sabato 6 ottobre 2007

Triste destino di un paese senza futuro

Un'altro giornalista prende la via dell'esilio. Gonzalo Guillen se ne andrá da Bogotá perché le minacce paramilitari sono cresciute dopo le affermazioni di Uribe, che lo accusa di essere il ghost writer delle memorie di Virginia Vallejo - l'amante di Pablo Escobar. La signora Vallejo afferma di aver incontrato Uribe negli anni '80, e che Escobar lo presentava come un politico giovane ma destinato ad una sicura carriera (e magari anche a diventare presidente, se fosse fallito il progetto Santofimio).

Un giornalista, in Colombia, é abituato alle minacce. Ma quando il Presidente della Repubblica tiaccusa di aver "dedicato una vita all'infamia ed alla calunnia" e di avercela con lui, le cose cambiano. Specie se poi i servizi segreti interni, il DAS, che dipendono dal presidente, ti tolgono la scorta con un pretesto puerile ("la moto é dal meccanico").

Il messaggio é chiaro: in Colombia, pensare con la propria testa é un'attivitá rischiosa. Piú in alto dai fastidio, piú rischi. E chi tocca Uribe muore. Non perché sará lui a dare l'ordine d'uccidere - per caritá. Ma perché ci sono migliaia di "volenterosi carnefici" disposti a fare il lavoro sporco : sanno che gli si sará riconoscenti e che potranno contare sull'impunitá tradizionale.

Il risultato é che la gente che ha voglia di pensare o smette o se ne va. Ed in Colombia restano quelli che accettano di tacere, di vivere lo status quo senza pensare a cambiarlo.

Triste destino di un paese senza futuro.

A meno che qualcuno cominci a dirlo chiaro: "colombiani, stiamo messi male. La Colombia vive da decenni ai margini della civiltá. C'é molto da fare per riappropiarci dei diritti fondamentali. Cominciamo cosí". E poi una grande maggioranza lo voti, magari informata da mezzi di comunicazione non conniventi.

5 commenti:

AnnalisaM. ha detto...

E che cambia tra dare l'ordine di uccidere e è passare pubblicamente nome e cognome di quelli "scomodi" da eliminare? Suvvia...

Francesco ha detto...

Purtroppo mi tocca "quotare" con te ,caro Doppiafila.Una delle regole principali per vivere qua è farsi gli affari propri...è triste dirlo ma è così.Come spieghi però che ad esempio le ONG straniere,quelle che fanno politica attiva,siano malviste dal governo ma ricevano raramente minacce e ancora più raramente siano fatte oggetto di sequestri o violenze?Qua in Santander non ho sentito che stranieri abbiano ricevuto minacce ma non facendo politica forse qualche caso mi è sfuggito.
Saluti dal Santander.

Camminare domandando ha detto...

Anch'io concordo...e mi dispiace pensare che la Colombia sia forse l'unico paese non ancora toccata dalla ventata Di rinnovamento che ha investito l'America Latina negli ultimi anni...

doppiafila ha detto...

*** Annalisa, effettivamente in Colombia ci si divide spesso il lavoro tra chi "segnala" e chi "esegue", un po' come nella pallavolo: c'é chi alza e c'é chi sciaccia...
*** Francesco: il famoso undicesimo comandamento ("fatti gli affari tuoi")...
*** CammDom: e non pare ci siano i segni di un cambiamento imminente... evidentemente l'America Latina non é l'Europa dell'est, non c'é un muro di Berlino, Chavez non é Gorbachev :-)

Anonimo ha detto...

Sarà mica, camminare domandando, che negli altri Paesi è stata la società civile a impugnare in qualche modo la politica e non più i vari movimenti guerriglieri, estintisi ovunque meno che in Colombia? Voglio dire, non finiscono per rappresentare un po' un paletto alla nascita di eventuali formazioni popolari di sinistra che (non dirlo annalisa non dirlo!!!!!) non si identificano più nelle farc e ne sono la base sociale solo nella misura in cui quelli garantiscono il placet alla coltivazione di coca?
K.