mercoledì 25 luglio 2007

Dalla nostra inviata speciale

Riceviamo da Karla - e volentieri pubblichiamo - un resoconto della manifestazione di ieri a Milano. Buona lettura.

"E’ stato tutto molto sentito e forte e allegro nonostante tutto, il solito miscuglio di inno alla vita e partecipazione alla tragedia che è tipico dei colombiani. Ed è stato grottesco e comico per la partecipazione di alcuni italiani che erano così ridicoli e inadeguati che sembravano presi da un film comico.
C’erano diverse centinaia di colombiani vestiti di bianco, tutti carini e vitali e gentili e commossi e un gruppetto sparuto di italiani stile "cazzo compagni” che erano invece tutti tristi e seri e compenetratissimi come sono i milanesi di solito, compagni o meno. Tra i colombiani c’era di tutto, gente molto ben vestita e signore proprio umili. Io mi sono fermata a parlare con alcune di queste, ma mi sono dimenticata di dire che sono italiana e così mi hanno scambiato per cartagenera, ma questo è un dettaglio.
Bene, prima di tutto è passata una tipa sui cinquanta cinquantacinque, con i capelli ricci e molto figlia dei fiori attempata con la faccia acidissima e ha consegnato ai colombiani dei fogli, i colombiani leggevano i fogli e scuotevano la testa. Il foglio diceva. “Basta alle menzogne di Uribe”, e questa era la cosa più leggera. Una di fianco a me si è arrabbiata. Mi ha detto: “Ma questa chi diavolo è? C’è mai stata in Colombia?”. Mi ha chiesto la traduzione di alcuni passaggi e alla fine le ho detto. “Non importa, non leggo più”, perché si stava arrabbiando sul serio. Aveva capelli rossi tinti e una bella faccia india, calzoni di lycra rossi e infradito. Ha detto: “Uribe è abbastansa un buon presidente. “Esta cumpliendo”. Era di Cali e anche le sue vicine dicevano: “Sono strani alcuni italiani. Non è per nulla come dicono”.

Più tardi la gente si è tutta raccolta intorno al posto in cui parlavano il console la Moratti e Formigoni. Due di quelli compenetrati si sono messi in mezzo con uno striscione che diceva si allo scambio umanitario, ecc. Uno aveva i capelli lunghi e un paio di calzoni a mezz’asta. Stavano muti e serissimi, i colombiani hanno accesto le candele e sventolavano le bandierine. Hanno applaudito la Moratti e Formigoni e io ti confesso che lì non mi sono unita. Hanno urlato “Viva Colombia”, sventolando le bandierine, e appena è calato il silenzio i due dello striscione hanno cominciato a gridare: “Colombia si, Uribe no”, ma erano incerti, stentati. Non se l’aspettavano proprio di trovarsi cosìisolati e che quelli fossero uribisti o comunque non così antiuribisti come loro, hanno sottovalutato il nazionalismo e il senso di popolo dei colombiani, e di chiunque viva lontano dal suo Paese. La gente li ha fischiati, qualcuno li ha insultati. Un nero gigantesco dietro di me era imbufalito. Più che arrabbiati sembravano offesi. Come dire: “Che ci fate qui, che volete, siete qui a rovinare una cosa che è nostra, questi sono i nostri sequestrati e i nostri morti”. E dava proprio quell’idea, che quelli si stessero intromettendo in una cosa che non gli apparteneva, che non conoscevano, di cui non sapevano niente.
Ad ogni modo hanno smesso, quando me ne sono andata erano ancora lì con lo striscione e la classica espressione di “Sono in missione per conto di Dio”, stampata sulle facce immote. Una signora dietro di me si è messa a ridacchiare, ma era seccata. Questo è quanto.
Karla"

16 commenti:

V. ha detto...

ciao doppiafila...ma dovevamo proprio mandare un'inviata del tg4 a questa manifestazione??!!

Anonimo ha detto...

Caro doppiafila, c'ero anche io ed é vero, era ridicolo, erano così incapaci di capire i colombiani, cosi presuntuosi e convinti di insegnare ai colombiani (poveri scemi, quei colombiani, ma dimmi tu) presenti come dovevano pensare, i colombiani li guardavano in un modo, secondo me non erano nemmeno offesi, erano allibiti e li sfottevano proprio, mi sono vergognato da morire, sono rimasto venti minuti e non di più, e gli italiani, la cosa più bella é che gli italiani non si capacitavano. Io dico: se gli italiani stessero meno con le mamme e andassero più in giro per il mondo, a vedere e capire la gente e anche a rispettarla, vivrebbero meno di slogan e più di osservazione della realtà più umile e anche più curiosa non farebbero queste figure terribili. E' vero quello con i capelli lunghi che sembrava mio figlio mi ha fatto tenerezza anche a me, una pena incredibile.
Aldo Maria C.

Anonimo ha detto...

dovevamo??????
ma chi sei? ma chi ti conosce????

doppiafila ha detto...

Ciao V., io é un po' che non vedo il TG4 (salvo qualche spezzone su YouTube) ma se questa é la linea editoriale sulla Colombia potrei diventare un telespettatore fedele! :-) Scherzi a parte, non so se ho capito bene il tuo commento...
Saluti, Doppiafila

doppiafila ha detto...

Aldo Maria, grazie del commento. Tu eri alla manifestazione di Milano o di Roma?
Saluti, Doppiafila

Maria Cano ha detto...

E' patetico il tentativo di ridicolizzare chi a Milano, nella pagliacciata della sera del 25, ha legittimamente contestato la kermesse della mafia diplomatica colombiana. Scendete dai piedistalli d'argilla, e smettetela di dire che chi, in Italia o nel mondo, critica il regime di Uribhitler, "non capisce i colombiani". Chi siete, i portavoce del popolo colombiano?
E poi che "inviata" è una che invece di spiegare i contenuti del 25 (che io contesto risolutamente) scrive incoerenze e scarabocchi travestiti da parole?
Quanto alle paternali in stile Aldo Maria C., si tocca veramente il fondo...

doppiafila ha detto...

Ciao Maria Cano, se tu eri alla manifestazione del 25 mi farebbe piacere ospitare anche un tuo resoconto. Puoi postarlo come commento (ed io lo riporterei come post) o inviarmelo per posta elettronica a ore.bil @ libero.it.
Saluti, Doppiafila

topolina ha detto...

mamma mia maria cano!!!
vedo che non hai capito che quello che ha motivato la manifestazione dello scorso 25 sono i 3000 sequestrati, che in molti erano gia nelle amni delle FARC prima di Uribe. Per quello sei stata contestata!! Non era il posto....
ps: doppiafila ti mando un mail che mi è arivato oggi se vuoi puoi inoltrarlo a la brava maria cano che sembra sapere tanto ella colombia.

Anonimo ha detto...

Patetico, e anche esilarante, era il tentativo di raccontare ai colombiani quello che succede in Colombia senza esserci mai stati. E pretendendo che quelli li ascoltassero. Patetico, esilarante e maledettamente razzista. Loro sono troppo stupidi per avere delle opinioni sul loro Paese, o no? Quanto alle parole prive di significato, da una che usa slogan privi di senso e tromboneggianti come Uribhitler e mafia diplomatica colombiana non accetto lezioni. A proposito, tu c'eri? Perché se ceri, e se non sei completamente in malafede, sai bene che quello che ho raccontato è assolutamente, drammaticamente e anche, tutto sommato, comicamente vero. Esattamente come, a tuo modo, sei assolutamente comica tu.
Karla

Anonimo ha detto...

Dimenticavo; siete voi che pretendete di rappresentare il popolo colombiano. Il quale, a ragione o a torto, se ne stava lì tranquillo a godersi la sua "pagliacciata" e non aveva alcun bisogno di essere rappresentato. Scendi dal pero, Maria Cano, e fatti un viaggetto in Colombia, ti servirà senza dubbio di più che straffogarti di parole prive di senso e dal suono ormai stucchevole.
Karla

AnnalisaM. ha detto...

La cosa più grottesca e comica è che tutto questo è stato organizzato dall'Ambasciata colombiana in Italia e da quella brava persona di Sabas Pretelt della Vega, proprio grottesco!!!

Anonimo ha detto...

Posso anche essere (in parte) d'accordo, il problema è che i colombiani non la vedevano così. E che, comunque tu la voglia mettere, delle Farc hannole palle piene la stragrande maggioranza dei colombiani e non solo Saba Pretelt e la sua band. In altre parole, nessuno ha costretto i colombiani a partecipare alla manifestazione.
Karla

edwin ha detto...

Ciao ragazzi, io come sapete vivo a Torino, e andare a milano a una manifestazione di Colombiani, che protestavano per i sequestrati, o più che altro chiedevano aiuto all'Italia e alla U.E.per questo fatto, veramente mi scocciava. Forse fin dal inizio avevo capito que gruppi anti uribisti si sarebbero infiltrati con l'unico scopo di distrarre l'attenzione e creare polemica... Ragazzi, questa è la tattica guerrillera di disinformazione... CONFONDERE LE IDEE DELLE PERSONE..

Anonimo ha detto...

Ciao edwin. Anche io vivo a Torino. Mi e arrivato anche a me il invito per andare. A me pero queste cose non mi piacciono tanto. Meno male non sono andata perche mi e accaduto in passato, sentire parlare ai italiani del mio paese, senza mai avere visuto, senza nemmeno domandare, è vero questo? Come la pensi tu?. Penso che manca una sensibilita vera nel confronti degli altri, sapere sentire, ascoltare quello che noi abbiamo da dire. C'e purtroppo chi si fa una idea del paese leggendo su internet, e capisci i problemmi nostri solo come lo argomentano i media.

Anonimo ha detto...

CIAO!
Non sono andata pero lo imagino. Mi e capitato in passato, di sentire agli italiani parlare della Colombia, soltanto per quello che una volta hanno letto su internet. Con la certeza di saperlo tutto, e de non volere mica conferma o no di me, Colombiana, che conosce il suo paese, che senti il dolore di patria, e che anche cosi crede in che tutto puo cambiare. Perche certi italiani sono cosi??? Perche questa omnipotencia?

Anonimo ha detto...

Il servizio di Karla era approssimativo e fazioso, non ci ha detto gran che sulla manifestazione e sul suo significato, risolvendosi in un semplice sfottò su quei due manifestanti.
Uribe è un pessimo predidente, corrotto, violento e servo degli americani. E questo è un dato di fatto.
Gli italiani che hanno partecipato - anche in maniera ingenua - alla manifestazione, come tanti che contestano Uribe in altri modi e sperando in una Colombia migliore, erano in buona fede. Potevano stare a casa a guardare la tv, ma hanno preferito essere presenti e solidarizzare coi colombiani. Far finta che i problemi non ci siano non giova a nessuno, se non ai potenti.
Prima che qualcuno commenti con l'ennesimo "Che ne sai tu, che la Colombia non l'hai mai vista?", specifico che sono un colombiano che ha avuto la fortuna di studiare e laurearsi, che ama la sua terra e ci va quando gli è possibile, al contrario di tanti miei poveri connazionali venuti qui per sfuggire alla miseria, con una cultura purtroppo molto bassa.