sabato 24 novembre 2007

La palla é mia e me la porto via: non si gioca piú

A molti di noi sará capitata una situazione del genere. Una bella partita di strada, di pallone o di qualsiasi altro gioco, il momento é magico, le mamme tra poco chiameranno per il pranzo, tutti sudati ed entusiasti cercano l'ultimo gol... tutti meno uno, il magrolino che da mezz'ora vuole giocare in attacco e che invece gli altri relegano in porta. Finché proprio lui - approfittando di una facile parata - mette la palla sottobraccio e se ne va. "La palla é mia, e non gioco piú", e s'infila nel portone di casa.

L'immagine (azzeccatissima) é di Luis Noé Ochoa, ed é riportata nel suo editoriale su El Tiempo di oggi, ed il bambino ricco e viziato é Álvaro Uribe Velez, presidente colombiano; invece di una partita lui ha lasciato incompiuta una mediazione che poteva risultare nella liberazione di 50 sequestrati in mano delle FARC a cambio di 500 guerriglieri attualmente in carcere.

Il pretesto (una chiamata di Chávez al capo dell'Esercito) non deve nascondere la vera ragione per cui Uribe ha deciso di mandare tutto all'aria: la mediazione rischiava di tradursi in un successo politico per le FARC - e questo non lo poteva permettere. Se la scelta é tra la liberazione dei sequestrati o il mantenimento del suo capitale politico interno, non deve sorprendere che Uribe scelga la seconda opzione.

Si potrá essere o meno d'accordo con le sue idee, ma non si puó chiedere ad un politico di permettere o addirittura facilitare un processo che culmini con un successo politico internazionale per a) le FARC, contro le quali ha sempre giuato di voler combattere con le armi e non con le parole, b) un vicino scomodo, nemico dei suoi principali alleati e c) una senatrice dell'opposizione che é tra le poche a dire pane al pane nel mezzo dell'ipocrisia del liberalismo colombiano.

E c'é un altro punto a mio vedere fondamentale: all'opinione pubblica colombiana (la massa) non gliene importa molto dei sequestrati, e meno ancora di Ingrid, Clara Rojas e compagnia. Non esiste una mobilitazione umanitaria, non ci sono associazioni nei quartieri che organizzano veglie, non ci sono campagne d'informazione, i partiti politici non dibatono sul tema, i giornali lo trascurano. Naturalmente qualcosa c'é: non voglio dire che sul tema ci sia silenzio assoluto e neppure negare l'esistenza di voci e gruppi - voglio solo dire che sono isolati e lontani.

In questo contesto, ogni liberazione di prigionieri deve essere presentata come una vittoria di Uribe, o al massimo come un pareggio - altrimenti non potrá contare col suo appoggio. Se poi consideriamo il ruolo dei militari, ancora piú estremisti di lui sulla soluzione da dare al conflitto, appare ancor piú evidente che la ragione della rottura non é stata una telefonata di pochi minuti ma la mediatizzazione delle trattative e la sensazione che entrambi i mediatori fossero troppo vicini alle FARC e che stessero preparando un palcoscenico internazionale su cui riportarle alla ribalta.

Come dice Luis Noé Ochoa ai sequestrati: "la luce in fondo al tunnel si é spenta di nuovo. Disgraziatamente le vostre vite sono in mano di tre matti. Da una parte Chávez, generoso, che stava portando avanti uno sforzo coraggioso e gigantesco ma che é pazzerello e getta la diplomazia alle ortiche. Dall'altra Uribe, pazzo per la propria popolaritá , per la ri-elezione che giá non cerca di negare e - dice - per gli interessi della patria. [...] E l'altro pazzo, questo sí matto da legare, armato ed assassino, é Tirofijo. Arrogante e pazzo per arrivare al potere con le armi e coi soldi dei suoi narcoaffari non gli importano le vite né il dolore della gente".

5 commenti:

guido: ha detto...

Caro Doppiafila, non ci sono tre argomenti distinti, ma uno solo, quindi uso l'artificio di copia e incolla.... Non sarebbe bene aprire una bella discussione unificata?
"....Intervengo perchè ritengo che si possa qui, in questo bel e intelligente blog, fare un discorso serio su un tema scivoloso. Non siamo come sotto gli articoli in Internet dove ci si accusa di paraco, guerrillo e h.p. (con uno strumento però molto istruttivo, che ad esempio i "civili" giornali italiani non si sognano neanche di avere, come a dire che c'è più "democrazia partecipativa" in Colombia che in Italia). Vengo al punto. La Cordoba sarebbe dovuta essere più attenta per un problema d'immagine, che comunque conta. Ma la questione e tutta la trattativa sullo scambio ha incombente il problema che va affrontato, che è 1) la natura del conflitto colombiano e 2) la definizione delle Farc. Uribe e il potere colombiano hanno (non sempre: quando gli faceva comodo hanno detto il contrario, come Pastrana, ad esempio) che in Colombia c'è lo scontro tra democrazia e narcoterrorismo e che la guerriglia sono narcoterroristi. Molti ci credono, come l'anonimo che li paragona a Totò Riina. Una piccola parte ci crede perchè ha sofferto sulla propria pelle o dei familiari ad esempio un sequestro. La gran parte ci crede perchè la stampa colombiana, la TV tutta e in buona parte quella internazionale, i poteri forti, gli Usa e l'Europa, soprattutto da dopo l'11 settembre, la pensano così. A me sembra che questa non sia la verità o l'unica verità. Non ci crede la Cordoba, ad esempio, esponente liberale e non comunista. E nemmeno Chavez, e con lui la gran parte dei leader latinoamericani e alle due regolette di cui sopra non ci credono vari alti esponenti dell'Onu, la CRI, Amnesty e moltissime altre istituzioni indipendenti dai poteri forti che, ad esempio, sostengono da tempo che in Colombia sia in atto un conflitto civile armato, irregoalre e barbaro finchè si vuole, ma non la baggianata che sostiene Uribe. E così non credono che le Farc siano un gruppo terrorista. Chi mi conosce sa che che nei miei scritti, articoli e libri, non ho mai risparmiato le critiche alle Farc. Dando per buone, ad esempio le denunce di AI e di molti organismi colpiti dalla violenza loro. Ma se siete onesti e ripeto se siete onesti, dovreste ammettere che lo Stato colombiano è l'ultimo al mondo che possa lanciare la prima pietra o questa pietra. Di esempi di terrorismo di stato ce n'è da riempire l'intera enciclopedia Larousse. Vi suggerisco solo l'ultima che ho studiato: il caso dei falsi positivi. Come ci siano almeno un migliaio di casi di poveri cristi, contadini, commercianti, ma anche paramilitari disubbidienti presi, vestiti con tute mimetiche e ammazzati per farsi belli, per prendere un premio, per accontentare il para-presidente Uribe. Per raccontare una verità che non esiste, ma che molti finiscono per credere. Vi suggerisco di cercare in You Tube le parole "falso positivo colombia", c'è di che tremare. Uno potrebbe dire: "pecore nere" oppure "beh, se escono i casi vuol dire che c'è una parte dello stato sana"... sarà ma alla fine anche su questi atti di terrore l'impunità è totale. A due ufficiali che organizzavano incontri per matar gente li hanno sospesi dal servizio. Questo sarebbe far giustizia? Allora, se siete onesti (3° volta) mi spiegate perchè le Farc sono terroristi e lo Stato colombiano no?
Poi, c'è un altro argomento: se le Farc fossero tanto isolate e disprezzate (guardate non solo il Chicò, magari fatevi un'affacciata a Ciudad Bolivar o nelle campagne), con tutti i soldi a disposizione, con quelle spese militari, con l'aiuto della tecnologia bellica Usa più devastante, come cavolo si spiega che non state fatte fuori? E non si tiri fuori la storia del narcotraffico, per favore. Una cosa si ripete: le Farc hanno perso gli ideali, non sono più quelli di una volta, non assomigliano ai guerriglieri storici, ai Che, ai sandinisti, agli zapatisti... Balle! Fatte le dovute proporzioni, dovreste andare a leggere cosa si diceva dei presunti "guerriglieri buoni" ai loro tempi: gli si dava dei bandoleros, non forse dei narcos, perchè l'invenzione della narcoguerriglia fu fatta solo nel 1984 dall'ambasciatore Lewis Tambs, che fu in seguito espulso dal Costarica perchè faceva utilizzare le piste del suo ranch per gli aerei carichi di droga con la quale si compravano armi per la Contra nicaraguense.
Allora le Farc sono buone e sante? No, sono contagiate della barbarie di una guerra crudele e irregolare, anche se molto meno di quanto lo sia l'esercito e i suoi sicari paras. Vanno criticate, denunciati i loro metodi di finanziamento, a cominciare dal sequestro, vanno denunciati come delitti di lesa umanità i loro massacri (che sono circa il 15%, secondo le stime Onu) rispetto all'85% realizzato da esercito e paras. Ma non si può continuare a travisare la realtà. Se si vuole cambiarla, occorre prima di tutto riconoscerla. A cosa serve ripetere la litania del potere e trovarsi, dopo 40 anni, con la guerriglia sempre più forte (per lo meno le Farc)?
Per finire credo che sia giusto che si riconosca l'ovvio e l'evidente: che in Colombia è in atto un conflitto armato di origine sociale e politica (lo sostiene la storia e le convenzioni firmate nel mondo come quella di Ginevra) e che le Farc sono un "gruppo belligerante". Così come non ci si avvicina alla vittoria contando balle, alla soluzione della violenza in Colombia, tapando el sol con un dedo, non si cambiano i rapporti di forza dicendo "pane al pane" e "vino al vino".
Questo è il nodo, questa è la questione e se il cosiddetto "scambio umanitario" è stato ieri sorprendentemente bloccato non è per la telefonata di Hugo Chavez al generale, ma perchè Uribe non vuole riconoscere questo (gli basta coccolare i carnefici e grandi suoi elettori paras). Un caro saluto a questo blog

Simone Bruno ha detto...

Riguardo quanto accaduto oggi.. ire presidenziali e microfoni.. ho notato una cosa marginale rispetto a tutto il contesto...
Uribe ha detto che Chávez era espansionista, che appoggiava i guerriglieri, che infiammava il continente.. non gli ha però rivolto l'accusa più semplice e più comune.. sopratutto a una settimana dal referendum costituzionale.. Non gli ha detto che si vuole perpetuare al potere.. forse perché tra qualche mese avrebbero potuto usare la registrazione contro di lui??

Die ha detto...

Comincia la settimana politica un domenica sera, interrompendo come sempre la umile programmazione dei canali nazionali. Esce a manipolare mediaticamente la opìnione pubblica un signore con interessi propi che con i suoi tipici comunicati stampa cerca di cambiare faccia ad una situazione che poteva arrivare a buon fine ma che per dei subdoli giochi di poetere, vede svanire ogni possibilita di concretizzarsi.
Chavez, d'altronde credo che commetta lo stesso errore cercando di conquistare i mass media e il propio popolo con dei botta e risposta davvero teatrali devo dire, e sembrano due bambini cercando di rubarsi a vicenda il leccalecca che in questo caso ha sapore a "potere mediatico", d'altronde tutti e due vogliono arrivare a propi obbiettivi dimenticandosi dei sequestrati e familiari, donne e uomini che continuano a morire per una messiscena alla quale ci manca solo l'intervento Onu&Co.
Non so voi ma a me sembra il tutto davvero puerile.
Ora non rimane che aspettare e vedere quando finira questa guerra di comunicati presidenziali che non hanno nessuna utilita al popolo.
Saluti DF(a tutti e due)!

doppiafila ha detto...

Ciao Guido, grazie per il tuo (doppio) commento. Sono d'accordo sul fatto che il centro dellaquestione sia lo status delle FARC. I due estremi paiono essere "Terroristi" o "difensori del popolo", ed Uribe non é pronto ad accettare che ci si discosti troppo da uno di questi estremi... Oggi il governo colombiano non é al centro dell'attenzione internazionale, perché gli USA hanno giá abbastanza alleati indifendibili in altre parti del pianeta (Arabia Saudita, Pakistan eccetera) e non hanno certo bisogno di altri scandali. Ma se la Colombia fosse meno vicina al Venezuela e l'America Latina meno "rosa", oggi avremmo notizie sui "flasi positivi" su tutti i giornali del mondo, con le foto crude che oggi non passano dai cancelli (virtuali) dell'Ambasciata Americana...
Altro punto: Uribe é un estremista, e puó permetterselo perché la maggior parte dei colombiani che votano la pensano come lui. OK, OK, l'affluenza é bassa e l'ignoranza é alta, i media sono pochi e disinformano, la guerra é lontana e le cittá sono piú sicure... ma resta il fatto che se si votasse oggi vincerebbe ancora Uribe!
Saluti, Doppiafila

doppiafila ha detto...

Ciao Simone, pare che Uribe ti abbia letto e... ha fatto il riferimento! Mantenersi al potere toglie freschezza alla democrazia, dice... Immagino che tutto si possa risolvere con un livello desiderato di freschezza, no?