martedì 5 febbraio 2008

Colombia es pasión

Premetto: a mio parere, la campagna "Colombia es pasión" é una toppa clamorosa (l'obiettivo - comunque - non é convincere i blogger italiani, ma aumentare le esportazioni, gli investimenti stranieri ed il turismo esterno; penso quindi che potranno sopravvivere alla mia modesta opinione...).

Certe volte peró i toni sono cosí "patriottimistici" da risultare antipatici. Come nel caso dell'immagine qui a destra che - sulla home page del sito di Proexport - si anima e mostra le seguenti frasi:
1. "¿Quieres que hablen bien de ti?" (vuoi che si parli bene di te?)
2. "Colombia también" (anche [la] Colombia)
3. "Habla bien de ella" ( parla bene di lei).

Fastidioso. Ma non tanto quanto questa frase (stavolta dal sito colombiaespasion.com): "Y así, cuando todos estemos mirando hacia el mismo lugar, y el resto del mundo nos observe, se darán cuenta que este no es un país cualquiera".

Mi viene voglia di chiedere ai redattori quale sia - secondo loro - un Paese qualunque....

8 commenti:

Die ha detto...

Risposta: Venezuela (?!)
...
Sono tipiche queste campagne pùbbliciatrie in Colombia, puntano sempre a far leva sul patriotismo chibcha, che é cosi inutile, é purtroppo una societa molto nazionalista e poco ci guadagnano da questo.


Ma come mai nessun commento sulla manifesta di ieri? poco d'accordo? che ne pensi?

doppiafila ha detto...

Ciao Die, non ho ancora commentato per due motivi: uno che stavo lavorando (!), due che ho deciso di leggere un po' di blog prima di commentare e... ne ho trovati decine e decine che parlavano della manifestazione!!! E tu, sei andato?
Saluti, Doppiafila

tiorojo ha detto...

Poi non so se hai visto i logotipi e il design in generale dei manifesti e la pubblicitta' delle olimpiadi di Torino 2006, mi sono sempre sembrati miteriosamente identici al design di Colombia es Pasion.

E, ovviamente, la campagna pubblicitaria colombia non e' quella che e' arrivata per prima.

Anonimo ha detto...

Vi invito umilmente ed intelligentemente a considerare i lati positivi di questa iniziativa volta a risollevare l'immagine di un paese tanto martoriato e che gode di una fama da molti anni non più rispondente alla realtà. Il programma "Colombia es pasiòn" è da lodare per gli sforzi profusi e per i risultati che, grazie anche all'azione di altri enti, sono stati raggiunti in un così breve periodo. Trovo controproducente, nonchè un po' ridicolo, concentrarsi sul logo o sui toni "nazionalisti" di questa operazione di marketing, invece che sugli obiettivi che con questa iniziativa si intendono raggiungere. La riqualificazione della marca paese è un passo importante nelle politiche di pianificazione e riposizionamento turistico, ma non solo, di una qualsiasi località nel quadro generale dei mercati internazionali. Vi invito, dunque, a considerare i molteplici lati positivi di questa campagna marketing e, perchè no, a lasciarvi sedurre da questa destinazione affascinante che giorno dopo giorno cerca di rivalutare la sua immagine e di conquistare la fiducia e l'apprezzamento di turisti ed investitori internazionali. Concludo ricordando che il turismo è un settore con fortissime potenzialità e che può essere un motore di spinta con molteplici effetti positivi sul piano sociale, economico, ambientale ed istituzionale in paesi in via di sviluppo, quali ad esempio la Colombia.

D&G

doppiafila ha detto...

Gentile D&G, grazie per il commento, educato ed argomentato. Sono d'accordo sul fatto che la Colombia debba investire sulla marca paese. Credo peró che questo non sia il momento giusto, visto che é ancora in corso una guerra civile - certamente non lo scenario ideale né per il turismo né per gli investimenti (so che gli invetsimenti stranieri diretti sono piú alti che mai, in questo momento, ma sono anche convinto che (a) siano considerati "ad alto rischio" dagli investitori stessi - e come tali siano rapidamente abbandonabili - e (b) che non sono aumentati grazie a "Colombia es Pasion" ma nonostante essa). Credo anche che il tono della campagna sia sbagliato: rosso fuoco (come la guerra), la passione come elemento di differenziazione (che popolo non ha passione? In cosa aiuta la passione ad un investitore straniero?), i toni "patriottimistici" (insopportabili e mal compresi fuori dalla Colombia). Quanto al turismo, mi piacerebbe moltissimo che diventasse davvero un volano di sviluppo per il Paese, e sono curioso di conoscere alcuni dati dell'impatto della campagna sull'afflusso turistico.
Saluti, Doppiafila

Anonimo ha detto...

Gentile Doppiafila,

capisco le critiche a questa campagna marketing, ma il paese non può starsene con le mani in mano aspettando quel sognato giorno in cui quest'assurda guerra cesserà. La Colombia ha bisogno di incentivare la sua economia per risolvere quelle disuguaglianze sociali che stanno alla base dei problemi sentiti dal popolo colombiano. "Colombia es pasiòn" è solo un piccolo tassello che si accompagna a tanti altri. Premetto che anch'io non ne condivido alcuni (quali il TLC o il Plan Colombia), ma, a mio modesto parere, la direzione è quella giusta. Lo Stato deve dare un segnale forte e deciso ai suoi cittadini e deve conquistarsi la fiducia di partner stranieri. E' vero che gli investimenti sono ad un rischio maggiore rispetto agli stessi in altri paesi, ma a questo rischio si contrappone un potenziale di ricavi più elevato. I toni "patriottimistici" della campagna sono forse un po' esagerati, ma mi meravigliano e rattristano di più i toni del Ministero degli Affari Esteri italiano per esempio, nella sua sezione "Viaggiare Sicuri". Io mi occupo di turismo e ancora oggi molti agenti di viaggio sconsigliano vivamente viaggi in Colombia, indirizzando la scelta dei clienti verso paesi limitrofi. Penso e spero vivamente che la questione del conflitto armato sia arrivata ad un punto di svolta. L'attenzione internazionale e gli sforzi diplomatici sono forse ai livelli più alti degli ultimi anni. Non so quale sia la soluzione al conflitto, ma sono convinto che il turismo in questo senso sia uno strumento che fomenta la pace. Ecco un paio di dati da lei richiesti: arrivi stranieri anno 2006 per motivi diversi da lavoro, studio o compere personali ( 1.978.593 + 48% rispetto al 2005 ); Spesa turistica + 30% (stesso periodo). I dati sono del Ministerio de Comercio Industria y Turismo. Non so che percentuale di queste cifre sia attribuibile alla campagna "Colombia es pasiòn", visto che i fattori determinanti sono veramente molteplici, ma una cosa è certa: la tendenza è certamente positiva. Con questo non mi voglio ostinare a difendere a tutti costi questa iniziativa, che sicuramente avrà le sue falle, ma preferisco appoggiarla invece di smontarla perchè la considero di stimolo per molte altre a venire. Concludo con i miei più sentiti complimenti a lei e al lavoro che svolge su questo blog. Non ho ricordi a breve termine di argomentazioni altrettanto piacevoli e consce del tema trattato!

D&G

Anonimo ha detto...

"Italia, paese di maffiosi, camorristi,comunisti e atei" ????

Vi invito a fare i fatti vostri e rifflettere.....

doppiafila ha detto...

D&G, grazie ancora, della risposta e dei dati. Continuo ad interessarmi dei due temi (il turismo e Colombia es Pasión); che i turisti in ingresso siano aumentati dal 2002 ad oggi si deve - schematicamente - a due elementi: la situazione economica generale (la recessione del 99 in Colombia, quella mini del 2000, l'11 Settembre trascorso eccetera) ed il miglioramento della sicurezza nelle grandi cittá con Uribe. Che si debba anche (almeno in parte) alla campagna Colombia es Pasión resta per me un grande dubbio! Ho cercato dati precisi (per nazionalità, per origine, per destinazione all'interno del Paese) ed ancora non li trovo. Vedo che lei ne ha: potrebbe indicarmi dove li ha trovati? Confesso che non mi sono messo proprio di buzzo buono ma ho solo fatto qualche mezz'oretta di Google, ma un'indirizzo buono mi sarebbe molto utile!
Quanto all'anonimo, incarna un problema drammatico della Colombia e del mondo: poverino.
Saluti, Doppiafila