giovedì 1 maggio 2008

Cerchiobottismo

"Un colpo a cerchio ed uno alla botte": era un rituale di costruzione, una pratica maniera di accomodare materiali e forme; oggi é quasi dispregiativo, detto di chi cerca di contentare tutti, o di mantenere un equilibrio almeno formale tra due posizioni.
Dovremmo però coniare un nuovo termine, da usare quando al cerchio gli si dà una poderosa mazzata ed alla botte solo una carezza tenera!

Prendete la situazione dei sindacalisti in Colombia: ne sono stati uccisi migliaia negli ultimi vent'anni, 400 da quando é Presidente Uribe. Un genocidio goccia a goccia; una mazzata. Ed oggi, Primo Maggio, l'editoriale de El Tiempo - "é ora che il Governo e la società riconoscano in tutta la sua dimensione il problema". A posto, no? Siamo equilibrati, giusto?

Sbagliato.

Non basta, signori Santos. Per pareggiare, dovete fondare un altro giornale e dedicarlo al tema sindacale; dovete fare campagne contro le aziende che discriminano i rappresentanti dei lavoratori, anche se sono vostri inserzionisti; dovete spiegare ai vostri lettori perché i sindacati sono importanti; dovete puntare il dito sui responsabili della situazione attuale (voi compresi); dovete far sapere chi sono i morti, perché sono stati uccisi, da chi e come; dovete mandare sul campo i vostri reporter (se ne avete) a cercare informazioni al di lá della velina governativa; dovete analizzare i dati del Governo, quelli delle Centrales e capire (per poi spiegare) quali sono veri.

Troppe cose dovreste fare; non basta un editoriale il 1° Maggio.

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