sabato 12 gennaio 2008

C'é modo e modo

Hugo Chávez ha ragione nel segnalare il riconoscimento politico come un importante passo nella pace negoziata tra il Governo Colombiano e le FARC. Ma farlo di fronte all'Assemblea Nazionale e affermando che rispetta il "progetto politico bolivariano delle FARC" significa rendere impossibile ogni sua ulteriore iniziativa di mediazione.

In altre parole, Chávez sceglie coscientemente di radicalizzare la situazione, sapendo che questo provocherá un immediato congelamento dei rapporti col vicino occidentale: é evidente che il Governo colombiano non si muoverá di un millimetro, e chiunque conosca un po' della politica Colombiana lo sa (lui per primo, naturalmente).
Se Uribe ha "dinamitato" l'operazione di consegna degli ostaggi a Capodanno, ora Chávez sgancia l'atomica e compromette un suo futuro ruolo di mediatore.

Ma perché lo ha fatto? Perché ha scelto questa forma (e non, magari, un'intervista in cui discretamente suggerire al Presidente colombiano di prendere in considerazione l'eventualitá eccetera?). Penso che i motivi siano (almeno) due:
1) perché questo é quello che gli hanno chiesto le FARC in contropartita per la liberazione. Credo infatti che debbano aver trattato nei detagli riguardo al modo in cui Chávez avrebbe appoggiato la loro aspirazione al riconoscimento internazionale;
2) perché ha deciso di aprire la partita regionale, proponendosi come attore della politica interna colombiana in vista delle presidenziali del 2010, magari con Piedad Córdoba candidata.

O forse la ragione é piú prosaica: incassare la scommessa vinta nel modo piú plateale possibile, per guadagnare consensi e ripresentare la proposta della sua rielezione...

Peccato.

25 commenti:

loupsos ha detto...

Come? Non bastava il gossip di una sua relazione con la Campbell? E' proprio malato di protagonismo, il nostro Hugo ...

cassandro ha detto...

Secondo te - ammesso che la seconda delle ipotesi da te lanciate sia quella giusta - quanti voti prenderebbe Piedad Cordoba nel 2010 presentandosi come candidata delle Farc e di Chavez? Lo 0,5 per cento? O qualcosina meno? Giorni fa, quando ho letto la notizia che il capo di Accion Democratica reclamava l'impeachment di Chavez perche pazzo, mi sono messo a ridere. Dopo il discorso di Chavez davanti all'Assemblea Nazionale comincio, non dico ad appoggiare, ma a prendere un po' piu seriamente l'idea. Chavez e' un caporalmaggiore con petrolio. E il petrolio da spesso alla testa.

adele ha detto...

Credo che, in cambio del petrolio, i cubani dovrebbero mandare in Venezuela, non solo medici, ma anche diplomatici disposti a tenere corsi di base. E cio non tanto per insegnare il mestiere a Chavez - troppo borioso per imparare qualsivoglia cosa - quanto per bocciarlo e metterlo in condizione di non nuocere. Molti buontemponi, dopo la liberazione della Rojas e della Gonzalez, hanno esaltato il "grande successo" di Chavez. Ma la verita - due liberazioni a parte - e' che, grazie a lui,tutta la vicenda dello scambio umanitario sta peggio che mai. Peggio che mai sono stanno le relazioni tra Colombia e Venezuela. E peggio che mai sta la molto millantata "integrazione latinoamericana". Per dirla con un tal Juan Carlos: Porque no se calla?, por Dios, porque no se calla?

Tiorojo ha detto...

Non avevo preso in considerazione la possibilita' che fosse proprio quello che le FARC avevano chiesto in cambio. Penso che hai ragione.

Infatti, benche' Chavez non si caratterizzi dalla finezza diplomatica, un'intromissione cosi' brutale e assurda negli affari della Colombia non e' neanche da lui.

doppiafila ha detto...

Loupsos , sulla relazione con la Campbell perderebbe contro Sarkozy, per cui ha deciso di fare qualcosa di unico ;-)

Cassandro , la Córdoba non avrebbe alcuna speranza. Forse prenderebbe piú dello 0,5% (io azzarderei una forchetta tra il5 ed il 20, a seconda della posizione assunta dal PDA)... Ma capisco che il tema non é questo. Chávez l'ha bruciata, dimostrando che del suo destino politico (di lei) non gliene importa un granché.

Adele , sono d'accordo con te. Chávez ha scelto di mandare all'aria ogni sua futura partecipazione in un accordo di pace tra FARC e Governo colombiano. Peccato, davvero.

Tiorojo , quanto tempo! É u piacere rivederti sul blog! :-)

Roberto ha detto...

doppiafila, sono d'accordo con te nel dire che chàvez ha esagerato ad esporsi in questi toni e che probabilmente reimpostare una trattativa sarà ardua ma tra un presidente che appoggia e guida gruppi paramilitari assassini e un altro che appoggia le richieste delle FARC non c'è poi tutta questa differenza. negli interventi di loupsos cassandro e adele non leggo che ironiche prese di posizione contro "il nostro Hugo" e neanche una parola sul "vostro Uribe".
adele,chi ha inviato 20000 soldati nel momento in cui lo scambio sarebbe dovuto avvenire?
un saluto

doppiafila ha detto...

Ciao Roberto, la mia valutazione é funzionale all'ottenimento della pace negoziata, e non vuol'essere la condanna dell'uno né l'assoluzione dell'altro. In altre parole, Chávez allontana la pace (cosí come l'allontana Uribe se ordina d'attaccare prima della liberazione). In questo caso: il fatto che Uribe sia vicino ai paramilitari non érilevante nell'analisi della decisione (e delle azioni) di Chávez. Fors é per questo che gli altri commentatori non lo menzionano. Altro commento: Uribe e Chávez hanno molto piú in comune di quanto non sembri, ed a mio parere sono la dimostrazione che il populismo latinoamericano s'adatta benissimo sia alla destra che alla sinistra (perché non é né l'una né l'altra, forse). Saluti, Doppiafila

Roberto ha detto...

ma il fatto che la pace debba essere negoziata implica la presenza di uribe e quindi la risoluzione del conflitto colombiano è necessariamente legata alle scelte del presidente e la sua figura,secondo me, è rilevante nell'argomento trattato.
a mio parere chàvez canalizza su di se l'attenzione distraendo l'opinione di molti da quella che è la realtà colombiana,ed in questo modo fa il gioco di uribe.

Anonimo ha detto...

Il populismo latinoamericano, di destra o di sinistra, è l'unico fattore che storicamente ha mobilitato le masse, contro l'elitismo di sinistre abbastanza incapaci di incidere. Questo non cancella i suoi difetti, ma si tratta di un fatto storico.

Chavez ha considerato che il riconoscimento politico di Farc e Eln non dipende dalla buona volontà di Uribe, ma dalle pressioni che gli altri governi sudamericani sapranno ersercitare su Bogotà. In questo senso la sua drammatizzazione è politicamente razionale, proprio perché serve a far entrare il tema in agenda. Sul fatto che la diplomazia serva o no si può discutere, ma che Chavez abbia deciso di dare un taglio non è troppo campato in aria.

Uribe deve dare serie garaznie se vuole la pace. La smilitarizzazione un po' affrettata negli anni 90 da parte della più grande organizzazione guerrigliera latino americana, il Farabundo Martí salvadoregno, alla lunga non si è dimostrata una mossa molto furba, col senno del poi. Le Farc non vogliono mettere la testa in bocca al leone, e tutto il comportamento di uribe dimostra che hanno ragione.



GB
http://achtungbanditen.splinder.com/

doppiafila ha detto...

GB , l'unico governo latinoamericano che puó (poteva) fare pressioni su Uribe é quello venezuelano. Chávez aveva infatti in mano l'arma dell'economia (il Venezuela é secondo solo agli USA per l'export colombiano, ed é il primo partner commerciale quando si tratta di esportazioni non tradizionali) oltre ad una vicinanza storica (quella GranColombiana) che ben adoperata potrebbe davvero avvicinare i due paesi. Gli altri grandi del continente sono lontani mille miglia da Bogotá: il Brasile é inesistente ("il paese dove hanno arrestato Chupeta", per i piú), l'Argentina un altro pianeta ("dovestanno i figli di Pablo Escobar", o dove si balla il tango). UNo scenario in cui il Venezuela si auto-taglia fuori lascia un solo punto di riferimento alla Colombia di Uribe: comincia con Stati e finisce per Uniti...
Saluti, Doppiafila

Anonimo ha detto...

si sposa con lei, l'8 febbraio, un giorno prima di sarkozy con la bruni...marca tendencia.
ma se ancora inn colombia, doppiafila? ti ho mandato un messaggio ma non hai risposto.

Karla

Francesco ha detto...

Doppia,status di belligerenza alle FARC?vivendo qui e tu lo sai bene avendoci vissuto anche,che l'idea mi lascia molto perplesso...parlo terra-terra e come stranieri che vive qui:preferisco trovare 100 posti di blocco dell'esercito colombiano lunga la strada per la costa che non uno solo della guerriglia...e tu sai bene il perché...igual cosa prego Iddio di non trovarne mai uno dei "paracos" anche se quelli li riconosci a distanza di kilometri e sono anche vicini di casa...
Saluti dal santander.

mgmlps ha detto...

Abbete visto la Farc??? che carini,lasciano andare 2 de i sequestrati ( da 700) e prendono altre sei nel choco, come la mettiamo ??... e uno de loro noruego senza neanche valutare il fatto che ci sono anche finanziatore e amici la... che ditte voi sono GUERRILLEROS??????????????????????? Terroristas???o el Futuro de Colombia?????????????

Roberto ha detto...

voi che vivete in colombia,quale è la maniera migliore per ovviare alla perdurante crisi del vostro paese.il conflitto c'è ma non credo che voi lo vogliate infinito.trattare con le FARC?e come?come considerarle?
ormai da più di 40 anni si cerca di abbatterle militarmente ma i risultati sono inesistenti.se a violenza si risponde con violenza non si può piangere per i rapimenti o i posti di blocco

doppiafila ha detto...

Ciao Mgmlps, benvenuto a Bogotalia. A quanto pare, fino ad ora i lettori del blog (che non rappresentano nessuna popolazione, sia chiaro) si orientano sull'accoppiata "gruppo guerrigliero" e "gruppo terrorista". Un lettore ha cliccato sull'opzione "il futuro della Colombia", un altro su "un anacronismo"... ci sono tante opinioni quante teste pensanti! Saluti, Doppiafila

doppiafila ha detto...

Ciao Francesco, anch'io mi sono trovato su strade di campagna a pensare "oddio, chi saranno?" ed a tirare un sospiro di sollievo a vedere che portavano gli anfibi e non gli stivali di gomma... capisco cosa vuoi dire! Saluti dalla sicura Londra

Anonimo ha detto...

Sicura ma noiosa, o almeno fredda. Non credo che il processo di pace avrà alcun seguito, ma si risolverà nella consueta polarizzzazione Uribe- Chavez che il discorso del venezuelano alle Nazioni Unite non ha fatto che acuire. Come si muoveranno i due scacchisti? Per ora sono all'impasse, e il gioco a mio avviso è bloccato fino a quando, qualcuno si decida a spaiarlo. Chi sarà mai? I mediatori europei o una generica comunità internazionale o, addirittura, la stessa Cuba. Di certo c'è che anche le mosse di uno di loro si sono fatte più difficili, e ancora più delicate. Difficile bybassare la posizione di Uribe o di Chavez e fare finta di niente. Ma se si prende posizione, si rischia di cannare tutto e di tornare da capo.

doppiafila ha detto...

Roberto,il tuo secondo commento é stato pubblicato piú sopra, per qualche ragione a me ignota, nonostante l'abbia "autorizzato" solo ora. Ad ogni modo, mi permetto di rispondere anche se capisco che la domanda é piú a Francesco che a me.
Credo che il "popolo colombiano" (o "colombiano del común", come si dice da quelle parti, o "de a pié", reminiscenza di quando un cavallo o un mulo facevano la differenza tra il ricco ed il povero), credo dicevo che il popolo colombiano sia pronto ad essere convinto che il cammino sia la negoziazione. Il problema é che 6 anni anni fa, dopo il fallimento del Caguán, era prontissimo ad accettar la via della guerra - che poi gli ha proposto con decisione Uribe. Non so se questo commento é pertinente, ma comunque... Saluti, Doppiafila

doppiafila ha detto...

Ciao anonimo, sai chi - secondo me - puó "spaiare il gioco"? Le FARC. E in modo molto significativo: rinunciando al sequestro. Sarebbe una decisione clamorosa, che renderebbe tutto piú facile e che avrebe un impatto in-fi-ni-ta-men-te maggiore del riconoscimento di qualsiasi status (politico, rivoltoso, belligerante) eccetera. Chissá, magari lo stanno considerando...
Saluti, Doppiafila

Die ha detto...

Ma scusate ... nessuno vede un lato positivo sul possibile stato politico o meno delle farc? non che io ne sia d'accordo pero ... non potrebbero piu sequestrare, avrebbero un protocollo internazionale da seguire alla regola no?!

Ieri sera poi cercavo di immaginare se, come "movimento politico "moderno"", e dovrebbero essere quindi democrati, pensavo se un qualsiasi guerrigliero potra opinare, votare o Marulanda and Co. decidono tutto da soli(?).
Fermatevi a pensare se per un momento gli si dá il potere a Marulanda: rispetterebbe il popolo colombiano in quanto popolo democratico e quindi con diritto d'espressione e di voto?
Altro quesito: l'idea politica della Farc é sufficentemente moderna da potersi applicare ad un governo, stato, nazione?? (ma siamo sicuri che la abbiano?!)

Comunque tornando alla realta, non credete che possa essere una arma di doppio filo quello del riconoscimento politico? potrebbe diventere l'arma per poter per lo meno finire con la criminalita guerrigliera, certo tralasciando il piccolo particolare sulla fonte di finanziamento usata dalle Farc.
Credo che in questa maniera per lo meno si tuteli il civile e la pressione da parte dell'opinione internazionale che li manterrebbe sotto pressione e quindi limitati.

Certo sta che non é comunque una proposta plausibile e sopprattutto corretta, non sarebbe giusto e tutti lo sappiamo.

Anonimo ha detto...

Hola Doppiafila encuentro muy extrano el hecho que usted no haya hecho ninguna referencia a las pruevas de supervivencia de los secuestrados ......las que trajo consuelo y que ha su vez han causado tento revuelo en Colombia dada la crueldad a que son sometidos los secuestrados????????La carta del Coronel luis Mendieta por ejemplo...no lo motiva a opinar??

doppiafila ha detto...

Hola anónimo, la verdad es que me encantaría comentarlo todo pero no siempro tengo tiempo. A veces - como en este caso - no he tenido al ocasión de seguir la noticia en primer lugar... Algo he leído, en periodicos y blogs, pero no lo suficiente para sentir que tengo algo que aportar. Saludos, Doppiafila

Anonimo ha detto...

TRATTRO DAL "EL HERALDO" di oggi 17 gennaio 08

Farc habrían asesinado a tres menores por negarse a ser reclutados

Bogotá

La denuncia la hizo una mujer ante la Defensoría del Pueblo en el Putumayo, quien asegura que hombres de ese grupo insurgente dieron muerte a su hijo de 14 años porque ella no se lo quiso entregar.

Indicó que otro caso similar ocurrió con una vecina suya con un niño menor que el suyo, y aseguró que fueron obligadas a salir del lugar y que los hombres les quemaron sus casas cuando estas se disponían a salir de las mismas.

El hecho se habría presentado en una vereda ubicada en el municipio de La Hormiga, en el bajo Putumayo. Las autoridades indicaron que investigan la veracidad de este y un tercer caso en el que un menor habría muerto por las mismas circunstancias.



Dove andremo a finire?

Karlo

Anonimo ha detto...

(ANSA) - BOGOTA', 16 GEN - Scontri armati nel nord-est della Colombia tra i guerriglieri delle Farc (marxisti), e dell'Eln (guevaristi), hanno causato 11 morti. Negli ultimi 10 giorni 2.000 persone costrette a lasciare le proprie terre e a trovare rifugi di fortuna. Le cifre, fornite dalle autorita' locali e dal Cicr, il comitato internazionale della Croce rossa, aggiungono che tra gli sfollati ci sono 44 famiglie della tribu' indiana dei Guahibos-Managua

Che ne pensi Doppia??

Karlo

doppiafila ha detto...

Ciao KArlo, scusami per la lentezza nel rispondere alla tue domande, ma la vita "reale" ha preso dei ritmi incompatibili... Del primo episodio non saprei - il Governo ha troppa voglia di generare notizie anti-FARC e queste mi rende sospettoso... QUanto al secondo, gli scontri tra FARC ed ELN non sono una novità ed il fatto che generino sfollati è una tristissima realtà... come al solito, in Colombia, il prezzo della guerra (in)civile lo pagano solo i poveracci...
Saluti, Doppiafila