giovedì 21 giugno 2007

Sempre più lontana dal precipizio

Secondo la nuova edizione del "Failed States Index" la Colombia continua a migliorare. Nonostante resti tra i paesi "sotto osservazione" il suo stato non é critico come appena due anni fa.


Anno 2005: la Colombia é tra le 15 nazioni in cui la democrazia e la giustizia sociale sono più a rischio, ed in cui l'intero sistema è vicino al collasso.
Un anno dopo passa alla posizione 27 e quest'anno migliora ancora (posizione 33).
Quanto c'è di reale in questo miglioramento? Quanto invece é solo un effetto della metodologia o dei suoi cambiamenti? E - soprattutto - quanto solida è, questa metodologia?
Andiamo in ordine: la maniera in cui si calcola questo indice non è cambiata negli ultimi 3 anni, salvo per un aumento nell'universo dei paesi considerati - da 75 nella prima edizione a 146 ed agli attuali 177. L'inserimento di questi nuovi paesi ha avuto un effetto minimo sulla performance colombiana; possiamo quindi dire che l'allontanamento dal baratro non dipende dall'inserimento di candidati in peggiori condizioni ma da miglioramenti misurati sul campo.
Delle 71 new entry del 2006 infatti una sola (lo Sri Lanka) è entrata in classifica sopra la Colombia, facendole guadagnare una posizione in maniera artificiale - restano ad ogni modo 12 posizioni "pure". Nel 2007 si aggiungono 31 paesi, 3 dei quali finiscono davanti alla Colombia; dei 6 gradini risaliti l'anno scorso - quindi - la metà corrispondono ad un effetto metodologico.
Se volessimo paragonare pere e pere (o lulos e lulos, se preferite un frutto più locale), potremmo dire che la posizione del 2007 dovrebbe essere la 29esima contro una 14esima del 2005.
In altre parole: aldilà delle questioni statistiche, c'è una situazione in netto miglioramento.
Ma qual'è la metodologia che genera questa curiosa classifica? Il seguito alla prossima puntata...

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