratici disoccupati, in abito Armani, a backpackers disposti a passare due anni d'avventure ai tropici). Arrivano, ci guardano dall'alto in basso, alzano la voce, danno la ricetta della soluzione e dopo un po' di tempo tornano in Penisola (o in Scandinavia o nella campagna francese, è lo stesso) accompagnati da una bella mulatta colombiana".

Chi scrive è Hector Abad Faciolince, nel suo commento settimanale su Semana. Abad Faciolince è uno degli scrittori di maggior successo degli ultimi tempi: il suo libro "El olvido que seremos" - sulla morte violenta del padre - è stato uno dei best seller in Colombia.

Il brano riportato in apertura fa parte di un discorso più ampio, che si conclude con una domanda: quando la smetterà, la Colombia, di mendicare aiuti all'estero? Aldilà del tema e del mondo in cui lo affronta Abad, a me interessa la costruzione dell'immagine italiana all'estero.

Noto quindi tre classici: l'abito Armani (eleganza), il ritorno in patria con la locale sedotta (latin lover, Italians do it better) ed il vizio di parlare a voce troppo alta.
Ma c'è anche una new entry: si accenna ad un giovane italiano avventuroso (il backpacker, per capirci), giramondo. Di solito questo ritratto lo trovavo associato ai tedeschi o agli olandesi.

Il tono però lo danno i classici: seduttori, eleganti e spocchiosi.

8 commenti:

winke ha detto...

beh, sarà pure uno degli scittori di maggior successo ma non brilla certo per originalità dato che lo sanno anche i bambini che nel mondo del III settore c'è un magna magna da paura, ha scoperto l'acqua calda il nostro amico...e farei un appello all'Italiano cooperante freakkettone che ha fregato la donna al buon Hector di non farci fare più brutte figure in giro por el mundo..

Die ha detto...

Da non tener conto, commenti basati su uno stereotipo TIPICO dell'italiano, anche poco originale volendo ... Doppia, sicuro di non voler niente dall'Italia? un ricordino dell'Inter Campione? ,,, anche perche chissa quando si rivedranno scene del genere nèh ...

doppiafila ha detto...

Die, ti ringrazio per la gentilezza. I ricordini dell'Inter campione mi stuzzicano, ma... li prendo quando vado in Italia, l'anno prossimo (tanto si ripete, che ti credi!! :-)
Saluti, e a rivederci a Bogotá

Nikita ha detto...

Ormai si fanno riconoscere ovunque con le solite tre caratteristiche, abbastanza vergognoso.

hombrepepe ha detto...

Hey hey, calmi. Mica siamo tutti così. Io in Colombia ho avuto solo una ragazza e nn ho mai fatto il cascamorto con nessun'altra, seppure ero rikiestissimo, uahuahauhauh. Inoltre nn sn un frikkettone, nn sn ricco... beh, sì però sn un grande amatore... Ops! Ehehe, ciao.

doppiafila ha detto...

winke: in effetti, non mi pare che l'articolo di Faciolince sia destinato a cambiare il mondo (nè la nostra conoscenza del medesimo). Io lo leggo come manifestazione di un orgoglio nazionale (dove l'attacco al'italiano medio è solo incidentale).
Nikita: è sempre un piacere averti da queste parti.
hombrepepe: benvenuto su Bogotalia! Ho visto che hai lasciato altri commenti - che bello! Più commenti lasci(ate), più sono contento (casomai interessasse...)

hombrepepe ha detto...

Grazie del benvenuto doppiafila e complimenti per il blog. Fare informazione a 360° sulla Colombia è proprio un'ottima cosa. A presto, ciao.

Anonimo ha detto...

Salve, mi chiamo Valentino e grazie a Dio non tutti gli italiani si comportano così, io ho apprezzato tanto la Colombia con i suoi colori, i suoi profumi e principalmente per l'energia positiva che la gente trasmette, il calore umano che le persone sprigionano, fattori, dai quali, dovremmo imparare molto. E tutto ciò mi ha permesso anche di conoscere e di innamorarmi perdutamente di una bogotana "doc" :-) la mia dolce Jolie che certamente non ho "portato" con me in Italia come un "trofeo" da esibire o come una conquista da ostentare. Che poi, molti italiani, purtroppo, da quelle parti spesso si comportino come degli emeriti zotici anche questo è innegabile. Complimenti sinceri per il blog e un saluto colmo di amore e sconfinato alla mia dolce sposita :-)))