sabato 22 dicembre 2007

Dice Piedad

L'edizione 1334 di Semana (che è del 26 Novembre, ma che solo ora ho avuto in mano in forma cartacea) contiene un'intervista di María Isabel Rueda a Piedad Córdoba; l'occasione è lo "strappo" di Uribe, la sua decisione di ritirare a lei ed a Chávez il mandato per la negoziazione dell'intercambio umanitario con le FARC.

Ci sono vari passaggi da sottolineare, sia essenziali al processo di pace che "curiosi".

Tra i primi, l'affermazione che gli U.S.A. sono pronti a negoziare la liberazione di "Sonia" e "Trinidad" una volta avute le prove di sopravvivenza. È la conferma dell'esistenza concreta della "sponda" americana, nonostante il silenzio ufficiale del governo americano sul tema. E poi il tono generalmente positivo con cui tratta Uribe, al quale riconosce - ad esempio - di non aver dato retta alle "male lingue" del Parlamento che temevano una sua esposizione mediatica eccessiva ed il conseguente vantaggio politico per la senatrice dell'opposizione.

Tra i passaggi curiosi ce ne sono almeno un paio incredibili.
Il primo riguarda l'incontro tra Chávez e Sarkozy. Per trasmetterci la cordialità esistente tra i due, la Córdoba cita le prima parole del Presidente francese all'omologo venezuelano: "A me piacciono le donne quanto a te". Incredibile.
Ed ancora sul filone della misoginia, racconta della prima riunione tra Chávez e le FARC, a Caracas, e di quando decide di ritirarsi e "lasciarli parlare tranquilli". La ragione di questa discrezione? Quasi certamente ce n'è una politica, ma quella che decide di citare all'intervistatrice (donna) è questa: "Per una donna, con o senza discussione, con questi personaggi è dura. A loro sembra strano che noi donne pensiamo".

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