giovedì 22 maggio 2008

Edgar Paz dev'essere molto nervoso quando entra in quell'ufficio: ha una bomba a mano nascosta nella giacca di pelle. Me lo immagino sudato ma determinato, tant'é che riesce a prendere 20 ostaggi e ad esigere la presenza dei media. Arriva City TV, un canale locale di Bogotá (che peró si puó vedere via cavo in tutto il Paese), ed inizia a trasmettere in diretta.

Edgar Paz é un sottoufficiale dell'Esercito in pensione; vuole andare in Messico, ma anche che gli paghino la pensione. Costringe allora una signora tra i suoi ostaggi a leggere un comunicato di di 17 pagine - City TVcontinua a trasmettere.

La signora - che non sembra troppo impaurita: qui la registrazione - comincia a snocciolare nomi e cognomi: tanti alias, ma anche tanti militari che all'epoca erano giovani ufficiali (si riferisce ai primi anni '80) e che oggi sono Generali. Gli episodi narrati sono omicidi, massacri, addestramenti coi paramilitari, alleanze col narcotraffico. Parla persino di Uribe - qui un articolo che sarebbe apparso su El Heraldo di Barranquilla con un riassunto dei temi trattati...

Scena due: una funzionaria della CNTV (un ente governativo che controlla l'industria televisiva) chiama il direttore di CityTV; quest'ultimo dá ordine di sospendere la trasmissione. Ciao ciao, finito lo show.

Come dá la notizia la pagina web di El Tiempo?

Provate ad indovinare, vi dó tre opzioni:
a) Inaccettabile censura della CNTV a City TV (che poi farebbe comodo a El Tiempo come pubblicitá, visto che City TV é di sua proprietá)
b) 30 ostaggi un diretta, la CNTV censura (piú drammatico)
o
c) Dibattito giornalistico su trasmissione in diretta di sequestro di 30 persone a Bogotá?



1 commento:

olu1 ha detto...

Payasada.
Por qué tan pocos periodistas se atreven a pensar en Colombia?