venerdì 16 novembre 2007

La mediatrice

Considerando che "mediare" ha molto a che fare con l'equidistanza ("medio" inteso come mezzo, a metá strada tra le parti), la foto di Piedad Cordoba col basco dell FARC (ed abbracciata ai loro comandanti) é un grave passo falso.

E chi le ha regalato i fiori? E perché? E non é che forse il vero regalo l'hanno fatto ad Uribe?

Sorprende tanta ingenuitá.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

In effetti, appena ho visto le tre foto alcuni giorni fa apparse sul el tiempo, nel ho immediatamente parlato con la mia compagna "bogotana".
Se fosse successo in Italia che Prodi si fosse fatto fotografare con Totò Riina, prima di essere acciuffato sarebbe stato lo stesso?
E' incredibile come la Colombia voglia rimanere indietro, come cose del genere succedano nel 2007, dove tutto è possibile perchè nessuno (in Colombia e immagino in altri paesi dell'America Latina) si scandalizza nel vedere certe foto senza chiedersi conto cosa ci sia realmente dietro tutto questo!

Francesco ha detto...

La Cordoba ha forse gettato la maschera? in effetti per chi ha una mentalitá diciamo europea é come se Tony Blair che adesso fa il mediatore per il medioriente si facesse fotografare con il kefiah assieme ai capi Hetzbollah(si scrive cosí?)....Doppia,mi hanno mandato dall'Italia "gomorra" di R.Saviano non so se l'hai letto e ne viene fuori che le FARC e l'ELN rifornivano l'ETA basca di cocaina da poi girare ai clan camorristici campani in cambio di armi...ovvero che i destini della Colombia passino a nord di Napoli:Secondigliano,Scampia...?
Saluti dal Santander.

Die ha detto...

Che ridicola ... mi da anche una sensazione di offesa, poi sembra cosi orgogliosa di essere li dov'é ... che ignorante! tra l'altro é pure senatrice ... questa finisce per venderci alla guerriglia per quattro soldi!

Anonimo ha detto...

..e avete provato a leggere il sito della Cordoba......e sopratutto a quali sono i suoi ideali???
Mha!!!!

http://www.piedadcordoba.net

Anonimo ha detto...

C'entra poco con "la mediatrice", ma su El Tiempo di oggi c'è questa brevissima notizia. Attenzione....saranno da seguire gli sviluppi!! E, caso strano, la mediatrice si trova in Francia proprio in questi giorni....


Chávez pasó por Irán antes de ir a Francia
El mandatario venezolano conversó con el presidente iraní, Mahmud Ahmadineyad, sobre sus relaciones con Estados Unidos.

Anonimo ha detto...

Il paragone tra la Cordoba e Prodi mi sembra fuori luogo e così quello tra Riina e le Farc, non credo che si possano giudicare le vicende colombiane con la mentalità europea, io penso invece che proprio adesso le trattative siano sulla buona strada..
Annalisa

ORATES ENTRE MESIAS ha detto...

que vivan las farc y los paracos en la tumba de los politicos y de tapete la iglesia y la banca internacional ....

Anonimo ha detto...

le trattative sulla buona strada? Annalisa, perdona, ma dissento totalmente..stamane la senatrice è a Parigi assieme a Chavez (abbracciati a fotografati insieme). Per liberare gli ostaggi in mano alla Farc non c'è bisogno di scambi (sembra che per 50 ostaggi in mano alla Farc debbano essere lasciati 500 guerriglieri).
Questa non è democrazia e non è libertà. E sopratutto, questo sfascio lo pagano i desplazados e la povera gente. E se sarà liberata la Betancourt (come mi auguro al pari degli altri sequestrati) vedrai le trombe come suoneranno e come saranno tutti felici e contenti in Plaza Bolivar a Bogotà!
E gira gira, magari verrà liberata prima d Natale......

Anonimo ha detto...

http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=3802

Da leggere, un bell'articoletto sulla senatrice......

Michele ha detto...

Tutto inutile, adesso il caro Uribe "de manera fulminante" (www.semana.com) ha messo la parola fine della mediazione sia di Chavez che della senatrice.

guido ha detto...

Intervengo perchè ritengo che si possa qui, in questo bel e intelligente blog, fare un discorso serio su un tema scivoloso. Non siamo come sotto gli articoli in Internet dove ci si accusa di paraco, guerrillo e h.p. (con uno strumento però molto istruttivo, che ad esempio i "civili" giornali italiani non si sognano neanche di avere, come a dire che c'è più "democrazia partecipativa" in Colombia che in Italia). Vengo al punto. La Cordoba sarebbe dovuta essere più attenta per un problema d'immagine, che comunque conta. Ma la questione e tutta la trattativa sullo scambio ha incombente il problema che va affrontato, che è 1) la natura del conflitto colombiano e 2) la definizione delle Farc. Uribe e il potere colombiano hanno (non sempre: quando gli faceva comodo hanno detto il contrario, come Pastrana, ad esempio) che in Colombia c'è lo scontro tra democrazia e narcoterrorismo e che la guerriglia sono narcoterroristi. Molti ci credono, come l'anonimo che li paragona a Totò Riina. Una piccola parte ci crede perchè ha sofferto sulla propria pelle o dei familiari ad esempio un sequestro. La gran parte ci crede perchè la stampa colombiana, la TV tutta e in buona parte quella internazionale, i poteri forti, gli Usa e l'Europa, soprattutto da dopo l'11 settembre, la pensano così. A me sembra che questa non sia la verità o l'unica verità. Non ci crede la Cordoba, ad esempio, esponente liberale e non comunista. E nemmeno Chavez, e con lui la gran parte dei leader latinoamericani e alle due regolette di cui sopra non ci credono vari alti esponenti dell'Onu, la CRI, Amnesty e moltissime altre istituzioni indipendenti dai poteri forti che, ad esempio, sostengono da tempo che in Colombia sia in atto un conflitto civile armato, irregoalre e barbaro finchè si vuole, ma non la baggianata che sostiene Uribe. E così non credono che le Farc siano un gruppo terrorista. Chi mi conosce sa che che nei miei scritti, articoli e libri, non ho mai risparmiato le critiche alle Farc. Dando per buone, ad esempio le denunce di AI e di molti organismi colpiti dalla violenza loro. Ma se siete onesti e ripeto se siete onesti, dovreste ammettere che lo Stato colombiano è l'ultimo al mondo che possa lanciare la prima pietra o questa pietra. Di esempi di terrorismo di stato ce n'è da riempire l'intera enciclopedia Larousse. Vi suggerisco solo l'ultima che ho studiato: il caso dei falsi positivi. Come ci siano almeno un migliaio di casi di poveri cristi, contadini, commercianti, ma anche paramilitari disubbidienti presi, vestiti con tute mimetiche e ammazzati per farsi belli, per prendere un premio, per accontentare il para-presidente Uribe. Per raccontare una verità che non esiste, ma che molti finiscono per credere. Vi suggerisco di cercare in You Tube le parole "falso positivo colombia", c'è di che tremare. Uno potrebbe dire: "pecore nere" oppure "beh, se escono i casi vuol dire che c'è una parte dello stato sana"... sarà ma alla fine anche su questi atti di terrore l'impunità è totale. A due ufficiali che organizzavano incontri per matar gente li hanno sospesi dal servizio. Questo sarebbe far giustizia? Allora, se siete onesti (3° volta) mi spiegate perchè le Farc sono terroristi e lo Stato colombiano no?
Poi, c'è un altro argomento: se le Farc fossero tanto isolate e disprezzate (guardate non solo il Chicò, magari fatevi un'affacciata a Ciudad Bolivar o nelle campagne), con tutti i soldi a disposizione, con quelle spese militari, con l'aiuto della tecnologia bellica Usa più devastante, come cavolo si spiega che non state fatte fuori? E non si tiri fuori la storia del narcotraffico, per favore. Una cosa si ripete: le Farc hanno perso gli ideali, non sono più quelli di una volta, non assomigliano ai guerriglieri storici, ai Che, ai sandinisti, agli zapatisti... Balle! Fatte le dovute proporzioni, dovreste andare a leggere cosa si diceva dei presunti "guerriglieri buoni" ai loro tempi: gli si dava dei bandoleros, non forse dei narcos, perchè l'invenzione della narcoguerriglia fu fatta solo nel 1984 dall'ambasciatore Lewis Tambs, che fu in seguito espulso dal Costarica perchè faceva utilizzare le piste del suo ranch per gli aerei carichi di droga con la quale si compravano armi per la Contra nicaraguense.
Allora le Farc sono buone e sante? No, sono contagiate della barbarie di una guerra crudele e irregolare, anche se molto meno di quanto lo sia l'esercito e i suoi sicari paras. Vanno criticate, denunciati i loro metodi di finanziamento, a cominciare dal sequestro, vanno denunciati come delitti di lesa umanità i loro massacri (che sono circa il 15%, secondo le stime Onu) rispetto all'85% realizzato da esercito e paras. Ma non si può continuare a travisare la realtà. Se si vuole cambiarla, occorre prima di tutto riconoscerla. A cosa serve ripetere la litania del potere e trovarsi, dopo 40 anni, con la guerriglia sempre più forte (per lo meno le Farc)?
Per finire credo che sia giusto che si riconosca l'ovvio e l'evidente: che in Colombia è in atto un conflitto armato di origine sociale e politica (lo sostiene la storia e le convenzioni firmate nel mondo come quella di Ginevra) e che le Farc sono un "gruppo belligerante". Così come non ci si avvicina alla vittoria contando balle, alla soluzione della violenza in Colombia, tapando el sol con un dedo, non si cambiano i rapporti di forza dicendo "pane al pane" e "vino al vino".
Questo è il nodo, questa è la questione e se il cosiddetto "scambio umanitario" è stato ieri sorprendentemente bloccato non è per la telefonata di Hugo Chavez al generale, ma perchè Uribe non vuole riconoscere questo (gli basta coccolare i carnefici e grandi suoi elettori paras). Un caro saluto a questo blog