domenica 9 settembre 2007

Le brigate internazionali delle FARC

Il ritrovamento del diario di alias Eillen (ragazza olandese, forse Tanja Nijmeijer, che sarebbe stata arruolata nelle FARC) continua a tenere banco, ed apre ora la questione dell'appoggio internazionale alla guerriglia colombiana.

Secondo El Tiempo, nel computer di Carlos Antonio Lozada si sarebbero ritrovate le tracce di alcuni volontari europei unitisi alle FARC tra il 2000 ed il 2002. Ci sono greci, olandesi, irlandesi, spagnoli, ceceni, svizzeri e norvegesi.
Nessun italiano nella lista.

10 commenti:

Cesar ha detto...

Ciao,il tuo blog è davvero molto interessante, complimenti. E' la prima volta che trovo una così ben chiara informazione su ciò che accade in Colombia quotidianamente. Ho letto vari post ma non ho ben capito cosa tu faccia a Bogotà, insomma credo che la curiosità sorga spontanea...

Cesar

Flavio Ferrari ha detto...

Não me surpreende...
Não consigo imaginar um italiano legítimo dando suporte às FARC.
O exercício mental para conseguir justificar uma bobagem destas seria muito longo para caber entre duas refeições...

Anonimo ha detto...

e ti stupisci che non ci sia nessun italiano? Se c'era da aprire un dibattito possibilmente con albergo pagato,luogo di ritrovo "all inclusive" in hotel di stralusso, qualche manifestazione con cantante e Vip partecipante di italiani ne trovavi una marea. . . ma, imbracciare un fucile con il rischio pure di venire ferito o ucciso, senza potere diventare famoso o ricco o idolo delle folle. . . beh . . . questa è tutta un'altra storia e di italiani non ne troverai mai.

R. (Italiano straniero nella mia nazione)

Anonimo ha detto...

°e ti stupisci che non ci sia nessun italiano?°

Almeno dimostriamo di essere abbastanza disincantati e non crediamo agli aspetti romantici ed affascinanti di questi delinquenti che di romantico ed affascinante non hanno proprio nulla...sono degli affaristi cinici e spietati immersi fino al collo nel traffico della droga.Sono assassini e sequestratori e non sono affatto migliori delle persone che suppostamente combattono.In piú la non-ingerenza mi sembra d'obbligo in casi come questi.Bisogna cooperare certo, ed aiutare a trovare soluzioni pacifiche ma non certo andare nella selva a fare i °guevaristi ° di terza o quarta generazione e categoria...

Anonimo ha detto...

Guarda che concordo con te circa il fatto che si tratta di "affaristi cinici e spietati immersi fino al collo nel traffico della droga.Sono assassini e sequestratori e non sono affatto migliori delle persone che suppostamente combattono." Ma definirci (noi italiani) disincantati e non creduloni romantici mi sembra non corretto. Metti che Un "Manu Chao" qualunque faccia un concerto proFarc e tu vedrai che di italiani con la pancia piena bandiere e slogan ne trovi quanti ne vuoi.
Perdonami non voglio farti arrabbiare ma sono poco fiero "dell'italiano medio" cosa che sicuramente non sei :-) .

R. (Italiano straniero nella mia nazione)

Anonimo ha detto...

Caro italiano straniero in patria,forse si tratta di generazioni...il mio bisnonno è stato ferito sul fronte carsico nel 1917...mio nonno è morto per una malattia presa in nordafrica ai tempi di Rommel e Montgomery...comunque condivido anche io la poca coerenza imperante nel nostro paese e dei tanti "rivoluzionari" da salottto o "radical-chic"...

antoniocontent ha detto...

roma è la capitale mondiale dei rivoluzionari da salotto...si possono comprare a vagonate da Auchan...è solo una forma di diversificazione delle fonti di appagamento :-) a

PS: water painting on the making!

Anonimo ha detto...

Ma siamo sicuri che stiamo parlando di "delinquenti che di romantico ed affascinante non hanno proprio nulla...sono degli affaristi cinici e spietati immersi fino al collo nel traffico della droga. Sono assassini e sequestratori e non sono affatto migliori delle persone che suppostamente combattono."
A me sembra che sia proprio ciò che all'imperialismo yankee fa comodo che la gente creda. Ha fatto bene Chavez a riconoscerne il progetto politico.

Anonimo ha detto...

Di Italiani ne trovate anche tra quelli che hanno fatto la revolucion a Cuba, come ve ne sono tanti che appoggiano la lotta armata rivoluzionaria delle Farc, non soltanto dal salotto di casa loro, ma con continui viaggi in Colombia nei campi d'addestramento.
A qualcuno fa comodo che ci si creda un popolo di pecoroni, ma così non è, basta tenersi informati per capirlo.

doppiafila ha detto...

Ciao ultimo anonimo (quanti siete, ma nel tuo caso posso anche giustificare il tuo anonimato, visto che rischi apologia di reato), le persone che "lasciano una vita d'agi" per andare a combattere nella selva colombiana sono persone che m'interessano... mi chiedo come vedano l'atteggiamento del popolo colombiano delle grandi cittá (la "gente") di fronte ai problemi che loro vogliono contribuire a risolvere...
Saluti, Doppiafila