sabato 23 giugno 2007

Bogotá su Internazionale

Antonio Pagliula di VeroSudAmerica mi segnala che nel numero in edicola di Internazionale (22/28 Giugno) c'è un articolo su Bogotá.

Rigiro ai lettori italiani, augurando buona lettura ed invidiandoli un po': sul web l'articolo non c'è...

Grazie Antonio e... se qualcuno avesse commenti sul servizio sarebbe un piacere ospitarli in questo post. Buon weekend.

8 commenti:

loupsos ha detto...

Avevo gia pensato di mandarti l'articolo in pdf. Se ci riesco, lo faccio domani. Ciao

doppiafila ha detto...

Grazie caro, articolo ricevuto e post in arrivo!
Un abbraccio, doppia

Mara ha detto...

Mara

Complimenti per l tuo blog, per l'intelligenza e l'equilibrio con cui scrivi e per la scrittura stessa. Ho il dubbio che tu sia un giornalsta professionista ma francamente non mi risulta che in Italia ci sia nessuno così competente sulla Colombia e così piacevole nel modo di raccontare, anche quando quel che racconta non è affatto piacevole.

doppiafila ha detto...

Ciao Mara, grazie mille per i complimenti. Spero che il blog ti sia utile e che continuerai a visitare (ed a commentare). Saluti, Doppiafila

Anonimo ha detto...

Mi è utilissimo, grazie. Quando hai tempo mi piacerebbe conoscere la tua opinione sull'intercambio umanitario (o mancato intercambio) di Uribe con le farc nell'era pre-Sarkozy. A tuo avviso è mancata completamente una volontà del presidente di arrivare al canje o una parte di responsabilità è anche delle farc? Altra cosa: da cosa credi che dipenda il rilascio della Betancourt a breve? Grazie.

Mara

Mara

doppiafila ha detto...

Ciao Mara, per incredibile che possa sembrare, credo che Uribe si sia veramente "messo nelle mani di Sarkozy", negoziando come unico elemento sicuro dell'accordo (con la FRancia) l'inclusione di una menzione nel comunicato del G8... Ad Uribe sarebbe piaciuto ottenere di più, ma - per somma d'ingenuità - non è andata così. Risultato: Granda libero e le FARC alla ribalta internazionale... peggio di così!
Quanto all'era pre-Sarkozy, mi pare che lui abbia scelto tre strategie con i tre gruppi "alzados en armas": accordo totale con i paramilitari, negoziazione con l'ELN (che va avanti ormai da anni, e potrebbe persino portare alla liberazione dei loro sequestrati) e linea dura con le FARC. Non credo abbia mai veramente cercato lo scambio con loro. se gli riuscirà il gioco - ovvero: se le ELN liberano i loro ostaggi - dimostrerà che la "colpa" del non-scambio umanitario è solo delle FARC.
Sul caso Betancourt, la vedo grigia: speriamo solo che non cerchino di liberarla con le armi.

Anonimo ha detto...

Ma i paracos gli si stanno rivoltando contro, quindi l'accordo totale fa acqua pure quello......e sulla linea dura con le Farc concordo con te (pur sapendone molto meno) ma mi pare che anche loro non ce l'abbiano messa tutta, prendi la bomba all'Università. La smilitarizzazione di Pradera y Florida perché è così importante? Persone di lì mi dicono che è un vero e proprio corridioio della droga. Grazie Dopia, per stasera ti lascio in pace, e non ti chiederò mai cosa fai in Colombia, anche se muoio dalla voglia di saperlo.

Mara

doppiafila ha detto...

Ciao Mara, neanch'io sono un gran esperto sui temi della guerra civile... ad ogni modo: i paramilitari sono inquieti perchè Uribe gli aveva promesso un processo di "pace" molto più soft ed ora si ritrovano in galera. Hai ragione a dire che l'accordo totale fa acqua: a mio parere, Uribe non si aspettava le pressioni locali ed internazionali che poi lo hanno costretto - in particolare da Washington - a cambiare rotta ed indurire il processo. Senza parlare poi della parapolitica, che ha reso palese la vicinanza dei partiti della coalizione uribista coi paramilitari!
Non credo che le FARC abbiano bisogno di un corridoio smilitarizzato per far uscire al droga: ce la fanno da 5 anni senza "zona de despeje" e non mi sembrano affatto disperate... Oltretutto, il corridoio "libero" da qualche parte finirebbe e lì sarebbero (più) facile preda della DEA e del Governo. Credo che il loro obiettivo sia quello della "territorialità", seppur limitata, e quindi del riconscimento pieno di essere parte in un conflitto. In questo senso, Florida e Pradera sarebbe il simbolo della loro "statalità". Va anche considerato che FARC e Colombia sono in guerra, e che per negoziare è carino che non ci sio spari addosso (cosa che le FARC credono di poter ottenere solo in una regione senza presenza di esercito: non ci dimentichiamo che qui le Forze Armate hanno dtao spesso segni di avere una politica di sicurezza interna "indipendente" dall'esecutivo...).
Quanto alla tua curiosità, scrivimi pure alla mia mail personale (ore.bil @ libero.it)!
Un saluto, Doppiafila