venerdì 28 settembre 2007

La tristezza dopo il dolore

Il Governo Colombiano chiede all'Organizzazione degli Stati Americani di formare una Commisione Medico Legale; l'Organizzazione degli Stati Americani chiede appoggio alla Repubblica Francese, al Regno di Spagna ed alla Confederazione Elvetica, che propongono tre Esperti ed un Coordinatore dal Canada, Portogallo, Danimarca ed Argentina. Il risultato di tanto maiuscolo impegno è la conclusione che gli undici deputati del Valle del Cauca non sono stati vittima di un incidente nè si sono suicidati - sono stati uccisi.
La triste cronaca di un'opportunità sprecata.

Dopo alcuni problemi di download - e finalmente grazie ad Alessandro di L A T A M - sono riuscito ad ottenere una copia del rapporto della commissione di esperti della OEA. Ancora qualche difficoltà per leggerlo (sono occupatissimo dal mio trasloco a Londra, del quale non ho ancora parlato esplicitamente sul blog ma che già ha un forte impatto reale sui miei ritmi di pubblicazione...) ma finalmente stamattina ci sono riuscito. Appena voltata la trentesima ed ultima pagina mi ha dominato lo scoramento: possible che sia questa la reazione immediata ed ufficiale del Governo Colombiano? E che sia avallata esplicitamente dall'OEA e dai paesi facilitatori del processo di pace?

Dopo la reazione di un intero paese all'uccisione di 11 dei 12 deputati regionali del Valle in mano alle FARC da diversi anni, mi aspettavo qualcosa di più. Il rapporto invece è poco più di una presa in giro.

Gli esperti internazionali comandati dal Dottor James Young ricevono le salme dalla Croce Rossa nel pomeriggio del 9 Settembre scorso. Procedono all'identificazione ed alle autopsie, ed a partire dall'11 Settembre iniziano a rilasciare i resti alle famiglie.
Delle trenta pagine, 11 - una per ogni vitima - sono dedicate al rapporto d'identificazione - immediata, visto che i corpi erano ben conservati e che di ciascuno si disponeva d'impronte dentali e digitali.
Altre undici contengono invece i risultati dell'"investigazione" - e le virgolette sono d'obbligo, perché nonostante al commisione affermi di aver ottenuto dall'esame più informazione di quanto si aspettasse i risultati sono scarsi, tanto scarsi che basta un paragrafo per riassumerli: " i deputati sono morti per numerosi colpi d'arma da fuoco, con multiple traiettorie; ci sono due ferite da spari a distanza ravvicinata e sono stati trovati diversi tipi di proiettili".

Se l'opinione pubblica e le famiglie cercavano una risposta ad alcune domande fondamentali, non è qui che la troveranno. Esecuzione o fuoco incrociato? FARC contro FARC (come ha suggerito il Governo), FARC contro Esercito o FARC contro mercenari stranieri (voce che circolava con insistenza)?
L'unica ipotesi che si può scartare è che si sia trattato di un'esecuzione di massa: la drammatica immagine degli 11 sequestrati in ginocchio e bendati con un guerrigliero alle spalle che li finisce con un colpo alla testa non è compatibile né con le diverse traiettorie né con il numero di proiettili ritrovati (fino a 10 per un'unica persona).
Il fatto poi che i proiettili fossero di diversi tipi sembra rendere probabile l'ipotesi di un fuoco incrociato, ma la Commisione non chiarisce né di quanti tipi diversi si tratti né di quali - e questa è la mancanza più grave del rapporto. Sarebbe infatti fondamentale - ad esempio - sapere se i proiettili ritrovati siano del calibro o del tipo usato dall'Esercito, dalle FARC o dai Paramilitari.

Anche le diverse traiettorie suggeriscono uno scontro tra gruppi diversi, ma la Commissione ci tiene a sottolineare che possono anche derivare da un "processo dinamico in cui una persona si contorce e si gira mentre le sparano", suggerendo un atroce balletto di morte in piena selva.

L'opportunità di fare chiarezza è sprecata. Il giornale della famiglia del Ministro della Difesa fa scivolare il tema fuori dall'agenda (ma non senza aver prima dato l'occasione a qualche portavoce del Governo di suggerire un'interpretazione ufficiale dei fatti). Le famiglie ricevono i cadaveri dei loro cari ma non la verità su come siano morti. E l'opinione pubblica (per nulla stimolata da mezzi di comunicazione totalmente disinteressati) comincia ad impilare anche quest'episodio sull'inifinita colonna di violenza che allontana la Colombia dal sogno della convivenza civile.

domenica 16 settembre 2007

Niente da fare

Ho passato le ultime due ore a cercare di scaricare dalla pagina della Presidenza della Repubblica il rapporto della Commissione Medico Legale dell'Organizzazione degli Stati Americani: niente da fare.
Di salvarla su disco non c'é stato verso; un po' meglio mi é andata a leggerla sul browser, ma solo dopo vari tentativi sono riuscito ad andare oltre la prima pagina e comunque solo fino a pagina 5, prima che iniziasse la parte che m'interessava: le conclusioni su come siano morti gli undici deputati regionali del Valle uccisi nel Giugno scorso.
Ho cercato anche sul sito della OEA, ma - a parte qualche foto del dottor Young - neanche lí ho trovato alcunché. Lo stesso dicasi per una ricerca generica su Google con filetype:pdf, o sui blog italiani, colombiani e nordamericani che lego piú di frequente.

Non avendo letto l'unico documento disponibile sulla vicenda, non me la sento di commentare. Lo faró appena lo troveró.

Se un lettore di Bogotalia fosse in possesso del file, puó farmi un grande favore e mandarmelo a ore.bil @ libero.it.

martedì 11 settembre 2007

Don Diego sepolto tra il fogliame

La cattura di Diego León Montoya é la notizia del giorno. "Don Diego" é un super boss dei narcos, ricercato da tempo immemore e potente come pochi. Ottimo colpo per la campagna presidenziale di Juan Manuel Santos.

Le modalitá della cattura meritano una lettura diretta, magari sulla pagina de El Tiempo.

lunedì 10 settembre 2007

Il diario dell'olandese in italiano

Trovo su Rotta a Sud Ovest la traduzione dei brani del diario dell'Olandese Farcante pubblicati qualche giorno fa su El Tiempo.

Lettura obbligata, sia per chi ci crede sia per chi sospetta un'operazione propagandistica.

Per il link esatto all'articolo, vi rimando alla sezione "dal mio reader", nella colonna di destra.

domenica 9 settembre 2007

Le brigate internazionali delle FARC

Il ritrovamento del diario di alias Eillen (ragazza olandese, forse Tanja Nijmeijer, che sarebbe stata arruolata nelle FARC) continua a tenere banco, ed apre ora la questione dell'appoggio internazionale alla guerriglia colombiana.

Secondo El Tiempo, nel computer di Carlos Antonio Lozada si sarebbero ritrovate le tracce di alcuni volontari europei unitisi alle FARC tra il 2000 ed il 2002. Ci sono greci, olandesi, irlandesi, spagnoli, ceceni, svizzeri e norvegesi.
Nessun italiano nella lista.