giovedì 7 giugno 2007

Tutta la squadra a fare pressing

Uribe è a Washington per fare lobbying per l'approvazione del TLC (Tratado de Libre Comercio, FTA per gli americani). Oltre ai 100,000 dollari al mese pagati a Burson Marsteller & Co per reagire alle (molte) cattive notizie che giungono dalla Colombia, Uribe spende molte delle sue energie su questo fronte: con la guerra civile apparentemente bloccata e senza successi sul fronte della "Ragion di Stato" non può permettersi che anche il TLC si areni.

Al Congresso porta i compiti a casa fatti: al "Congressional Black Caucus" porta la neo eletta Ministra della Cultura Paula Moreno (a destra nella foto di Colprensa); a tutti continua a presentare il fuggitivo Fernando Araújo, Ministro degli Esteri con delega all'impietosimento, ed i dati su omicidi e sequestri. Non può ancora presentare granchè sulla liberazione dei prigionieri delle FARC, ma conta sugli sviluppi delle prossime ore: ha tempo fino a Sabato all'una per fare qualche dichiarazione ad effetto con l'obelisco e Lincoln sullo sfondo.

Per seguire quest'ennesimo viaggio, vi consiglio la pagina di Adam Isacson, piena di informazioni di primissima mano. Ad esempio: questo resoconto della conferenza stampa con cinque membri del Parlamento USA ed alcuni rappresentanti di ONG.

4 commenti:

Alessandro ha detto...

So che ti interessano ste cose: Nell' ultimo numero di panorama (o in quello prima) c' è un trafiletto su Uribe.

Francesco ha detto...

Caro doppiafila,ho vissuto 6 mesi a Bogota' e devo dirti che le uniche macchine in doppiafila che ho visto erano le monovulume e le jeep con vetro scuri con targa diplomatica e delle organizzazioni internazionali parcheggiate nella zona rosa di Bogota'...Si parla di presenza solamente simbolica,di assenza nelle vere crisi,di impotenza a volte voluta per quanto riguarda queste organizzazioni internazionali tipo ONU,UE,OEA..."No salen de sus lujosas oficinas en el norte de Bogota'y cuando lo hacen es para ir a la zona rosa a divertirse..." sarebbe questo il comportamento degli integranti di queste organizzazioni,secondo tante voci sentite qua in Colombia.
Dicono che Bogota' sia una delle citta' piu' disumane del mondo ma nonostante tutti i problemi ho sempre trovato tanta simpatia,allegria,umanita' a differenza di tante citta' italiane o europee e statunitensi dove solo ricevere un sorriso e' diventata un impresa.Saluti dal Santander

Apelaez ha detto...

Doppiafila
vivo a Bogotá da due anni e sono sposata con un colombiano, per quello vi mando queste parole con la sua firma.
Volevo farvi sapere che questo blog é molto ben fatto, c´é molta informazione generale e vorrei sapere se é una persona che lo scrive o sono varie. Sarei interessata in mandarvi cose, quando mi decideró a riprendere la mia professione di giornalista.
grazie. saluti, Claudia

doppiafila ha detto...

*** Alessandro: grazie della segnalazione.
*** Francesco: questo squilibrio umanità statistica vs. umanità umana é il paradosso che vive ogni europeo che s'avvicina all'America Latina, no? Quale paese é più disumano della Colombia in cui s'ammazzano a decine di migliaia, si rapiscono più che nel resto del mondo messo assieme, si trucidano a colpi di machete o di motosega da decine d'anni, si secuestrano come se niente fosse... E quale è più umano della Colombia in cui l'allegria é di casa, le persone si conoscono senza problemi, i ritmi non sono (ancora) allucinanti come in Europa, le famiglie ancora esistono? La ruisposta a questa domanda é fondamentale...
*** Claudia: ad oggi, i contenuti di Bogotalia sono tutti "frimati" da me, Doppiafila, aka Paolo Miscia. Mi fa piacere che tu consideri l'idea di collaborare: se credi, mandami una mail a paolo.miscia (at) gmail.com e ne parliamo.