mercoledì 31 dicembre 2008

Auguri di Buon 2009

Buon Anno Nuovo a tutti i lettori - fedeli e casuali - di Bogotalia.
Saluti, Doppiafila

domenica 21 dicembre 2008

Uomo dell'anno? Mio zio


Non lo dico io ma Alejandro Santos, direttore di Semana, che mette lo zio Juan Manuel in copertina.

Vi prego di notare che il tag di questo post é Presidenziali 2010...

sabato 20 dicembre 2008

Uribe, Governatore di Antioquia

Se parlate spagnolo, guardatevi questo video: fa venire i brividi.

Lui é Jaime Garzón, ucciso il 13 Agosto del 1999.

Una buona notizia

Nascerà a Bogotá il "Centro della Memoria, Pace e Riconciliazione", per il risarcimento simbolico delle vittime della violenza in Colombia e per restituire loro dignitá.

L'annuncio é di Agosto scorso, ed il Centro - riprendo testualmente - "avrá tra le sue funzioni la ricezione, archiviazione e trattamento di informazioni [...]: testimonianze di vittime, archivio fotografico, video; fungerá da luogo di riunione ed appoggio per iniziative di pace, punto d'incontro per organizzazioni sociali, gruppi d'analisi, universitá e scuole. Servirá anche a promuovere eventi per la promozione della pace e della riconciliazione, come seminari, gruppi di studio, conferenze, esposizioni ed altri".

El Tiempo riporta oggi un'iniziativa del Centro che mi pare eccezionale: la "Cartogrtafia della Memoria", una mappa di Bogotá che ci guida attraverso 28 fatti di sangue e di violenza che hanno segnato la vita della cittá e del Paese, come l'omicidio di Jaime Garzón o quello di Jorge Eliécer Gaitán. A gennaio poi, un sito web (forse questo?).

martedì 9 dicembre 2008

Auguri Bogotalia

Tre anni, 670 post, quasi centomila visite, tante conversazioni: auguri, Bogotalia!

lunedì 8 dicembre 2008

Perder es cuestion de método - Recensione

Il film é del 2004, ma sembra di fine anni Settanta. Un po' sono le location bogotane, non proprio all'avanguardia; un po' la storia "senza tempo"; un po' i temi, sempre gli stessi nella Colombia senza tempo della corruzione, della violenza e del narcotraffico. Ma é complice anche la regia sciatta e slegata di Sergio Cabrera, che riesce a rendere incomprensibile e noiosetta la storia di Santiago Gamboa (che a scrivere é bravo).

Che altro dire: gli attori, quelli di sempre. Le caratterizzazioni, quelle di sempre. I luoghi - l'avete indovinato - quelli di sempre: la circumvalar, la Jimenez, il cimitero centrale. Il tema? Qui c'é un twist, visto che lo sfondo é mafioso-urbanistico, invece che il solito mafioso-narcotraffico, e tutti cercano un documento notarile invece di un carco di coca o una busta coi soldi.

In una parola: peccato. Cabrera é uno dei "grandi registi" del cinema colombiano; mi vedró gli altri, a partire da "La estratégia del caracol", da molti indicato come il miglior film colombiano di sempre.

Quanto a questo: perdetevelo, col metodo che preferite.

sabato 6 dicembre 2008

Stencil e graffiti bogotani

Grazie a Blogotá.com scopro il blog Visual Slang, di Lois Stavsky, dedicato alla street art (o all'immaginario urbano moderno).

Molto interessante il blog, e ricchissima la collezione dedicata a Bogotá, che potete trovare al completo su Flickr. Qui sotto, un assaggio.

giovedì 4 dicembre 2008

I have a dream

Mi immagino un nuovo presidente colombiano. Me lo immagino appena eletto, forte della carica democratica di milioni di voti, di fronte all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite: il Mondo, con la M maiuscola, lo ascolta.
E sogno che faccia un discorso solido, ambizioso, chiaro, pulito. Accompagnami in questo sogno, per favore, e leggi come me lo immagino.

"Quarantatre milioni di colombiani, un popolo amante della pace, sopportano una delle più gravi crisi umanitarie nel mondo. Questa violenza ci impedisce di superare la condizione di paese in ritardo, nello sviluppo tanto economico come sociale; soffriamo miseria ed ingiustizia pari a quelle che affliggono molte nazioni.

L'obiettivo centrale della nostra politica dev'essere il salvataggio dello stato di diritto, del quale il sostegno della cittadinanza alle legittime istituzioni è un elemento essenziale.Si tratta di una espressione di solidarietà di ogni individuo con la sua comunità, senza la quale lo Stato perde la sua natura sociale.

Occorre proteggere tutti i cittadini in una nazione pluralista, aperta alla discussione fraterna e creativa. Una politica che impedisca l'esodo dei contadini dalle loro terre, l'intimidazione dei giornalisti, il rispetto della missione degli educatori; che permetta ai sindacalisti di esercitare liberamente la loro azione, ai leader politici a muoversi senza paura, ai difensori dei diritti umani di dedicarsi al loro lavoro senza minacce.

Il problema colombiano è una minaccia per la stabilità democratica nella regione. Abbiamo bisogno di aiutare il mondo a risolverlo. Con l'impegno ed il sostegno delle nazioni del mondo, e con la nostra determinazione, la Colombia sarà liberata dalla schiavitù della violenza e potrá essere più prospera ed equa".

Se vuoi leggere tutto il discorso, lo trovi qui.

É stato pronunciato il 13 Settembre del 2002.

Da Álvaro Uribe Velez.

mercoledì 3 dicembre 2008

Piú vicini al terzo canale

María Carolina Hoyos Turbay, direttrice della CNTV, ha annunciato gli ultimi "dettagli" del processo di assegnazione delle frequenze per il terzo canale TV.

La prima decisione é stata quella di non mettere all'asta due frequenze ma solo una - e fin qui nessuna sorpresa.
Sono stati poi definiti tempi e modi del processo di assegnazione: apertura a Gennaio 2009, asta a Maggio e canale operativo all'inizio del 2010 (o appena possibile, e comunque prima delle elezioni presidenziali! ;-)
Le modalitá dell'asta dovrebbero essere normali (vince chi offre di piú), ma Portafolio riporta una versione diversa e preoccupante, ovvero che vincerebbe chi si avvicina di piú al prezzo segreto deciso dalla CNTV. Questo particolare non é riportato nella nota ufficiale della CNTV, per cui non possiamo escludere che abbia ragione Portafolio...

Ce n'é anche per i due canali privati giá "in pista": gli verrá rinnovata la licenza per altri 10 anni, contro pagamento di 189 miliardi di pesos (63 milioni di Euro) e del 7,58% (sic) dei ricavi lordi (i numeri sono molto precisi, segno evidente che le due banche d'affari incaricate - Correval e EsFinanzas - hanno fatto un buon lavoro...). RCN e Caracol dovranno anche mettere a disposizione (immagino a pagamento) la propria rete al nuovo canale, che ha l'obbligo di coprire una certa quota di popolazione/territorio del Paese.

I gruppi interessati si confermano: Prisa, Planeta e Cisneros (anche se secondo Semana quest'ultimo sarebbe in forse).

martedì 2 dicembre 2008

Novella Marylin

L'onore di portare conforto ai soldati al fronte in Colombia tocca a Natalia París.

L'accompagna il Ministro della Difesa, Juan Manuel Santos (qui a destra nella foto di Semana).

Al settimanale é parso strano che il Doctor Santos scegliesse come testimonial la fotomodella, che é famosissima per merito proprio (ma anche perché ex moglie di un noto narcotrafficante, e vicina al "faraone" David Murcia Guzman).

La risposta del Ministero della Difesa la dice lunga: non ha voluto essere pagata, quindi tutto a posto ...

lunedì 1 dicembre 2008

Essere imprenditore in Colombia

Una storia esemplare: imprenditore, due aziende, un'attivitá immobiliare. Uno dei business é nell'artigianato, con 6 negozi in franchising nei migliori centri commerciali del Paese; l'altro, un'azienda di servizi ambientali con 150 dipendenti ed una quarantina di clienti, tra i quali il gigante Bavaria. Nell'immobiliare, comprare terreni per poi svilupparci lottizzazioni od edifici. Tutto questo nato e cresciuto in pieno boom, ovvero dal 2002 ad oggi, con l'economia in crescita del 6,7,8% l'anno.

Ebbene, questo imprenditore non si puó permettere di avere un'automobile.

Eh, sí. La situazione in Colombia dev'essere davvero drammatica. Incredibile. Ma ancora piú incredibile é che si tratti del figlio del Presidente della Repubblica, Álvaro Uribe Velez.

L'intervista completa é qui.

sabato 29 novembre 2008

Che brutto vizio

Anche El Espectador soffre di queste terribili malattie colombiane: il "patriottimismo" ed il B.A.E. (bisogno d'approvazione esterna).

I sintomi del primo sono inconfondibili. "Colombia es el mejor vividero del mundo", "Bogotá es la Atenas de latinoamérica", "la democracia más antigua del continente": sono solo tre esempi di manifestazioni esterne di "patriottimismo", originate dalla certezza di far parte di un momento privilegiato dello spazio-tempo planetario, un'etá dell'oro che ha il suo epicentro nella novella arcadia, nel regno dell'utopia realizzata: la Colombia del XXI secolo.

La seconda si manifesta in una ricerca smodata della conferma - da parte di uno straniero - di quanto sopra. Ed ecco che la persona affetta da B.A.E. é capace di leggere questa conferma anche dove non c'é, e di inventarsela se necessario, tanto ne ha bisogno per ridurre l'angoscia da autoinganno legata alla prima malattia.

Prendiamo questo caso in particolare.

Il Foreign Office aggiorna la pagina colombiana dei "consigli per i viaggiatori". La prima frase é chiarissima: "This advice has been reviewed with amendments to the Natural Disasters section (Nevado del Huila volcano). The overall level of the advice has not changed.".
Potremmo tradurlo in soldoni come "tutto come prima, salvo per un'eruzione". Ed in effetti, il testo completo é la classica, interminabile litania di sequestri, criminalitá organizzata e comune, mine antipersonali, eccetera. Questa deprimente e cupa descrizione del paese é interrotta da due brevi spezzoni: uno concede che la situazione é migliorata negli ultimi anni (ma occhio: inizia con "though", sebbene, e continua suggerendo di mantenere alta la guardia) e l'altro individua Cartagena e Bogotá come attrazioni turistiche in crescita.

Come riporta El Espectador questa notizia? Cosí: "il Regno Unito sottolinea i miglioramenti della sicurezza in Colombia".
L'articolo é da manuale, e ne copio i primi passaggi nel timore che venga rimosso dal sito nei prossimi anni.

"El Ministerio de Relaciones de Gran Bretaña actualizó su informe sobre Advertencias de Viaje a Colombia, en el que destacó la mejora en seguridad. De paso aconseja visitar esta nación.

Según este mismo detallado informe, en el país ha disminuido sustancialmente la incidencia del secuestro para turistas británicos y destaca como Colombia tiene una democracia más estable, la cual es la más antigua de Latinoamérica. [...]"

Il neretto non l'ho potuto trattenere. Patriottimismo conclamato.

Ed i tag dell'articolo sono "política" (???), "Reino Unido" e "Seguridad Democrática".

Puah.

Magari, dico io


La costruzione di queste tre torri comincerá - secondo El Tiempo - tra tre anni, vicino alla stazione della Sabana.

Il progetto (che evoca gli straordinari grattacieli di Calatrava, ed in particolare il Turning Torso di Malmoe) fa parte di un piano urbanistico piú ampio, che comprende alcuni interventi pensati per le celebrazioni del 2010.

Bogotá ha uno straordinario bisogno di queste cose, specie al centro e nei quartieri del Sud. Speriamo che i soldi, come afferma l'articolo, ci siano davvero....

giovedì 27 novembre 2008

Bene, bravi

La presenza online dei canali TV colombiani é migliorata strepitosamente.

Ora tutti offrono molto video - spesso programmi completi! - con buona fruibilitá tecnologica.

Vi segnalo in particolare CaracolTV, RCN, Notícias Uno e CM&.

mercoledì 26 novembre 2008

Democrazia o mercato?

Uribe annuncia nuove misure per affrontare l"emergenza piramidi" nel sud del paese.

I deputati conservatori del Putumayo e di Nariño, peró, dichiarano di apprestarsi a votare contro la sua ri-ri-elezione: "ce lo hanno chiesto i nostri elettori", affermano.

I rappresentanti in questione si chiamano Miriam Paredes e Orlando Guerra de la Rosa. Saranno un esempio di democrazia in funzionamento o stanno solo tirando sul prezzo??

lunedì 24 novembre 2008

Undici sgambano (piú due)

El Tiempo riportava ieri un elenco di potenziali candidati per le presidenziali colombiane del 2010.

Dico potenziali perché non tutti hanno lanciato ufficialmente la candidatura: la maggior parte aspetta che si definisca la ri-ri-elezione di Uribe, che é ancora ufficialmente l'asso di briscola della partita.

Ecco la lista, con la descrizione scelta dal quotidiano bogotano:
Sergio Fajardo, ex sindaco di Medellín
Luis Eduardo Garzón, ex sindaco di Bogotá
Carlos Gaviria Díaz, presidente del Polo Democrático.
Alfonso Gómez Méndez, ex fiscal General
Carlos Holguín Sardi, ex ministro degli Interni
Iván Marulanda, membro della "Direzione Associata" del Partito Liberale
Rafael Pardo, ex ministro della Difesa
Gustavo Petro, senatore del Polo Democratico Alternativo
Marta Lucía Ramírez, senatrice del Partito della 'U'
Rodrigo Rivera, ex presidente della Camera
Germán Vargas Lleras, presidente di Cambio Radical.

Solo nel corpo dell'articolo compaiono i nomi di Juan Manuel Santos (ministro dell Difesa) e di Noemí Sanín (ambasciatrice a Londra), considerati fuori lista finché Uribe non si fa da parte.

domenica 23 novembre 2008

Post-piramidi

David Murcia Guzmán é in carcere. [la foto a destra é tratta da Caracoltv.com]

A Honda c'é il coprifuoco, dopo una giornata di saccheggi.

In Putumayo e nel Tolima scontri tra polizia e manifestanti.

Al telegiornale sfilano le auto del Murcia: Lamborghini, Ferrari, Hummer.

Alcuni gridano slogan anti-Uribe, altri si aspettano che gli si restituisca il denaro "investito".

Colpevole o salvatore, i responsabile é lui - non loro.

Il populismo nasce anche dal basso.

venerdì 21 novembre 2008

Simone Bruno minacciato

Simone scrive di Colombia su varie testate.

Di recente, ha seguito la mobilitazione indigena (qui l'articolo del mese scorso su Carta).

Per email, mi fa sapere di essere stato minacciato. Voglio esprimergli tutta la mia solidarietá: é triste, ma chi scrive di Colombia (ed ancor piú dalla Colombia) prima o poi si sente in pericolo - fa parte delle tradizioni locali...

Di seguito, il testo della minaccia ed una traduzione approssimativa:

"mamertico de mierda se esta metiendo con fuerzas que lo van a aplastar muy valiente tirando piedras y agrediendo agentes del estado en la maria si quiere ser un martir con mucho gusto le cumplimos el deseo rece malparido"

"comunistello di merda ti stai impicciando con forze che ti schiacceranno molto coraggioso lanciando pietre ed aggredendo agenti dello stato a la maria se vuoi fare il martire sará un piacere realizzare il tuo desiderio prega stronzo"

giovedì 20 novembre 2008

In mezzo alla confusione....

... non vorrei che vi sfuggisse un piccolo dettaglio.

David Murcia Guzmán viene arrestato a Panama e trasportato a Bogotá; i truffati (che i media continuano a chiamare "risparmiatori") marciano verso la piazza di Bolivar - ma sono solo 400, non é la guerra civile; sui media di governo spuntano con tempismo perfetto le prove contro le piramidi.

Se v'interessa la big picture, seguite i link qui sopra e buona lettura. Su Bogotalia trovate solo una nota al margine.

Uno degli arrestati nell'operazione anti DMG si chiama Daniel Angel. Viene descritto come uno dei principali soci in affari del Murcia. Si tratta dello stesso Daniel Angel amico di Jerónimo Uribe, figlio del Presidente.
Solo pochi giorni fa, il Murcia faceva sapere per radio che DMG era in affari coi figli del Presidente; Jerónimo telefonava per smentire: "io ero in affari con Daniel Angel, non con DMG".

Mi aspetto - nei prossimi giorni, forse anche domani - che schiere di giornalisti si lancino su questa ghiotta opportunitá.

lunedì 17 novembre 2008

Contrattacco


Se DMG dichiarava guerra, ora il Governo risponde. Con le autoblindo.


Continua la folle escalation delle "piramidi".
La foto é tratta da El Tiempo.

domenica 16 novembre 2008

Le piramidi contro lo Stato

Non é il titolo di un B-movie, ma una buona descrizione della situazione in Colombia.
Con un incredibile video su YouTube, David Murcia Guzmán (presidente di DMG, la super-piramide alla quale ha dato le iniziali) sfida Uribe e lo avverte: "Solo Dio puó mettersi contro la grande famiglia di DMG".

Povero Uribe. Fino a pochi mesi fa sfidava le FARC, fronteggiava il vicino Chávez, sbaragliava paramilitari e nei ritagli di tempo metteva al loro posto i terroristi dell ONG. Ora il suo nemico numero uno é un signor nessuno, un tipo che fino all'anno scorso non esisteva e che ora si permette di dire le cose in faccia al "RePresidente".

Un signor nessuno, certo, ma ha imparato bene la lezione. Guardatevi il video, c'é tutto: la bandiera colombiana (vicino a quella della DMG), lo sfondo elegante (ma aspettatevi presto il sigillo, come quello della Casa Bianca), il gobbo ben nascosto, l'oratoria astuta, i riferimenti al popolo, l'attacco ai poteri forti (con nome e cognome: Sarmiento Angulo, capo del gruppo bancario Aval).

Poi in un'intervista alla W Radio la stoccata finale: gli stessi figli del Presidente sarebbero in affari con DMG! La smentita di Jerónimo suona piú a conferma che altro, e tocca al papá andare all'attacco.

Classifiche

Riporto - con un mini commento finale - le liste degli articoli piú letti dalle edizioni online di El Espectador, Semana e El Tiempo, copiate dalle rispettive pagine ieri mattina (attorno alle 8 GMT).

El Espectador

















Semana














El Tiempo



















Incredibile, no?

sabato 15 novembre 2008

La gran piramide spiegata

Finalmente un articolo - su LaNota.com che spiega come funziona DMG, la piú grande "piramide" colombiana (per chi si fosse perso i precedenti, non si tratta di monumenti archeologici ma di truffe).

venerdì 14 novembre 2008

La pace in Colombia



"Avevo promesso di scrivere sul tema. Non é stato facile farlo. Ero occupato. Ora mantengo la promessa".


Inizia cosí "La paz en Colombia", di Fidel Castro. Potete scaricarlo gratis, in versione completa (ben 6 mega, qui) o solo testo (1 mega e mezzo, qui). Io l'ho scoperto grazie a LookingBackward, che ringrazio.

giovedì 13 novembre 2008

Crollano le piramidi

Coprifuoco a Popayán, scuole chiuse a Pasto, saccheggi in molte cittá: sono crollate le "piramidi".

A Santander de Quilichao, secondo Portafolio, centinaia di truffati hanno forzato le porte della loro "banca dei poveri" ed hanno trovato le stanze spoglie, quattro sediacce ed un biglietto: "vi lasciamo le sedie piú care al mondo; se volete indietro i vostri soldi, andate a lavorare e ricordatevi che le uniche piramidi che non spariscono sono in Egitto".

Decine di migliaia di colombiani di classe media o poveri hanno perso o stanno per perdere tutti i loro risparmi; alcuni hanno addirittura preso soldi in prestito per "investire" - e per loro si apre un inferno personale.

Il crollo annunciato riempie di tristezza: quanta distrazione, disinteresse o collusione deve esistere tra politici ed amministratori colombiani che hanno "lasciato fare" questi truffatori per mesi e mesi? Che grado di superficialitá ha fatto passare questa "storia" sotto il naso di tutti i media?

Purtroppo, credo sia solo l'inizio. La D.R.F.E. (che sta per Dinero Fácil Rápido y Efectivo, che ci crediate o no, e che ha pure un sito web) é solo una delle tante, ma la chiusura dei suoi "sportelli" sta generando il panico e spingendo i "risparmiatori" a rititare i propri depositi.

PS: mentre scrivo, non posso fare a meno di pensare all'attuale crisi finanziaria ed a come quanto sopra le si possa riferire pari pari...

mercoledì 12 novembre 2008

Fernando Botero: essere e pagare

Fernando Botero afferma in un'intervista a El Tiempo: "Al fisco italiano non devo una lira (sic)" e spiega che non essendo italiano non deve pagare le tasse in Italia.


Anch'io non sono colombiano, ma quando ho vissuto a Bogotá le tasse le ho pagate! É che in questi casi, conta la residenza: normalmente paghi le tasse nel paese in cui risiedi per 6 mesi e un giorno. E dove ha la residenza Botero? Non a Pietrasanta - dove vive - ma a Montecarlo.


Occhio, peró: non voglio suggerire che Botero abbia simulato la residenza a Monaco per pagare meno tasse - non solo nulla della sua vita e non voglio saltare alle conclusioni. Ma mi pare assurdo che El Tiempo non riferisca questo "dettaglio" (cosa che invece fa El Espectador).

martedì 11 novembre 2008

Lula e... Carfagna

Il Presidente brasiliano Luis Inácio "Lula" da Silva é in visita di Stato in Italia (e Vaticano).
Va a riceverlo a Ciampino il Ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna.

Voi chi avreste mandato?

lunedì 10 novembre 2008

Veritá ed indulto

Questa - in estrema sintesi - la proposta che Carlos Medellín lancia sul caso del Palazzo di Giustizia in un'intervista a El Espectador. "Negli ultimi sue anni" afferma "si é avanzato piú che negli ultimi venti", e forse sapremo chi ha dato gli ordini drammatici di cannoneggiare il Palazzo, di non negoziare coi guerriglieri, di sparare sul bagno in cui erano tenuti gli ostaggi civili e poi di far sparire le prove, spogliare i cadaveri e mentire, mentire, mentire - per decenni.

Medellín non é solo un politico di nome in Colombia (fino a pochi mesi fa era ambasciatore a Londra), ma anche figlio di una delle vittime dell'olocausto dell'85. Non é certo un "nemico del sistema", e chissá che la sua proposta non possa facilitare il processo.

mercoledì 5 novembre 2008

Obama presidente

Barack Obama é stato eletto Presidente degli Stati Uniti.

Vari media colombiani sottolineano la sua razza: per RCN é "il primo negro", per La Opinión e El Colombiano é "il primo Presidente negro", mentre El Espectador (da cui é trata l'immagine qui a destra) sceglie un gioco di parole: "Obama dio en el blanco", dove blanco sta sia per "bianco" (il colore, la razza) che per "bersaglio".

Neutri El Tiempo, Caracol Radio, El Nuevo Siglo, mentre Semana titola "Obama, il benedetto" (mancando solo di poco il concetto di "unto del Signore" che tanto significa per noi italiani...).

Segnalo due post sulle conseguenze dell'elezione di Obama sulle relazioni USA Colombia (da CIP Online) ed USA America Latina (da Americalatina).

martedì 4 novembre 2008

Nasce "Nuestra Tele Noticias 24 horas"

RCN (il cui slogan piú famoso é "Nuestra Tele") ha lanciato un canale di notizie chiamato, appunto, "Nuestra Tele Noticias 24 Horas". Víctor Solano dedica un post di approfondimento alla programmazione.

Nel video di presentazione, la direttrice Claudia Gurisatti definisce il target: i latinoamericani tutti, compresi quelli che vivono fuori dalla regione. Una alternativa che "ci continuerá ad unire come regione, come latinos, [...] che vogliamo diventare la regione piú prospera del mondo".

A parte quest'ultimo riferimento (che suona ridicolo giá oggi ma potrebbe diventarlo ancora di piú dopo che sará arrivata la crisi), mi pare che il canale dichiari un obiettivo e ne cerchi piuttosto un altro.

L'obiettivo dichiarato é quello di diventare un punto di riferimento non solo per i colombiani, e di proporre un punto di vista regionale. Una specie di Telesur, per capirci. Dubito che in RCN abbiano davvero quest'ambizione: la Colombia é isolata (geograficamente e politicamente), e immagino siano ben pochi ad essere disposti a seguire un'informazione regionale prodotta a Bogotá. Puó darsi che abbiano usato questo miraggio per ottenere l'appoggio del Governo Uribe, che avrá apprezzato l'idea di poter rispondere al vicino Chávez.

Il vero obiettivo - credo - sono le classi alte colombiane, quelle che hanno l'abbonamento alla TV via cavo e che sempre piú cercano alternative alla programmazione piatta e monocorde dei due canali nazionali (RCN e Caracol). Sono loro - e la pubblicitá che possono attrarre - la ragion d'essere di questo canale.

Bene per RCN: secondo me é la mossa giusta. Meno bene per la Colombia, che invece di avere una nuova voce si ritrova con la stessa - piú amplificata....

lunedì 3 novembre 2008

Rassegna stampa del lunedí mattina

Una mini rassegna stampa di inizio settimana su temi a me cari:

- El Espectador dedica un lungo articolo al tema delle "piramidi". Lo titola "La bomba ad orologeria della DMG"; passa in rassegna i vari processi aperti contro questa "azienda" ma poi - irresponsabilmente - lascia al lettore una conclusione aperta: potrebbe essere una truffa o la piú grande idea del decennio in America Latina. Non una parola su come facciano ad offrire rendimenti cosí alti, non un accenno agli altri casi - colombiani ed internazionali - finiti in tragedia. Secondo l'articolo, si é costituito un "gruppo di lavoro" governativo per scoprire come funziona DMG, ma la DIAN, la Magistratura, il DAS, la Dijín ed il Ministero delle Finanze ancora non ne sono venuti a capo: lo capiranno quando scoppierá?

- Mauricio Vargas su El Tiempo (pre)lancia la candidatura di Juan Manuel Santos alla presidenza, citando un sondaggio che lo vede favorito tra i "presidenziabili" per il 2010. L'idea chiave é che il Ministro delle Difesa é responsabile della soluzione (le purghe) e non del problema (il mancato rispetto dei Diritti Umani su larga scala) delle Forze Armate.


- Secondo Semana, Giorgio Sale starebbe per iniziare a parlare dei suoi rapporti col potere politico colombiano. L'impresario era di casa nella Bogotá bene, e sono in molti a preoccuparsi...

domenica 2 novembre 2008

Falsi positivi

Il tema é scottante, ma non lo tratterò in questo post.

Lo ha già fatto Looking Backward.

venerdì 31 ottobre 2008

L'inizio della fine di Uribe?

Povero Uribe.

Lasciato col cerino in mano dell'ultima guerriglia in America Latina, aveva trovato in Bush un interlocutore da Guerra Fredda: eletto da Dio, distratto e disposto a chiudere più d'un occhio se i "basics" erano a posto (opposizione a Chávez, consenso di Washington, TLC, lotta alla droga).

Con la bonanza dell'economia (anche colombiana) s'era trovato con borse e borse di pesos da regalare durante i suoi consigli comunitari e da usare per finanziare un'apparato smisurato di favori ai politici amici.

Ora le due colonne stanno crollando. Barack Obama negli USA e la crisi mondiale toglieranno ossigeno al suo progetto. Ed Uribe non ce la fará.
Se n'é accorta anche la Chiesa Cattolica, che lo ha scaricato; ora mancano i media, pronti ad appoggiare il prossimo "sicuro vincitore" (non appena verrá identificato). Poi - per ultimi - toccherá alla maggioranza di colombiani che ancora vedono in Uribe il salvatore della Patria.

A lui restano due alternative: uscire bene (da statista) o uscire male (da criminale). Sono convinto che giá da ora sta dedicando piú energie ad evitare quest'ultimo risultato che a cercare la rielezione.

martedì 28 ottobre 2008

Informi? Espulso!!

Julien Dubois e Damien Fellous sono stati deportati dalla Colombia, dove non potranno più mettere piede per cinque anni.

La colpa? Violazione della normativa migratoria, secondo la (ex?) direttrice del DAS. Sono entrati come turisti e poi " si sono immischiati coi terroristi ed approfittando della protesta indigena hanno creato problemi di ordine pubblico" (parole del Presidente Uribe).

Olga Gonzalez - del blog Sociologia para Novatos - intervista Dubois e scopre che stava preparando un documentario sullo sciopero dei tagliatori di canna da zucchero.

L'intervista é apparsa su El Espectador, e qui trovate i commenti di Olga Gonzalez.

lunedì 27 ottobre 2008

I messaggi del Cardinale

Un celebre giornalista - Yamid Amat - intervista la massima autorità cattolica del Paese - l'arcivescovo Pedro Rubiano.

Quest'ultimo lancia due messaggi:
1) Uribe deve rinunciare alla rielezione; e
2) costruire tre torri per uffici nei nostri terreni della Carrera Séptima é cosa buona e giusta.

Non parla d'altro; mezza intervista per il primo tema, mezza per il secondo. Si vede che di tutto ció che sta succedendo in Colombia e nel mondo non interessa granché - né a lui né a Yamid Amat.

mercoledì 22 ottobre 2008

Nuovo ambasciatore italiano a Bogotá

É Gerolamo Schiavoni, classe 1947, reduce da 4 anni all'OEA, succede ad Antonio Tarelli. Ha presentato le credenziali il 26 Settembre scorso e sulla pagina web dell'Ambasciata trovate il suo curriculum ed un messaggio ai navigatori.

Al final del espectro - recensione

"Su calidad es mayúscula"
"Good direction, good edition and good photography"
"felicitaciones a los productores y directores de esta pelicula, muy buena"
"excelente formato internacional"

Con queste critiche, chi non l'andrebbe a vedere? Io sì, ancor più perché ne avevo sentito parlare gran bene quando stavo in Colombia. "Un passo avanti del nostro cinema", mi dicevano gli amici, ed io mi ero dispiaciuto di non averla vista. Venendo dall'Argentina, mi ero fatto un'idea della qualità che si puó raggiungere in America Latina, e speravo la Colombia s'incamminasse su quella strada.

Il fine settimana scorso - grazie alla bellissima idea di Colombiage - la proiettavano qui a Londra e - da buon "inglese" - ho prenotato con largo anticipo. Ora posso sommare la mia recensione alle tante che si trovano in rete.

"Al final del espectro" comincia male e finisce (molto) peggio. É un collage maldestro di film del terrore degli ultimi dieci anni, in cui le trame e gli accenni si sovrappongono senza risolversi in un unico filo conduttore. Le storie restano per aria come fantasmi, i personaggi ridotti a camei (salvo i due principali), gli spunti non crescono e non partecipano alla storia (quale?).

Per caritá: sono contento che sia stato girato. Erano anni che in Colombia non si produceva cinema dell'orrore, ed é un bene che la palette degli spettatori locali si ampli. Ma una scopiazzatura mal riuscita fa bene all'industria locale?

La risposta - temo - sia "sí". Il cinema colombiano parte da cosí lontano che persino "Al final del espectro" é un passo avanti.

martedì 21 ottobre 2008

Se vince, Obama aiuterá le FARC?

La domanda può suonare assurda (gli USA con le FARC contro Uribe??), ma se chi la pone é il Wall Street Journal le conseguenze diventano importanti.
In Colombia, la discussione la apre El Tiempo - che immaginiamo pro-Repubblicano - con un "foro de discusión" richiamto in prima pagina.

giovedì 9 ottobre 2008

Pecunia non olet, anzi...

L'economia colombiana soffre: il dollaro schizza (a 2.326 $), la produzione si riduce, scarseggia persino lo zucchero, petrolio e materie scendono. La prospettiva é - diciamolo chiaramente - il disastro: svalutazione (fino a 3.000 pesos per un dollaro, dico io), recessione (PIL in negativo di almeno 2 punti nel 2009, dico sempre io), crisi immobiliare, crollo dei consumi privati (meno la roba di lusso, ché quella andrá in crisi solo quando le narici del nord non cercheranno la polvere del sud).

Che fare dunque? Visto che tutto il mondo é paese (e che Italia e Colombia sono molto, molto vicine), perché non fare un bel condono??? MA - mi raccomando - che i capitali che rientrano siano solo leciti, eh? Capito bene?? Solo, esclusivamente leciti!! Insomma, ci siamo capiti...

domenica 28 settembre 2008

Ma dov'é questa crisi...


Non é ancora piena Fase 3, ma ci stiamo arrivando. Che la frenata economica sia notizia sui media dei Santos non é una coincidenza; Uribe avrà molto da spiegare, senza TLC e con la recessione tra le mani: basterá il politetrafluoroetilene?

mercoledì 24 settembre 2008

Indagati Consolo e Mantovani?

La notizia la da El Tiempo, ed il punto interrogativo lo metto io perché non sono riuscito a trovare altre fonti che la confermino. Secondo Nestor Pongutá, il corrispondente da Roma che firma l'articolo, sarebbe stato il Corriere della Sera a riportarla per primo.
Sempre secondo El Tiempo, incaricati dell'indagine sarebbero Giovanni Ferrara ed Angelantonio Racanelli, i quali avrebbero ricevuto il "dossier" (ovvero le email dal computer di Reyes) da Sabas Pretelt de la Vega, ambasciatore colombiano in Italia.

Visto che io non sono in Italia, c'é per caso qualche lettore che ha visto la notizia su qualche giornale (cartaceo)? O che ne sa qualcosa da altre fonti? Grazie!

Ancora piramidi

"Le piramidi finanziarie sono piú antiche di quelle egizie. La ragione é molto semplice: aviditá e stupidaggine risalgono all'alba dell'umanitá e la base di ogni piramide é la combinazione di entrambe".

É una citazione da un articolo di Mauricio Botero Caicedo dedicato al drammatico tema delle piramidi, le truffe basate sulla promessa di altissimi rendimenti che prima si pagano coi soldi dei nuovi truffati e poi terminano quando s'interrompe la diffusione della moda - lasciando migliaia di persone meno ricche o, nel peggiore dei casi, in miseria.

E l'inventore - a quanto pare - fu un italiano, un certo Carlo Ponzi. Ancora una volta, il tricolore sventola orgoglioso dove c'é da truffare ed imbrogliare....

martedì 23 settembre 2008

L'accenno

La notizia non é particolarmente fresca, ma va data per completezza.

Il presidente Uribe ha aperto la porta alla possibilità di non presentarsi alle elezioni del 2010 - ma le condizioni che ha posto ed i comportamenti concreti suggeriscono che si tratti di un bluff: in altre parole, vuole farsi pregare.

In concreto, Uribe ha detto che preferirebbe vedere il Parlamento concentrato sulle riforme che sulla discussione della (sua) seconda rielezione; ha aggiunto che non é importante perpetuare la sua persona a Palazzo di Nariño ma le sue idee - in particolare la "seguridad democrática" e la "confianza inversionista"; ha poi indicato alcuni nomi quali candidati credibili dell'Uribismo, sottolineando che l'appoggio della coalizione deve andare ad un solo candidato.

I nomi sono: Juan Manuel Santos, Germán Vargas Lleras, Noemí Sanín e Carlos Holguín Sardi (l'immagine a destra é tratta da
El País di Cali). Alcuni aggiungono Martha Lucía Ramírez.

Mi é piaciuto molto il commento di Vicente Torrijos, dell'universitá del Rosario: "“Santos incarna la sicurezza democratica, Noemí la politica estera, Holguín le trasformazioni politiche e Vargas Lleras il potenziale sociale, ovvero ciascuno incarna solo una parte del complesso di fattori che identificano Uribe ed il messaggio é: se volete tutte queste cose, non vi reta che tornare a pensare a me”.

venerdì 19 settembre 2008

Brutte notizie

Il presidente Uribe ha detto varie volte che i due pilastri della sua politica sono la "seguridad democrática" e la "confianza inversionista".

Su quest'ultimo fronte, dobbiamo registrare una cattiva notizia: la Colombia (in compagnia dell'Argentina) verrá aggiunta dalla FTSE ad una watch list, per verificare se non sia il caso di passarla dallo status di Secondary Emerging a quello di Frontier.

La FTSE cura un indice storico chiamato FTSE Global Equity Index Series (GEIS) in cui classifica le economie mondiali a seconda che siano Sviluppate, Emergenti Avanzate ed Emergenti Secondarie. La Colombia figura oggi in quest'ultima categoria, ma la notizia é che sará "osservata speciale" per decidere se debba essere retrocessa al rango di "economia di frontiera".

In pratica, se ció dovese accadere, investire in Colombia sarebbe considerato rischioso come farlo in Costa d'Avorio o in Nigeria.

mercoledì 17 settembre 2008

Cortine fumogene

Devo premettere che non sono un analista economico; lo dico perché so che questo darà credibilità a quanto sto per scrivere.

Secondo me, la svalutazione del Peso Colombiano é solo all'inizio. Prima di metà dell'anno prossimo, per comprare un dollaro ci vorranno almeno 2,500 pesos - 400 più di oggi ed 800 più dei 1,700 raggiunti solo pochi mesi fa. E non é detto che finisca lí.

Perché? Perché la "congiuntura internazionale" si abbatterà sulle trascurate finanze del paese (meno esportazioni in tonnellate per la crisi, meno valore per la discesa dei pressi delle materie prime, meno rimesse degli emigranti, meno occupazione e meno consumo interno, stretta creditizia etc etc etc) e gli investitori internazionali si guarderanno bene dal venire a Bogotà a cercare rendimenti - sarà il tempo della fear, non del greed, molto piú indicato per comprare titoli di stato americani che aziende in un Paese in guerra.

Non continuo ad analizzare (perché non sono analista, come premettevo), ma sposto l'attenzione su come questo tema viene trattato sui giornali del Gruppo El Tiempo.

Portafolio - il quotidiano economico - titola: "Il dollaro ha superato la berriera dei 2.100 Pesos martedí; gli analisti affermano concordi che scenderá".
La notizia ("il dollaro sale") viene immediatamente temperata dall'opinione ("ma scenderá"): non sia mai che il lettore si dovesse preoccupare...


Ma é l'editoriale de El Tiempo che mi pare piú sfacciato ancora. Qui sopra ho riportato il richiamo che, tradotto letteralmente, suona: "Non é chiaro che il recente caos a Wall Strett sia l'ultimo colpo di coda della crisi ipotecaria nei mercati globali".
Chi ha scritto questa frase é un artista: in pratica, ci dice che la crisi é finita (anche se questo non é ancora chiaro), tant'é che il titolo dell'editoriale (incredibilmente) é "Dopo il panico" (dopo??!!). Poteva affermare "non é l'ultimo colpo di coda" e poteva almeno menzionare gli effetti probabili sull'economia locale ma - di nuovo - é meglio non spaventare il risparmiatore colombiano...

lunedì 15 settembre 2008

Arriva ADN

Si chiama come il giornale gratuito del grupo Planeta in Spagna, ma secondo Luis Fernando Santos é solo un coincidenza - niente a che vedere col recente acquisto del 55% della CEET; sì, certo, vabbé.

Ad ogni modo: oggi sará distribuito il primo numero di ADN, il free press de El Tiempo. Circa 600 punti di distribuzione a Bogotá, Cali, Medellín e Barranquilla. Formato tabloid, 24 pagine ed un target "sotto i 40 anni" che - come recita il mantra della stampa gratuita - ha 20 minuti di tempo per informarsi e si annoia a leggere editoriali ed approfondimenti.

Funzionerá? Non credo. Trecentomila esemplari sono tanti, per delle cittá in cui chi usa i mezzi pubblici non consuma e chi consuma (ovvero: chi é interessante per un inserzionista) non usa i mezzi pubblici. Ad ogni modo, El Tiempo sa come gestire un monopolio, e puó vendere pubblicitá "a pacchetto" coi suoi altri media (CityTV, Portafolio, Cambio).

Per saperne di piú:
- L'intervista di Portafolio a Luis Frenando Santos
- L'articolo su Cambio
- La presentazione multimediale su El Tiempo
- Il post di Víctor Solano e
- La cartina di Newspaper Innovation sulla free pressin America Latina.

La crisi boliviana sui blog

Passeggio sul reader e mi aggiorno sulla crisi diplomatica tra Bolivia e Venezuela da un lato e Stati Uniti d'America dall'altro.

Gianluca parla di "venti di guerra", Annalisa rilancia un appello, Gennaro riporta la reazione dei vicini (un segno concreto di appoggio da parte del Brasile di Lula: anch'io vedo un po' di "integrazionismo", finalmente).

E poi c'é Adam che - dal suo osservatorio nordamericano - coglie un aspetto rilevante della vicenda: la gioia dei falchi, ed il favore fatto a McCain a due mesi dalle presidenziali americane...

venerdì 12 settembre 2008

Continua la "fase due"

Come dicevo nel post precedente, i media colombiani iniziano a suggerire ai propri lettori che "forse qualche rischio c'é". É il segnale che - in verita - la crisi e giá cominciata da un pezzo, che le brutte notizie non si possono continuare a nascondere e che bisogna cominciare a suggerire l'esistenza di qualche leggera imperfezione nell'altrimenti perfetto ed oliato meccanismo dell'economia colombiana (la fase due appunto).

Portafolio (il quotidiano economico de El Tiempo) continua a farci vedere come si fa: il titolo di oggi ("La caduta dei prezzi del petrolio e delle materie prime potrebbe ridurre la crescita") é un esempio di understatement.
In soldoni: le esportazioni colombiane "rischierebbero" di diminuire in quantitá (perché Venezuela e Stati Uniti, i due grandi importatori, sono in crisi) ed in valore (per la discesa delle quotazioni) - e se questo "dovesse" accadere "sarebbero" guai.

Grossi.

martedì 9 settembre 2008

Ora sì, è crisi

Se lo dice Portafolio, le vacche grasse sono proprio finite.

L'articolo di oggi non é piú di una collezione di ovvietà, ma rappresenta secondo me l'inizio della "fase 2": dopo il "tutto va bene madama la marchesa" (ovvero la fase 1, il denial) i grandi media inziano a riconoscere che "forse qualche rischio c'é". É l'inizio della seconda fase, il segnale che i buoi sono scappati e bisogna chiudere le stalle. Manca ormai poco alla "fase 3", lo scoppio ufficiale della crisi: titoloni in prima pagina "Colombia ya no crece", "Improvisa subida del dólar", "La inflación fuera de control", "Desempleo: nunca tan alto" eccetera eccetera.

La "fase 4" é la recessione, dura e completa.

domenica 7 settembre 2008

Entertainment o politica estera?

Il tiranno prende il potere in Venezuela e decide di alzare il prezzo del petrolio. Tu sei un mercenario, e la tua missione (non di pace) é di andare a Caracas e distruggere tutto per garantire il basso prezzo della benzina in futuro.
É la trama (magari un po' drammatizzata) di "Mercenaries 2", nuovo videogame di Pandemic Studios uscito pochi giorni fa.

L'opinione pubblica va preparata!

martedì 2 settembre 2008

Kingmaker


Si dice di persona o gruppo che abbia particolare influenza in una successione politica, senza essere candidato. In questo caso, mi riferisco a El Tiempo ed alle elezioni presidenziali colombiane.

Guardate l'immagine a destra: é un print screen della prima pagina de El Tiempo.com di questa mattina.

La dichiarazione politica principale ("con questo atto le FARC vogliono dimostrare che sono ancora vive") é di Santos, mentre ad Uribe é dedicato un link a caratteri minuscoli, addirittura relativo ad una sua riunione coi commercianti (!) i cui negozi sono stati danneggiati dall'attentato...

La strategia é chiara:
1) puntare tutto sulla "seguridad democrática"
2) associare il nome di JM Santos a questo successo del Governo
3) nel 2009, proporre l'attuale Ministro della Difesa come opzione di continuitá della politica di Uribe.

Di recente, lo stesso presidente Uribe ha detto che i colombiani "dovrebbero cominciare a pensare a persone che potrebbero portare avanti le bandiere" della "sicurezza democratica" e della "fiducia degli investitori" dal 2010 in poi. Che sia pure lui d'accordo con il progetto JM Santos? Non posso escluderlo, anzi: piú sto e piú mi convinco che le cose stanno proprio cosí...

lunedì 1 settembre 2008

Il PRC e le FARC

Il caso del giorno é l'articolo di Omero Ciai sui rapporti (di appoggio, dice Ciai - di negoziazione autorizzata, gli rispondono) tra Rifondazione Comunista e le FARC colombiane.

"Cosí Rifondazione aiutó i rapitori della Betancourt", titola Repubblica (in prima pagina a quanto pare), prendendosi un mesetto per approfondire le prime notizie pubblicate in Colombia sulla "Italian Connection" (o forse si tratta di un ragionato tempismo, vista l'imminente visita di Ingrid Betancourt a Veltroni et alia?).

La risposta immediata di Gennaro Carotenuto s'incentra tutta sulla differenza tra le FARC ed i carcerieri di Ingrid (quasi a suggerire che i due parlamentari di Rifondazione indicati da Ciai avrebbero aiutato le prime, ma mai e poi mai i secondi); Ramón Mantovani spiega: "lavoravamo per il processo di pace" e dá tutto per chiarito (con la testimonianza di Casini, che conferma), mentre Gasparri fa un'interrogazione parlamentare ed Areazione sul blog Termometro Politico non ha dubbi: "é un complotto piddino anti PRC" (e pubblica un bel post con molte citazione e link: buono per approfondire"); completa il quadro la nota de El Tiempo, con la preoccupazione delle autoritá italiane.

domenica 31 agosto 2008

Pagliuzze e travi: alias Barbie ed il carbone

Che ci sia un legame tra paramilitarismo ed economia, non ci sono dubbi. É chiaro che in molte zone del paese il progetto paramilitare é nato a vantaggio degli interessi economici locali, siano essi personali o di grandi aziende finanziatrici (come ad esempio Chiquita).

Fa impressione peró quando questa relazione economia-paramilitarismo si presenta in modo esplicito, diretto. Secondo questo articolo di Portafolio, il 30% della piú grande miniera di carbone in Colombia (ovvero un paio di migliaia di ettari) é di proprieta di alias Barbie: braccio destro di Jorge 40, condannato - tra le altre cose - come mandante dell'omicidio di un giudice e richiesto in estradizione dagli USA per narcotraffico.

Se leggete lo spagnolo, vale la pena seguire entrambi i link.

sabato 30 agosto 2008

Il nuovo asse del male (e le sue vittime)

Secondo l'editoriale dello storico Arthur Herman apparso sul WSJ di ieri, il nuovo "asse del male" sarebbe costituito da Russia, Iran e Venezuela.

Questi tre paesi, sarebbero accomunati su vari fronti: sono dittature, ricche grazie al petrolio, orientate all'espansione regionale, con un economia mafiosa e - siamo al punto che piú interessa questo blog - "tutti e tre vedono come una minaccia mortale l'emergere alle loro frontiere di governi occidentali pro-Americani, e sono determinati a contrattaccare".

Ed ecco che le relazioni tra Chávez e le FARC vengono messe sullo stesso piano del coinvolgimento russo nel Caucaso, e la Colombia viene indicata come un prossimo campo di battaglia assieme ad Iraq e Georgia.

Ignoranza o malizia? Chissá. Fatto sta che questo ragionamento - sommato alle premesse poste dal Plan Colombia - porta dritto alla presenza di truppe USA in Colombia: per proteggere la "democrazia minacciata", per impedire la "espansione regionale" del dittatore Chávez e - visto che sono in zona - per vincere la guerra contro la droga.

Per ora é un editoriale. Il primo passo concreto in questa direzione sarebbe la base militare in territorio colombiano: chissá che non sia questo l'impegno chiesto a Juan Manuel Santos in cambio della Presidenza?


(L'immagine é una delle carte del gioco da tavolo "War on Terror")

mercoledì 27 agosto 2008

Roberto Pombo nuovo direttore de El Tiempo

Un anno dopo l'acquisto dell'unico giornale nazionale colombiano (allora: oggi c'é El Espectador), il Gruppo Planeta annuncia un cambio al vertice nel segno della continuità.

Il nuovo direttore é Roberto Pombo, e prende il posto dei due co-direttori, Enrique e Rafael Santos. Chiariamo - per chi fosse abituato al "controllo dei cognomi" - che anche Pombo é un Santos (acquisito), in quanto ha sposato Juanita Santos, la sorella del vice-presidente della Repubblica Francisco.

A mo' di commento, riprendo una frase pubblicata da Semana nel profilo dedicato al nuovo direttore: "Roberto Pombo é uno dei giornalisti che meglio ha saputo comprendere i governanti di turno". Ecco, appunto.

venerdì 22 agosto 2008

La scelta di Uribe

O se ne va nel 2010 e si consegna alla storia come il Presidente della ritrovata fiducia, o si ripresenta ed indebolisce la democrazia colombiana (e la sua stessa ereditá al Paese).

In questi termini pone la questione il New York Times, che non si astiene dal suggerire l'alternativa preferita: che annunci subito la sua intenzione di non ricandidarsi.

Un terzo mandato di Uribe sarebbe gravissimo: poiché certamente non verrá accompagnato da una riforma costituzionale completa, genererá una "mezza democrazia" in cui troppi poteri deriveranno la loro legittimita (e nomina) dalla stessa persona.

Cosa ne penserá il Governo USA? Secondo me, sono favorevoli a sostituire un Uribe con Juan Manuel Santos. Quest'ultimo infatti fornisce garanzie antichaviste, é vicino ai militari, continuerebbe le politiche economiche liberiste di Uribe e salverebbe (la faccia al)la democrazia colombiana.

lunedì 18 agosto 2008

Muore Fanny Mickey


Fanny Mickey ha fatto tanto per il teatro colombiano e per il paese. Ora tocca a qualcun altro - speriamo alla sua altezza.
La gente le rende onore in molti modi: dalle prime pagine dei giornali ai funerali quasi "di Stato", dalle conversazioni ai blog.

Una panoramica della carriera su El Túnel, l'omaggio di La Joroba del Camello, i 122 commenti (per ora) su Total T.V. le emozioni di Nemo.

domenica 17 agosto 2008

Uribe piace (anche) perchè è simpatico

Álvaro Uribe Vélez è genuinamente simpatico: scherza, ride, ha senso dell'umorismo. E non fa la faccia schifata quando sta vicino alla "gente" - tutt'altro.

Nel video qui sotto ci sono 9 minuti di esempi: giudicate voi stessi. Felipe Zuleta - dal blog del quale ho tratto il link - ha concluso che è un pagliaccio.
Io non sono d'accordo: per fare il Presidente della Colombia è meglio essere così che freddi, distaccati ed accademici. Parliamo - naturalmente - solo della facciata: ma non è forse questo l'unico elemento di giudizio di tanti cittadini?



venerdì 8 agosto 2008

Si fanno i nomi: Nuova Colombia

Pochi minuti fa (letteralmente) il telegiornale di RCN ha dedicato un lungo servizio alla "cellula delle FARC in Italia", facendo il nome dell'Associazione Nuova Colombia.

Le immagini a supporto provenivano al 90% dalla pagina web dell'Associazione: locandine, fotografie (come quella a destra, mostrata a milioni di colombiani), la home page.

A fine servizio, appare in video una mail - inviata probabilmente da un rappresentante di Nuova Colombia al giornalista di RCN - in cui si negavano rapporti di finanziamento (attivo o passivo) con le FARC. Continua dunque la serie di "rivelazioni" tratte dalla corrispondenza di Raúl Reyes.

Ma è davvero notizia una pagina che è in rete da nni, in maniera trasparente, non clandestina? Questo si può discutere. Ciò che è certo è che a nessun mezzo di comunicazione colombiano è mai fregato nulla del tema - altrimenti l'avrebbero scoperto molto prima.

Ma siccome ora è arrivata l'imbeccata governativa, è iniziata l'era delle grandi scoperte e degli scoop...

P.S.: a mo' di commento. Vedere una notizia del genere fa impressione, specie una volta immersi nella realtà colombiana. Ma davvero i soci di Nuova Colombia sperano in (e lavorano per) un'ingresso delle FARC in armi in Piazza Bolivar?

Le prime parole di Ingrid Betancourt

Ingrid Betancourt è stata sei anni nella giungla colombiana, senza parlare con altri che non fossero guerriglieri delle FARC o compagni di sequestro.
Appena liberata ha avuto l'opportunità di avere la madre al telefono, su un cellulare prestatole da un militare (o forse dal Ministro della Difesa Juan Manuel Santos, che è a fianco a lei). La madre, la signora Yolanda Pulecio, è importantissima per Ingrid, più di qualsiasi marito e quasi quanto i figli.

Il video qui sotto riporta le sue prime parole, con la mamma, dopo 6 anni che non ne sentiva la voce.



La trascrizione in italiano delle prime frasi:
"Mamma, sono viva, sono libera... Mamma, l'Esercito mi ha liberato...Dobbiamo tutti avere fiducia nell'Esercito, questo è... quello che hanno fatto mamma è la cosa più straordinaria... è una pagina di storia, di grandezza, di eroismo, io mi sento così orgogliosa del mio Esercito, di essere colombiana".

giovedì 7 agosto 2008

Si sgonfia la bolla

Prevedo che entro la metà del 2010 la Colombia sarà in recessione, ovvero che il PIL di un semestre sarà inferiore a quello dello stesso periodo dell'anno precedente.
Il paese è cresciuto a ritmi cinesi per vari anni (6,7,8%) ed oggi "vanta" una delle valute più forti del mondo (solamente 1,700 pesos per comprare un dollaro, e Bogotà è ora una delle città più care in America Latina), e già ci sono segnali che le vacche magre stanno per arrivare - in massa.

La visione di Eduardo Sarmiento (economista non convenzionale che pubblica regolarmente su El Espectador) è semplice:
- l'entrata di capitali (privatizzazioni, speculazione, investimenti, narcotraffico) ha fatto rivalutare il Peso;
- la forza della moneta ha reso meno competitive le esportazioni , e la riduzione di queste ultime ha generato la riduzione (o la non crescita) dell'occupazione;
- quando poi sono arrivati gli aumenti di combustibili ed alimenti, le pressioni inflazionistiche hanno portato il Banco de La República ad aumentare i tassi d'interesse, riducendo la domanda interna.

Riassumendo: vendere all'estero è più difficile, perché il peso forte rende le esportazioni colombiane meno competitive e - non lo dimentichiamo - perché molte economie forti mostrano segni di rallentamento (a cominciare dagli USA, secondo partner commerciale); il mercato interno non cresce, visto che meno gente ha un lavoro, i salari sono fermi ed il credito è più caro.

Risultato: frenata dell'economia.
Il grafico in alto a destra - tratto dal recente studio della Confindustria Colombiana, l'ANDI - mostra la dinamica della crescita del Prodotto Interno Lordo (PIB, nella sigla in spagnolo) dal 1994 ad oggi. Si riconosce l'incursione in territorio negativo del 1999, l'ultima grande recessione colombiana, e risulta chiaro come la "galoppata" iniziata nel 2002 sia finita: il dato del primo semestre del 2008 parla di un +4,2%, ma l'inclinazione della curva non fa ben sperare per la seconda metà dell'anno.


Segnali coerenti giungono da altri importanti indicatori, come la capacità installata (vedi grafico a sinistra), giunta ad un picco dell'85% una anno e mezzo fa ed ora in decisa diminuzione, o il livello di inventari che - seppur inferiore alla media storica - mostra anch'esso i primi segni di inversione di tendenza.

Ma i campanelli d'allarme si trasformano in assordanti sirene quando si guarda alla performance per settori.

L'automobile a -13% in Colombia, da 255.000 auto nel 2007 ad una previsione di 220.00 quest'anno perché i finanziamenti sono sempre meno attraenti, con dati ancora più preoccupanti - sempre secondo l'ANDI - per la produzione industriale e le esportazioni del settore, in calo addirittura del 30% (trenta per cento: roba da strapparsi i capelli).
Le calzature a -10% possono darsi per soddisfatte, i filati a -20% forse un po' meno e certamente ferro ed acciaio a -13% son lì che ragionano sul da farsi. Per fortuna che c'è la raffinazione di petrolio che col suo più 15% mantiene la barca a galla... ma per quanto tempo?

martedì 5 agosto 2008

Dove comincia una bugia?

La domanda è difficile; più facile spiegare dove finisce - quando arriva vicino alla cima.

Mi spiego.

Il 15 Luglio la CNN ha denunciato l'uso degli emblemi della Croce Rossa durante la fdamosa Operaciòn Jaque, grazie alla quale sono stati liberati i 3 "contrattisti" americani, Ingrid Betancourt ed altri 11 sequestrati delle FARC.

Non potendo negare l'evidenza (c'erano foto e video a supporto), il Presidente Uribe ha detto al mondo che un ufficiale aveva ammesso di essersi messo il pettorale della Croce Rossa, impaurito dai tanti guerriglieri presenti. Una giustificazione così misera dimostra come il Governo colombiano sia ormai troppo abituato a confrontarsi solo coi media locali, che non hanno la dignità di contrastare neppure balle peggiori di questa...

Ora però è venuto fuori un filmato della preparazione della missione, ed ecco l'ufficiale col suo bravo simbolo di pace sul petto molto prima che gli elicotteri decollino: niente nervosismo, insomma, ma premeditazione e complicità di tutti i presenti (senz'altro edotti del fatto che si trattava di un crimine di guerra).

In perfetto stile mussoliniano, Uribe e Juan Manuel Santos si difendono affermando di essere stati male informati. Cattivo cattivo l'ufficiale nervoso, cattivo cattivo. E loro - poverini - solo due ingenui governanti che non hanno neppur per un secondo dubitato della parola di un eroe. La passeranno liscia.

Semana si chiede: "chi dice la verità sull'Operazione Jaque?". Non è dato saperlo; di certo sappiamo che il Governo colombiano mente.

Facile da prevedere

Sfoglio una vecchia Dinero (piccoli vantaggi di essere di nuovo a Bogotá) e trovo la conferma che i prossimi sei/dodici mesi dell'economia colombiana saranno neri (o quanto meno grigio scuro).

Era il Marzo del 2006; Uribe si era aggiudicato le elezioni parlamentari ed era certo che si apprestasse a vincere le imminenti Presidenziali (cosa puntualmente avvenuta). L'Editoriale di Dinero (rivista che definirei "capitalistentusiasta", del tipo viva gli investimenti stranieri ed i profitti delle banche, per capirci) - tra le altre cose - riportava la seguente frase: "se ci dedichiamo allo spreco e guardiamo passare gli anni delle vacche grasse come spettatori indolenti, senza risolvere i problemi latenti del Paese, in un paio d'anni la Colombia potrebbe tornare a stare molto male".

Cara Dinero, i due anni sono passati: è andata - ed andrà - proprio così...

domenica 3 agosto 2008

The Italian Connection

Via Verdi, via Stradella e via Arduino. Ecco i tre covi delle FARC a Roma, secondo El Tiempo. Lì opererebbero Ramón, Consolo, Fausto (Bertinotti??), Federico e Camila - i primi due forse italiani, gli altri colombiani.

L'immagine qui a destra che avrebbe consentito ai Carabinieri di identificarli è ora in mano alla polizia colombiana,: si parla di retata internazionale.

venerdì 1 agosto 2008

Di nuovo a Bogotá

Domattina presto parto per Madrid e da lí per Bogotá. Resteró 15 giorni, di cui solo sette con accesso ad Internet; di banda larga (e di molte altre forme di "civiltá"), infatti, a Santa Marta non se ne parla.
Dopo tanti mesi (quasi 8), sono contento di tornare e spero di aver occasione di approfittare di questa settimana da "inviato": a presto, da Bogotá!

giovedì 31 luglio 2008

Non c'é due senza tre

Pare che l'adagio valga anche per la TV colombiana: il processo per aggiudicare le frequenze del terzo canale nazionale privato procede.
L'ultima notizia é di ieri: tre consorzi si sono presentati ufficialmente presso la Comisión Nacional de Televisión (CNTV). Ecco i dettagli:

1. Planeta/El Tiempo
Il consorzio si chiama Canal 3 Televisión de Colombia S.A. ed é composto da:
- CEETTV S.A. (Casa Editorial El Tiempo TV)
- Antena 3 de Televisión Colombia S.A.
- RTI S.A. (una importante casa di produzione)
- Finvest S.C. (?)
- Antena 3 de Televisión S.A. e
- El Heraldo Ltda. (il giornale locale di Barranquilla).

2. Gruppo Prisa
Nome ufficiale Promotora Audiovisual de Colombia Pacsa S.A., composta da:
- Grupo Latino de Publicidad Colombia (da Dicembre dell'anno scorso al 100% di Prisa)
- Sogecable S.A.
- Compañía de Medios Información LTDA. (ovvero la CM& di Yamid Amat)
- Grupo Nacional de Medios (un consorzio dei giornali locali
La República, El País, Vanguardia Liberal, El Universal ed El Colombiano)

3. Grupo Cisneros
Nome di battaglia
Inversiones Rendiles S.A. , composta da:
- Global Martu S.L. (forse questa piccola azienda spagnola?)
- Corporación Venezolana de TV S.A. (Venevisión)
- Diego Muñoz Tamayo (avvocato, rappresentante del Consorzio e - curiosamente - direttore di Semana S.A.)
- Carlos Gerardo Mantilla e Marcela Tobón (entrambi soci dello Studio del Muñoz Tamayo).


Il piano della CNTV prevede la decisione entro la prima metá del 2009. Non si sa ancora - peró - né come avverrá la selezione né quanti nuovi canali verranno aggiudicati...

mercoledì 30 luglio 2008

Juan Manuel Santos a Washington

"The dramatic rescue of 15 hostages this month by Colombia’s special forces underscored how far Colombia has progressed — with the strong support of the United States — from a nation under siege by narcoterrorists and paramilitary vigilantes to one poised to become a linchpin of security and prosperity in South America."


Comincia cosí l'articolo che i ministri della difesa di USA e Colombia pubblicano assieme sul New York Times, sotto forma di Op-Ed (che potremmo tradurre come "riceviamo e volentieeri pubblichiamo").


Il "linchpin" (la parola piú difficile del brano) sarebbe un cardine. La Colombia "sicura", quindi, al centro del sistema di sicurezza latinoamericano.


Piú chiaro di cosí...

martedì 29 luglio 2008

Riscatto in maschera

La liberazione di Ingrid Betancourt, la famosa "operación Jaque", comincia a sembrare una festa di Carnevale.

Oltre al militare col corpetto della Croce Rossa ("era molto nervoso e lo ha messo su senza pensarci", dice Uribe), pare ci fossero anche (lo ammette Juan Manuel Santos) due finti giornlisti di TeleSur, con microfono e tutto. Si raggiungono toni da barzelletta con le nazionalitá dei finti membri di una finta ONG: c'é un italiano, un arabo, un australiano, un cubano e un domenicano nella selva colombiana. L'elicottero perde colpi, allora il pilota dice: ci sono solo 4 paracadute.... e via dicendo.

Ma... qualcuno vestito da militare colombiano c'era???

Fuck le FARC

É il titolo di un giochino on line che compare sul sito Uzinagaz.com, in cui l'obiettivo é liberare Ingrid Betancourt. Qui sopra, il banner promozionale; mi colpisce la conferma del valore iconico dall'immagine di Ingrid prigioniera,muta, emaciata, diffusa come ultima prova di sopravvivenza. Ed anche il titolo del gioco: non "save Ingrid" ma "fuck le FARC"

domenica 27 luglio 2008

Le interviste (inventate?) de La Repubblica

Sul sito della Presidenza della Repubblica colombiana appare questo comunicato: "il giornale italiano La Repubblica, nella sua rivista Il Venerdí ha pubblicato l'11 luglio scorso un articolo con false dichiarazioni che il giornalista Jordi Valle attribuisce al Presidente Álvaro Uribe Vélez".

Un buon politico smentisce anche se stesso, se conviene; ed in questo caso, frasi come "gli USA non sono pronti ad eleggere un negro alla presidenza" meritano un'ulteriore sforzo di cancellazione. Ma qui il problema é che Uribe nega di aver mai incontrato il giornalista di Repubblica, che non compare nei registri di Casa di Nariño e - secondo il DAS - non era neanche in Colombia il giorno dell'intervista!

Mah.

Pochi giorni dopo lo stesso giornalista mette a segno uno scoop: un'intervista con Alfonso Cano, nuovo comandante delle FARC, sempre per Il Venerdí (il link non vi porta all'articolo, perché Il Venerdí non li pubblica on line: c'é solo il richiamo). Questo "inviato" si chiama Jordi Valle, ma anche questa intervista "nelle montagne di Colombia" é avvolta nel dubbio: il Manifesto si dice invidioso dei suoi scoop (tra i quali interviste con García Márquez e Chávez), Annalisa Melandri lo chiama (gentilmente) buontempone, e La W radio - incuriosita - lo intervista.

La prima intervista finisce con il signor Valle che dice "Pronto? Pronto? Si sente malissimo" e mette giú, non appena le domande diventano pressanti e risulta chiaro che vengono da giornalisti colombiani che capiscono del tema; nella seconda, il signor Valle non vuole parlare finché non puó verificare online chi sia Julio Sánchez Cristo (!), si lamenta di star spendendo troppo, accusa l'assessore stampa dell'Ambasciata Colombiana in Italia di aver qualcosa contro di lui, afferma di essersi visto con Uribe (ma non in Casa di Nariño) e di essere pronto a provarlo, chiede le credenziali, si sorprende di avere molti giornalisti al telefono contemporaneamente e appena comincia a partecipare il signor Néstor Pongutá, dell'Ambasciata, mette giú rapidamente facendo - inpoche parole - una figura barbina (e con lui, Il Venerdí di Repubblica...).

Ma chi é Jordi Valle? In rete trovate un'intervista in video, una nota biografica, ed un sito che parrebbe essere il suo personale.

E chi é il responsabile de Il Venerdí di Repubblica? É la sua opinione che vorremmo conoscere...